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Fonderie Pisano, cassa integrazione in scadenza per 90 lavoratori: appello a Fico e De Luca per trovare una nuova sede

Carla Castellano
Fonderie Pisano, cassa integrazione in scadenza per 90 lavoratori: appello a Fico e De Luca per trovare una nuova sede

Il 31 ottobre scadrà la cassa integrazione per i circa 90 dipendenti delle Fonderie Pisano. Una scadenza che riporta al centro dell'attenzione la vertenza dello stabilimento di Fratte, a Salerno, attualmente fermo e interessato da un nuovo contenzioso giudiziario legato alla possibilità di riprendere la produzione.

A chiedere un intervento delle istituzioni sono quattro consiglieri comunali di opposizione, Franco Massimo Lanocita, Giso Amendola, Rino Avella e Claudio Russolillo, che hanno indirizzato una lettera aperta al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca.

La proposta è avviare un confronto con il Consorzio ASI per individuare un'area industriale nella quale trasferire le attività produttive. Una soluzione che, secondo i firmatari, consentirebbe di affrontare contemporaneamente due questioni: la tutela della salute dei residenti e la salvaguardia dell'occupazione.

Fonderie Pisano, quattro consiglieri chiedono una nuova area industriale

La lettera riporta l'attenzione sulla collocazione delle Fonderie Pisano, situate a monte dell'abitato di Fratte, in un contesto densamente popolato che comprende anche territori della Valle dell'Irno.

Secondo i consiglieri, la permanenza dell'impianto nell'attuale sede non sarebbe più compatibile con le caratteristiche dell'area circostante. Da qui la richiesta di accelerare il percorso verso una nuova localizzazione, individuando uno spazio idoneo all'interno di una zona industriale.

I firmatari ritengono che la questione avrebbe dovuto trovare una soluzione già nel 2006, quando il Piano urbanistico comunale modificò la destinazione d'uso dell'area occupata dallo stabilimento.

Nella loro ricostruzione, quella fase avrebbe potuto rappresentare un'occasione per programmare il trasferimento dell'attività produttiva. Una prospettiva che, sostengono, non si è concretizzata.

Negli anni successivi, le contestazioni dei residenti e le vicende giudiziarie hanno ulteriormente complicato la ricerca di una soluzione condivisa.

Cassa integrazione in scadenza il 31 ottobre: preoccupazione per i dipendenti

A rendere particolarmente urgente la situazione è il futuro dei lavoratori.

Circa 90 dipendenti, descritti dai consiglieri come personale altamente specializzato, rischiano di trovarsi di fronte a nuove incertezze occupazionali con l'avvicinarsi del termine della cassa integrazione, previsto per il 31 ottobre 2026.

Nel frattempo, lo stabilimento di Fratte resta fermo, mentre la proprietà è impegnata in un contenzioso giudiziario per tentare di ottenere la ripresa delle attività.

I quattro consiglieri chiedono che il confronto istituzionale non si concentri esclusivamente sulle vicende amministrative e giudiziarie dell'impianto, ma affronti anche le prospettive occupazionali delle famiglie coinvolte.

«Bisogna trovare una soluzione al fine di garantire anche l'occupazione dei circa 90 dipendenti altamente specializzati e occorre farlo subito», scrivono nella lettera.

Un tavolo istituzionale per individuare la sede di una nuova fonderia

La richiesta rivolta a Fico e De Luca è precisa: promuovere un incontro con il Consorzio ASI per verificare la possibilità di individuare un'area nella quale realizzare un nuovo stabilimento.

L'ipotesi avanzata dai consiglieri prevede la costruzione di una fonderia moderna in una zona a destinazione industriale, superando le criticità legate all'attuale collocazione nel quartiere Fratte.

Non si tratta, al momento, di un trasferimento già concordato o di un progetto approvato, ma di una proposta sulla quale i firmatari sollecitano l'apertura di un confronto tra le istituzioni competenti.

L'obiettivo dichiarato è evitare che le esigenze di tutela ambientale e sanitaria vengano contrapposte a quelle occupazionali.

Una vertenza che coinvolge salute, ambiente e lavoro

La vicenda delle Fonderie Pisano continua a rappresentare una questione aperta per Salerno e per i territori della Valle dell'Irno.

Da una parte ci sono le preoccupazioni dei residenti per la presenza dell'impianto vicino alle abitazioni; dall'altra, quelle dei lavoratori per il futuro della propria occupazione.

La lettera dei consiglieri di Sinistra e Movimento 5 Stelle punta a riportare la delocalizzazione al centro dell'agenda istituzionale, chiedendo alla Regione Campania e al Comune di Salerno di assumere un ruolo attivo nella ricerca di una soluzione.

Con la scadenza della cassa integrazione fissata al 31 ottobre, la questione assume anche un carattere di urgenza. Resta ora da capire se all'appello seguirà la convocazione di un incontro istituzionale e se sarà possibile individuare un'area concretamente disponibile per un eventuale nuovo insediamento produttivo.

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