Cronaca

Frode sui bonus edilizi a Cava de' Tirreni, la Procura dispone il giudizio immediato per sei imputati

Occhio di Salerno
Frode sui bonus edilizi a Cava de' Tirreni, la Procura dispone il giudizio immediato per sei imputati
Si apre la fase dibattimentale per sei delle persone coinvolte nell'imponente inchiesta sulle frodi legate alle agevolazioni fiscali a Cava de' Tirreni e in vari centri della provincia come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Salerno ha accolto la richiesta di rito immediato avanzata dalla Procura a carico di imprenditori e liberi professionisti, imputati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, reati tributari e illeciti fallimentari. L'udienza d'apertura del dibattimento è stata programmata per il mese di novembre.

Frode bonus edilizi a Cava de' Tirreni, giudizio immediato per sei imputati

L'attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza – nata nel 2022 a seguito di una segnalazione presentata da un commercialista di Albanella – conta complessivamente circa 294 persone iscritte nel registro degli indagati.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la rete criminale avrebbe strutturato un articolato sistema idoneo a generare e monetizzare crediti d'imposta inesistenti per centinaia di milioni di euro, sfruttando le misure di sostegno legate a Superbonus 110%, Ecobonus, Sismabonus e Bonus Facciate.

Le verifiche dei militari, che lo scorso giugno avevano già portato all'esecuzione di sequestri preventivi per un valore globale di 160 milioni di euro, si sono concentrate sui flussi finanziari e su operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio per circa 17 milioni di euro. Tali capitali venivano in parte trasferiti verso conti esteri situati in Paesi quali Cina, India e Pakistan. La manipolazione sistematica delle banche dati fiscali di ignari contribuenti e l'impiego di società cartiere consentivano poi la cessione dei falsi crediti a soggetti terzi o a Poste Italiane, provocando una rilevante voragine nelle casse pubbliche.
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