A Verona è stato smantellato un vasto sistema di frode fiscale milionaria che ha portato all'arresto di otto persone, tra imprenditori e collaboratori, coinvolti in un'organizzazione criminale: indagati anche nella Regione Campania. Lo riporta Stiletv.
Le attività investigative, durate oltre un anno, sono nate da anomalie nei movimenti di alcune società veronesi ed hanno rivelato l’esistenza di un sistema fraudolento internazionale. L’associazione operava nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti per la detergenza, sfruttando società fittiziamente registrate all’estero per evitare il pagamento dell’IVA. Queste società acquistavano beni senza IVA da grossisti italiani, tra cui anche aziende veronesi, per poi cederli formalmente a società inesistenti situate in Campania. Successivamente, i prodotti venivano venduti a società filtro, ma senza rispettare gli obblighi fiscali. Il sistema prevedeva un continuo ricambio delle entità giuridiche coinvolte e l’uso di intestatari nullatenenti per rendere difficoltosa l’identificazione dei responsabili.
Questo complesso schema fraudolento, che includeva transazioni estere multiple, ha generato indebiti risparmi fiscali per oltre 33 milioni di euro. Le somme sottratte venivano inoltre utilizzate per attuare strategie aggressive sul mercato nazionale, abbassando i prezzi dei prodotti e danneggiando la concorrenza leale.
Le autorità giudiziarie avevano già disposto alla fine del 2025 un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo di oltre 33 milioni di euro. Ora, sulla base delle evidenze raccolte dai militari, sono stati emessi due ordini di custodia cautelare in carcere per i principali promotori del sistema fraudolento, quattro arresti domiciliari per i collaboratori più diretti e misure più lievi per altri due affiliati, tra cui l’obbligo di firma e l’interdizione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale.
Tuttavia, si sottolinea che la colpevolezza degli indagati potrà essere accertata solo al termine di un processo con sentenza definitiva, come stabilito dall'articolo 27 della Costituzione. Questa operazione dimostra l’impegno costante e la collaborazione tra la Procura Europea e la Guardia di Finanza nel contrastare le frodi economico-finanziarie. Tali reati non solo danneggiano il bilancio dell’Unione Europea, ma minano anche la competitività delle imprese che rispettano le regole del mercato.
Verona, smantellato vasto sistema di frode fiscale milionaria: 8 arresti, indagati anche in Campania
A Verona è stato smantellato un vasto sistema di frode fiscale milionaria che ha portato all'arresto di otto persone, tra imprenditori e collaboratori, coinvolti in un'organizzazione criminale. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verona, con il supporto dei colleghi di Napoli e coordinati dall'European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di Venezia e dall'ufficio croato, hanno eseguito le misure cautelari disposte dal GIP del Tribunale di Napoli, segnando un altro passo nella lunga indagine su un complicato schema di frode fiscale.Le attività investigative, durate oltre un anno, sono nate da anomalie nei movimenti di alcune società veronesi ed hanno rivelato l’esistenza di un sistema fraudolento internazionale. L’associazione operava nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti per la detergenza, sfruttando società fittiziamente registrate all’estero per evitare il pagamento dell’IVA. Queste società acquistavano beni senza IVA da grossisti italiani, tra cui anche aziende veronesi, per poi cederli formalmente a società inesistenti situate in Campania. Successivamente, i prodotti venivano venduti a società filtro, ma senza rispettare gli obblighi fiscali. Il sistema prevedeva un continuo ricambio delle entità giuridiche coinvolte e l’uso di intestatari nullatenenti per rendere difficoltosa l’identificazione dei responsabili.
Questo complesso schema fraudolento, che includeva transazioni estere multiple, ha generato indebiti risparmi fiscali per oltre 33 milioni di euro. Le somme sottratte venivano inoltre utilizzate per attuare strategie aggressive sul mercato nazionale, abbassando i prezzi dei prodotti e danneggiando la concorrenza leale.
Le autorità giudiziarie avevano già disposto alla fine del 2025 un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo di oltre 33 milioni di euro. Ora, sulla base delle evidenze raccolte dai militari, sono stati emessi due ordini di custodia cautelare in carcere per i principali promotori del sistema fraudolento, quattro arresti domiciliari per i collaboratori più diretti e misure più lievi per altri due affiliati, tra cui l’obbligo di firma e l’interdizione dall’esercizio dell’attività imprenditoriale.
Tuttavia, si sottolinea che la colpevolezza degli indagati potrà essere accertata solo al termine di un processo con sentenza definitiva, come stabilito dall'articolo 27 della Costituzione. Questa operazione dimostra l’impegno costante e la collaborazione tra la Procura Europea e la Guardia di Finanza nel contrastare le frodi economico-finanziarie. Tali reati non solo danneggiano il bilancio dell’Unione Europea, ma minano anche la competitività delle imprese che rispettano le regole del mercato.

