Sono dodici gli imputati coinvolti nell’inchiesta sul presunto traffico di sostanze stupefacenti tra Irpinia, Agro nocerino e area napoletana. Undici di loro hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, mentre per il dodicesimo è previsto il processo con rito ordinario.
La richiesta arriva dopo il decreto di giudizio immediato firmato dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno. L’indagine è stata condotta dal Gico della Guardia di Finanza di Salerno e coordinata dal pubblico ministero Elena Guarino.
L’inchiesta sulla rete di approvvigionamento
Secondo la ricostruzione degli investigatori, al centro dell’indagine ci sarebbe una rete attiva nell’approvvigionamento e nella distribuzione di droga tra le province di Avellino, Salerno e Napoli.
A guidare il gruppo, secondo l’accusa, sarebbe stato Mario D’Angelo, 26enne di Montoro. Le attività contestate sarebbero iniziate nel marzo 2025 e avrebbero riguardato principalmente cocaina, hashish e metanfetamine.
Gli inquirenti sostengono che per gli spostamenti della sostanza sarebbero stati utilizzati anche telefoni criptati e automobili dotate di doppifondo. Le rotte indicate nell’inchiesta avrebbero interessato il Paganese, lo Scafatese, il Casertano e l’Avellinese.
Gli imputati davanti al Gup di Nocera Inferiore
Davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Nocera Inferiore compaiono Gianluca Alfieri, classe 2000, di Serino; Bartolomeo Brancaccio, classe 1995, di Scafati; Silvestro D’Agostino, classe 1987, di Santa Lucia di Serino; Mario D’Angelo, classe 2000, di Montoro; Giulio De Feo, classe 2004, di San Michele di Serino; Andrea Della Gala, classe 1971, di San Giuseppe Vesuviano; Omar El Naggar, classe 1991, di Serino; Alfonso Irace, classe 1979, di Nocera Inferiore; Dario Pisacreta, classe 1987, di Santa Lucia di Serino; Raffaele Taddio, classe 2003, di Cesenatico.
Le posizioni sono assistite dai rispettivi difensori indicati negli atti del procedimento.
Il presunto collegamento con il clan Fezza-De Vivo
Nel capo d’imputazione, firmato dal procuratore della Dda di Salerno Raffaele Cantone, viene contestato anche un presunto collegamento con la consorteria Fezza-De Vivo di Pagani.
Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo riconducibile a D’Angelo avrebbe operato in contatto con esponenti della realtà criminale paganese per la gestione dei traffici di stupefacenti.
Le accuse dovranno naturalmente essere valutate nel corso del procedimento e gli imputati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
Le questioni sulla competenza territoriale
La vicenda processuale ha riguardato anche alcune eccezioni sulla competenza territoriale. Un mese fa la Cassazione aveva annullato con rinvio un’ordinanza del Tribunale del Riesame relativa a due indagati.
Le rispettive posizioni tornano ora all’esame dei giudici della Suprema Corte, mentre il procedimento principale prosegue davanti al Tribunale di Nocera Inferiore.

