Emergono nuovi e significativi dettagli sul profilo personale e giudiziario di Ridha Rahmoumi, il 26enne tunisino sottoposto a fermo e reo confesso per l'omicidio del giornalista e opinionista sportivo 53enne Luca Esposito, ucciso lo scorso diciannove luglio nelle campagne ebolitane.
La presenza del ventisenne in Italia era nota alle autorità da diversi anni attraverso una serie di passaggi formali:
I carabinieri della Compagnia di Eboli lo avevano infatti già identificato e fotosegnalato in merito a una denuncia per occupazione abusiva di un immobile situato nel comune di Altavilla Silentina, a breve distanza dalla Piana del Sele dove si è poi consumato il delitto del cronista.
Omicidio Luca Esposito, la posizione del fermato: spunta un ordine di espulsione ineseguito
Dagli accertamenti effettuati dalle forze dell'ordine e dalle consultazioni delle banche dati di polizia, il 26enne è risultato gravato da un provvedimento di rimpatrio coatto che non era mai stato portato a esecuzione. Il giovane, inoltre, faceva uso di diversi identikit fittizi (alias) per eludere le verifiche sul territorio nazionale.La presenza del ventisenne in Italia era nota alle autorità da diversi anni attraverso una serie di passaggi formali:
- 13 agosto 2023: primo rilievo segnaletico eseguito presso il Centro di Permanenza Temporanea di Lampedusa, a seguito dell'arrivo sulle coste italiane.
- 16 ottobre 2023: secondo fotosegnalamento registrato presso la Questura di Savona.
- 13 dicembre 2024: la Questura di Salerno decreta il diniego formale al rilascio del permesso di soggiorno, confermando la sua posizione irregolare sul territorio statale.
I carabinieri della Compagnia di Eboli lo avevano infatti già identificato e fotosegnalato in merito a una denuncia per occupazione abusiva di un immobile situato nel comune di Altavilla Silentina, a breve distanza dalla Piana del Sele dove si è poi consumato il delitto del cronista.

