Economia

Ritorno del Reddito di cittadinanza: il campo largo lavora al "Reddito 2.0" per il programma elettorale

Occhio di SalernoPubblicato il
Ritorno del Reddito di cittadinanza: il campo largo lavora al "Reddito 2.0" per il programma elettorale
Torna al centro dell'agenda politica la proposta di reintrodurre una misura di sostegno al reddito, destinata a entrare nel programma programmatico della coalizione progressista in vista delle prossime consultazioni elettorali.

L'iniziativa, ribattezzata "Reddito 2.0" e lanciata da Giuseppe Conte, incassa il parere favorevole del Partito Democratico, l'appoggio di Alleanza Verdi e Sinistra e un'apertura al confronto da parte di Italia Viva per garantire uno strumento che contrasti la povertà ed eviti forme di lavoro sottopagato.

Ritorno del Reddito di cittadinanza: il campo largo lavora al "Reddito 2.0"

La proposta nasce dal percorso di partecipazione interna del Movimento 5 Stelle, dove la quasi totalità degli iscritti ha votato a favore di una revisione completa dell'Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro.

Il nuovo schema prevede una soglia di reddito di riferimento pari a 6500 euro annui, integrata da un contributo fino a 3640 euro per la copertura dei costi legati all'abitazione, garantendo circa 542 euro mensili a chi non possiede alcuna entrata. L'obiettivo principale resta l'ampliamento della platea anche ai soggetti considerati occupabili ma privi di tutela, per un totale stimato di circa 580mila persone in tutta Italia.

L'impianto prevede l'obbligo per i beneficiari di svolgere almeno 8 ore settimanali di progetti utili alla collettività coordinati dalle amministrazioni comunali, oltre alla sottoscrizione di percorsi di formazione e inserimento professionale. Per stimolare le assunzioni, le imprese che stabilizzeranno i percettori usufruiranno di uno sgravio contributivo pari a 12 mensilità del sussidio. L'operazione, i cui costi complessivi sono stimati tra 9 e 10 miliardi di euro all'anno, richiederà un incremento di risorse di circa 3 o 4 miliardi rispetto ai finanziamenti attuali.
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