Maxi frode da 57 milioni ad Agropoli, Concordio Malandrino verso l'estradizione da Dubai: concessi i domiciliari

Potrebbe tornare in Italia a gennaio 2027 Concordio Malandrino, l'imprenditore salernitano residente da anni a Dubai e coinvolto nella maxi inchiesta sulla presunta frode fiscale legata ai crediti d'imposta della Formazione 4.0. Il Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere, finora non eseguita, con gli arresti domiciliari ad Agropoli. Una decisione che potrebbe favorire il completamento della procedura di estradizione dagli Emirati Arabi Uniti.
L'indagine, condotta dalla Guardia di Finanza di Agropoli sotto il coordinamento della Procura di Vallo della Lucania, aveva portato alla luce un presunto sistema di frodi fiscali per decine di milioni di euro.
Concordio Malandrino, il Tribunale concede gli arresti domiciliari ad Agropoli
Il provvedimento è stato firmato giovedì 29 ottobre dal giudice dell'udienza preliminare Giuseppe Saponiero, che ha accolto l'istanza presentata dall'avvocato Giuseppe Saccone, difensore dell'imprenditore. La sostituzione della misura cautelare è stata disposta nell'ambito di un percorso che ha coinvolto anche il pubblico ministero titolare dell'inchiesta, la Procura generale presso la Corte d'Appello di Salerno e il Ministero della Giustizia.
Malandrino, una volta trasferito in Italia, sarà sottoposto agli arresti domiciliari ad Agropoli, con ulteriori prescrizioni restrittive stabilite dall'autorità giudiziaria. L'imprenditore, coinvolto in diversi procedimenti per presunti reati tributari, era stato destinatario, secondo quanto riportato nella ricostruzione della vicenda, di quattro mandati d'arresto internazionali.
Estradizione da Dubai, possibile rientro in Italia a gennaio 2027
Un passaggio decisivo era arrivato lo scorso 8 settembre, quando la Corte di Cassazione di Abu Dhabi aveva confermato la decisione favorevole all'estradizione verso l'Italia, respingendo l'impugnazione presentata contro il provvedimento. Con la nuova ordinanza del Tribunale cilentano si apre ora la fase esecutiva della procedura.
Malandrino ha manifestato la propria disponibilità a sottoporsi all'interrogatorio di garanzia nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania. Restano da completare gli adempimenti tra le autorità italiane ed emiratine, necessari per organizzare la consegna, il trasferimento e l'applicazione della misura domiciliare.
Secondo le previsioni riportate, la procedura potrebbe richiedere circa due mesi, rendendo possibile il rientro dell'imprenditore nel gennaio 2027. La data, tuttavia, non è ancora stata fissata.
Frode Formazione 4.0, l'inchiesta della Guardia di Finanza e i 57 milioni sequestrati
La vicenda giudiziaria trae origine dall'indagine resa nota nell'aprile 2023 dalla Guardia di Finanza di Agropoli. Al centro degli accertamenti, un presunto meccanismo di creazione e utilizzo di crediti d'imposta attraverso operazioni considerate fittizie dagli investigatori.
L'inchiesta aveva portato a sequestri preventivi per complessivi 57 milioni di euro e a nove misure cautelari, coinvolgendo 269 persone distribuite in diverse regioni italiane. Le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti fiscali e autoriciclaggio.
Secondo l'impostazione accusatoria, il sistema avrebbe consentito di generare benefici tributari non spettanti attraverso operazioni collegate agli incentivi per la formazione aziendale. Malandrino è indicato dagli investigatori come una delle figure centrali della presunta organizzazione, circostanza che dovrà essere valutata nelle competenti sedi giudiziarie.
Dalla custodia in carcere ai domiciliari: la svolta nella vicenda giudiziaria
La nuova decisione rappresenta un cambiamento rispetto ai precedenti provvedimenti cautelari. Nel giugno 2026, infatti, era stata resa nota una decisione della Corte di Cassazione italiana che aveva confermato la custodia cautelare in carcere, dichiarando inammissibile un ricorso della difesa. La successiva istanza presentata dall'avvocato Saccone ha portato alla rivalutazione della misura, con la possibilità di eseguirla in regime domiciliare.
L'attenuazione della misura cautelare non costituisce una decisione sulla responsabilità penale dell'imprenditore, che resta soggetta all'accertamento giudiziario e alla presunzione di innocenza. L'attenzione si concentra adesso sui tempi dell'estradizione e sul possibile ritorno di Malandrino ad Agropoli, dove dovrebbe essere collocato ai domiciliari una volta completata la procedura di consegna.




