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Caso Ki Group e Bioera, la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Daniela Santanchè: contestate bancarotta fraudolenta e truffa aggravata

Occhio di Salerno
Caso Ki Group e Bioera, la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Daniela Santanchè: contestate bancarotta fraudolenta e truffa aggravata
Nuova svolta giudiziaria per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per la senatrice di FdI ed ex ministra del Turismo, insieme ad altre 14 persone e a una società, con le accuse a vario titolo di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.

La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Daniela Santanchè

La richiesta di processo, formulata dai pm Luigi Luzi, Guido Schininà e dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano al termine delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, coinvolge anche familiari ed ex collaboratori della parlamentare, tra cui il figlio Lorenzo, l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero. Unica eccezione, una posizione minore stralciata con richiesta di archiviazione dopo l'interrogatorio dell'indagato.

Al centro del procedimento figurano i dissesti e i successivi fallimenti delle società del gruppo del bio-food Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le irregolarità avrebbero riguardato l'attribuzione di compensi sproporzionati e la distribuzione di dividendi fittizi a fronte di bilanci in perdita, oltre all'occultamento dell'azzeramento del capitale sociale e al conseguimento di finanziamenti usati per finalità estranee ai programmi aziendali.

Nel faldone d'accusa rientra anche il capitolo relativo a presunti illeciti sui fondi Covid: l'ipotesi è che siano stati ottenuti illegittimamente circa 3,3 milioni di euro, suddivisi tra un prestito di 2,7 milioni ed erogazioni per 600mila euro sotto forma di credito d'imposta, inducendo in errore Invitalia. La senatrice, già imputata a Milano nei procedimenti su Visibilia e per la presunta truffa all'Inps, ha sempre respinto ogni addebito sostenendo di aver agito con totale correttezza. Spetterà ora al giudice per l'udienza preliminare valutare la richiesta dei magistrati.
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