Aveva ottenuto incarichi come collaboratore scolastico grazie a un titolo di studio risultato falso. Per questo un 46enne campano è stato condannato dalla Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna a risarcire circa 2.800 euro per danno erariale. La vicenda si inserisce in un’indagine più ampia partita tra Vallo della Lucania e Nocera Inferiore e collegata a un istituto di Castellabate che, secondo le accuse, sarebbe stato utilizzato per produrre falsi diplomi e abilitazioni destinati all’accesso alle graduatorie scolastiche. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Titolo di studio falso per lavorare a scuola: 46enne campano condannato a restituire gli stipendi
Il caso risale al 2017, quando l’uomo presentò domanda per essere inserito nella terza fascia delle graduatorie Ata relative al triennio 2017-2019 in provincia di Forlì-Cesena. Nella documentazione dichiarò di essere in possesso di un diploma di qualifica come operatore dei servizi di ristorazione, che sarebbe stato conseguito nell’agosto del 2013 con una votazione di 100.
Quel titolo gli consentì di ottenere l’inserimento in graduatoria e successivamente di sottoscrivere contratti a tempo determinato con due istituti scolastici, percependo le relative retribuzioni.
A far scattare gli accertamenti furono le verifiche dell’Ufficio Scolastico Regionale e l’attività investigativa della Guardia di Finanza di Bologna. Dagli approfondimenti emerse che la matricola riportata sul diploma non corrispondeva alla scuola indicata nel documento.
In particolare, il numero di matricola risultava riferibile a un diverso istituto statale di Nocera Inferiore. Ulteriori verifiche accertarono inoltre che presso la scuola paritaria indicata dall’uomo non risultava essere stata organizzata alcuna sessione straordinaria d’esame nel periodo dichiarato. Elementi che hanno portato a considerare falso il titolo utilizzato per l’accesso alle graduatorie.
L’indagine collegata ad un istituto di Castellabate
La vicenda del 46enne si inserisce in un filone investigativo più ampio sviluppato sull’asse Vallo della Lucania-Nocera Inferiore. Secondo le accuse, un istituto di Castellabate sarebbe stato utilizzato nell’ambito di un sistema illecito per la produzione di centinaia di diplomi e abilitazioni falsi. Documenti che avrebbero consentito a diverse persone di accedere alle graduatorie del personale Ata e docente in varie regioni italiane.
La condanna
Per il 46enne è arrivata quindi la condanna della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna. Il danno contestato riguarda le retribuzioni percepite grazie a incarichi ottenuti utilizzando un titolo non valido. L’uomo dovrà restituire circa 2.800 euro, somma riconosciuta come danno arrecato alla pubblica amministrazione.

