La Procura Antimafia di Salerno ha ufficialmente depositato le dichiarazioni di Vincenzo Petranovic, il 31enne figlio del boss Tommaso Fezza, la cui decisione di collaborare con la giustizia sta scuotendo dalle fondamenta l'organizzazione criminale attiva a Pagani come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I verbali, finiti negli atti dell'inchiesta che conta oltre 80 indagati, delineano un impero economico da 250mila euro di profitti mensili derivanti dal traffico di stupefacenti, gestito attraverso canali d'importazione dalla Spagna con spedizioni postali truccate e tir carichi di merci alimentari.
Le dettagliate ricostruzioni su stipendi, affiliati ancora a piede libero, direttive inviate dalle carceri e tentati omicidi, costellate da numerosi omissis, costituiscono ora l'ossatura di nuovi filoni d'indagine della Dda salernitana.
I verbali, finiti negli atti dell'inchiesta che conta oltre 80 indagati, delineano un impero economico da 250mila euro di profitti mensili derivanti dal traffico di stupefacenti, gestito attraverso canali d'importazione dalla Spagna con spedizioni postali truccate e tir carichi di merci alimentari.
Pagani, i verbali di Petranovic incastrano il clan Fezza-De Vivo
Il collaboratore ha ricostruito la struttura del "Sistema" paganese capeggiato da Francesco Fezza e Andrea De Vivo, svelando come la consorteria estendesse il proprio controllo su qualsiasi attività illecita nell'Agro Nocerino Sarnese: dall'imposizione delle forniture di droga con minacce e agguati, fino alle truffe sui bonus edilizi del 110%, al gioco d'azzardo e all'usura.Le dettagliate ricostruzioni su stipendi, affiliati ancora a piede libero, direttive inviate dalle carceri e tentati omicidi, costellate da numerosi omissis, costituiscono ora l'ossatura di nuovi filoni d'indagine della Dda salernitana.

