Eboli, custodia in carcere per gli Esposito: rigettato l'appello per l'imprenditore Marzullo
Occhio di SalernoPubblicato il

Si registrano importanti novità sul fronte giudiziario ad Eboli nell'ambito delle indagini condotte dalla Magistratura Antimafia su un presunto giro di ritorsioni economiche e fittizie attribuzioni societarie come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il dispositivo ribalta la prima determinazione formulata dal giudice per le indagini preliminari Giovanni Rossi, che aveva inizialmente negato l'applicazione delle misure restrittive. Al centro delle contestazioni della Procura figura la posizione di Paolo Esposito, soggetto ritenuto storicamente contiguo alla consorteria criminale Maiale, accusato di aver impiegato la propria influenza per inserirsi nelle vicende societarie di realtà produttive in sofferenza al fine di assumerne la gestione.
La posizione degli indagati è stata sostenuta in sede di discussione dal legale Costantino Cardiello tramite il deposito di articolate memorie difensive. All'esito della decisione, Pasquale Marzullo ha espresso soddisfazione per il rigetto dei provvedimenti a suo carico, ribadendo l'assoluta estraneità rispetto a ogni condotta illecita ipotizzata dagli inquirenti.
Eboli, custodia in carcere per gli Esposito
I magistrati del Riesame salernitano hanno accolto il ricorso formalizzato dal pubblico ministero Maria Benincasa, stabilendo la misura della custodia cautelare dietro le sbarre a carico di Paolo Esposito e Massimo Esposito. Resta invece in libertà Pasquale Marzullo, figura di spicco della grande distribuzione organizzata al vertice del gruppo commerciale a marchio Etè, verso il quale la richiesta di arresto avanzata dall'accusa è stata respinta.Il dispositivo ribalta la prima determinazione formulata dal giudice per le indagini preliminari Giovanni Rossi, che aveva inizialmente negato l'applicazione delle misure restrittive. Al centro delle contestazioni della Procura figura la posizione di Paolo Esposito, soggetto ritenuto storicamente contiguo alla consorteria criminale Maiale, accusato di aver impiegato la propria influenza per inserirsi nelle vicende societarie di realtà produttive in sofferenza al fine di assumerne la gestione.
La posizione degli indagati è stata sostenuta in sede di discussione dal legale Costantino Cardiello tramite il deposito di articolate memorie difensive. All'esito della decisione, Pasquale Marzullo ha espresso soddisfazione per il rigetto dei provvedimenti a suo carico, ribadendo l'assoluta estraneità rispetto a ogni condotta illecita ipotizzata dagli inquirenti.




