Cronaca

Salerno, svolta per le Fonderie Pisano: ipotesi riapertura a Fratte con il solo forno elettrico e stop al carbone

Occhio di Salerno
Salerno, svolta per le Fonderie Pisano: ipotesi riapertura a Fratte con il solo forno elettrico e stop al carbone
Si riapre lo spiraglio operativo per le Fonderie Pisano di Salerno dopo il lungo summit svoltosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy come riportato dal quotidiano Il Mattino. L'incontro al Mimit, guidato dal dirigente Losego e svolto alla presenza degli assessori regionali della Campania Claudia Pecoraro (Ambiente) e Fulvio Bonavitacola (Attività produttive), ha tracciato una strategia per evitare l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per gli 88 dipendenti dell'impianto, annunciata dal vertice aziendale Ciro Pisano.

Salerno, svolta per le Fonderie Pisano: ipotesi riapertura a Fratte

A fare il punto della situazione è Dino Giordano, vicepresidente di Confindustria Salerno e advisor della società, il quale ha accolto con favore il ruolo di mediazione svolto dal ministero. La proposta avanzata dall'azienda prevede la ripresa provvisoria e in tempi definiti delle attività nello stabilimento nel quartiere Fratte a Salerno, utilizzando esclusivamente il forno ad alimentazione elettrica già installato ed dismettendo definitivamente le vecchie strutture a carbone. Questa riconfigurazione tecnica permetterebbe di conformarsi alle normative sulle migliori tecnologie disponibili ed eviterebbe l'impasse della conferenza dei servizi, garantendo al contempo la continuità degli ordini commerciali.

In parallelo al ricorso agli ammortizzatori sociali per la fase di transizione, la proprietà si è detta pronta a ritirare le azioni giudiziarie pendenti dinanzi al Tar contro i provvedimenti regionali. Il piano a lungo termine punta alla definitiva delocalizzazione dell'attività produttiva in un nuovo sito industriale green, con l'assegnazione delle aree idonee da parte della Regione Campania e il supporto finanziario di Invitalia. Il margine per definire le intese istituzionali resta fissato entro la scadenza del 31 ottobre.
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