Si conclude con le dimissioni della ministra del Turismo, Daniela Santanchè, una giornata segnata da forti tensioni all’interno della maggioranza. La decisione arriva dopo ore di pressioni politiche e a seguito della richiesta esplicita avanzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva auspicato pubblicamente un passo indietro.
Nel corso della giornata, l’attenzione si è progressivamente concentrata sulla posizione della ministra del Turismo, già al centro di una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione e in calendario per i prossimi giorni. A rendere inevitabile l’epilogo è stato il venir meno del sostegno politico, con prese di distanza anche all’interno della maggioranza.
Nel tardo pomeriggio è arrivata la conferma ufficiale con la trasmissione della lettera di dimissioni indirizzata alla presidente del Consiglio. Nel documento, Santanchè sottolinea di aver deciso di lasciare l’incarico solo dopo una richiesta chiara e pubblica da parte della leader del governo, ribadendo la volontà di tutelare la propria immagine personale e politica.
L’ex ministra rivendica inoltre l’assenza di condanne o procedimenti giudiziari definitivi a suo carico, facendo riferimento anche alle vicende che l’hanno coinvolta negli ultimi mesi. Nella lettera emerge anche il riferimento al contesto politico, con la richiesta che le dimissioni non venissero interpretate come conseguenza diretta dell’esito referendario o di altre situazioni interne alla maggioranza.
Con l’uscita di Santanchè dal governo si apre ora una nuova fase per l’esecutivo, chiamato a gestire le ricadute politiche di una crisi che, nel giro di pochi giorni, ha coinvolto più figure di primo piano.
Governo in tensione, si dimette Santanchè
Il quadro si inserisce in un clima già complesso per l’esecutivo, all’indomani dell’esito negativo del referendum sulla giustizia, che ha acuito le frizioni tra le forze di governo. Nelle ore precedenti si erano registrate anche le dimissioni di Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, contribuendo a rendere ancora più delicata la situazione politica.Nel corso della giornata, l’attenzione si è progressivamente concentrata sulla posizione della ministra del Turismo, già al centro di una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione e in calendario per i prossimi giorni. A rendere inevitabile l’epilogo è stato il venir meno del sostegno politico, con prese di distanza anche all’interno della maggioranza.
Nel tardo pomeriggio è arrivata la conferma ufficiale con la trasmissione della lettera di dimissioni indirizzata alla presidente del Consiglio. Nel documento, Santanchè sottolinea di aver deciso di lasciare l’incarico solo dopo una richiesta chiara e pubblica da parte della leader del governo, ribadendo la volontà di tutelare la propria immagine personale e politica.
L’ex ministra rivendica inoltre l’assenza di condanne o procedimenti giudiziari definitivi a suo carico, facendo riferimento anche alle vicende che l’hanno coinvolta negli ultimi mesi. Nella lettera emerge anche il riferimento al contesto politico, con la richiesta che le dimissioni non venissero interpretate come conseguenza diretta dell’esito referendario o di altre situazioni interne alla maggioranza.
Con l’uscita di Santanchè dal governo si apre ora una nuova fase per l’esecutivo, chiamato a gestire le ricadute politiche di una crisi che, nel giro di pochi giorni, ha coinvolto più figure di primo piano.

