Cronaca

Salerno, maxi evasione fiscale e bancarotta: la Guardia di Finanza indaga su un ammanco da milioni di euro

Alessia Benincasa
Salerno, maxi evasione fiscale e bancarotta: la Guardia di Finanza indaga su un ammanco da milioni di euro
Maxi evasione fiscale e bancarotta a Salerno. Secondo la ricostruzione accusatoria della Guardia di Finanza, gli indagati avrebbero trasferito intenzionalmente denaro e attrezzature ottenuti attraverso importanti commesse pubbliche, sottraendoli alla disponibilità delle società per impedirne il possibile recupero mediante pignoramenti o procedure fiscali. Lo riporta SalernoToday.

Salerno, maxi evasione fiscale e bancarotta: la Guardia di Finanza indaga su un ammanco da milioni di euro

Un’attività investigativa di natura economico-finanziaria condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno ha portato alla luce un complesso intreccio di presunte irregolarità nella gestione societaria, connesse a una consistente situazione debitoria nei confronti dell’Erario. I finanzieri salernitani hanno ricostruito una posizione debitoria milionaria verso lo Stato e una serie di operazioni che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, sarebbero state predisposte per eludere i controlli e ostacolare l’attivazione delle procedure di riscossione.

L’attività investigativa si è concentrata in particolare sulla movimentazione di ingenti risorse finanziarie e sulla disponibilità di numerosi veicoli utilizzati dalle aziende. La Procura ritiene che gli indagati possano aver sottratto consapevolmente fondi e mezzi di lavoro collegati a remunerativi contratti pubblici, trasferendoli fuori dalla disponibilità delle imprese con l’obiettivo di renderli non aggredibili attraverso pignoramenti o iniziative di recupero dei crediti fiscali.

Al momento risultano quattro soggetti iscritti nel registro degli indagati, ai quali vengono contestate, a seconda delle rispettive posizioni, ipotesi di reato come la bancarotta fraudolenta, la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e il trasferimento fittizio della titolarità di beni a terzi.

Per preservare le somme dovute all’Erario e impedire la dispersione delle disponibilità patrimoniali, i militari hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, interessando le partecipazioni societarie e le risorse economiche attribuite agli indagati.

Per evitare ripercussioni sulle attività produttive del territorio e tutelare i dipendenti non coinvolti nell’inchiesta, l’autorità giudiziaria ha disposto anche la nomina di un amministratore giudiziario. Il professionista ha assunto la conduzione delle partecipazioni e dei beni sottoposti a vincolo, con l’incarico di assicurare la prosecuzione ordinaria delle imprese e l’esecuzione degli accordi relativi agli appalti pubblici ancora attivi.
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