Il quadro della balneabilità lungo il litorale di Salerno resta complessivamente favorevole. La classificazione dell’Arpac, basata sui controlli ambientali effettuati nel quadriennio precedente, assegna infatti un’elevata qualità microbiologica alla quasi totalità della costa cittadina. Permangono tuttavia alcune interdizioni in tratti ben circoscritti, legate alla presenza delle foci fluviali, alle attività portuali e ai risultati delle analisi più recenti.
Divieti di balneazione a Salerno: quali sono i tratti interdetti
Le principali aree non balneabili della costa urbana coincidono con i punti nei quali i corsi d’acqua raggiungono il mare. L’ordinanza adottata all’inizio della stagione conferma il divieto in corrispondenza delle foci dei fiumi Irno, Fuorni e Picentino, considerate maggiormente esposte alle conseguenze degli scarichi fognari. Si tratta di interdizioni che interessano zone precise e che non modificano la valutazione positiva attribuita alla maggior parte del litorale salernitano.
Il divieto resta permanente anche nelle acque interne e nelle zone vicine al Porto commerciale e al bacino turistico di Marina d’Arechi. In questo caso l’interdizione non è determinata dalla qualità microbiologica dell’acqua, ma dalle esigenze di sicurezza connesse alla navigazione, al transito delle imbarcazioni e alle attività che si svolgono nelle infrastrutture portuali.
Il caso di Universo Beach
Alle aree già escluse dalla balneazione si aggiungono le chiusure temporanee disposte dopo controlli che hanno evidenziato specifiche criticità.
È il caso di Universo Beach, sul lungomare Marconi, dove i campionamenti supplementari eseguiti dall’Arpac hanno rilevato una contaminazione di origine fecale. I valori di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali sono risultati superiori ai limiti previsti dalla legge. Gli esiti hanno quindi confermato la necessità dell’ordinanza urgente con cui il Comune ha vietato l’accesso all’arenile per sessanta giorni.
Schiuma e acqua torbida non indicano necessariamente inquinamento
L’Arpac ha fornito chiarimenti anche sulle striature di schiuma e sulla torbidità osservate soprattutto nelle ore più calde lungo alcune spiagge balneabili della zona meridionale della città. Secondo i tecnici dell’Agenzia, questi fenomeni avrebbero una natura esclusivamente estetica e sarebbero collegati alla proliferazione naturale del fitoplancton, favorita dall’alta pressione atmosferica e dall’aumento della temperatura del mare. Nelle aree ufficialmente classificate come idonee alla balneazione, tali alterazioni visive non rappresenterebbero quindi un rischio per la salute.

