Pagani, giallo negli atti sullo scioglimento del comune: nel fascicolo al Tar spunta la relazione di Battipaglia del 2013

Emerge una grave incongruenza documentale nel procedimento amministrativo relativo allo scioglimento del consiglio comunale di Pagani come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Durante l'esame dell'intera documentazione non oscurata presso il Tar del Lazio, l'avvocato Guido Lenza, legale dell'ex sindaco Raffaele De Prisco, ha rilevato che nei faldoni depositati dalle istituzioni manca la relazione conclusiva redatta dalla commissione d'accesso il 30 dicembre 2025 su Palazzo San Carlo. Al suo posto risulta invece inserito il verbale di una commissione referente relativo al Comune di Battipaglia, risalente al 28 novembre 2013.
Il deposito formale è avvenuto il 2 settembre 2026, consentendo la consultazione difensiva lo scorso 7 ottobre. Secondo la ricostruzione legale, l'assenza del documento ispettivo saliente del 2025, dal quale traeva origine il parere del prefetto Francesco Esposito alla base del decreto ministeriale del 13 aprile 2026, evidenzierebbe anomalie procedurali nell'iter che ha condotto al provvedimento contro l'amministrazione cittadina.
La falla documentale andrà ad integrare i motivi aggiunti del ricorso promosso da Raffaele De Prisco per ottenere l'annullamento dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. La difesa fa inoltre leva sugli esiti dei procedimenti penali correlati, che hanno escluso responsabilità a carico dell'ex primo cittadino e dell'ex assessore Pietro Sessa.
Durante l'esame dell'intera documentazione non oscurata presso il Tar del Lazio, l'avvocato Guido Lenza, legale dell'ex sindaco Raffaele De Prisco, ha rilevato che nei faldoni depositati dalle istituzioni manca la relazione conclusiva redatta dalla commissione d'accesso il 30 dicembre 2025 su Palazzo San Carlo. Al suo posto risulta invece inserito il verbale di una commissione referente relativo al Comune di Battipaglia, risalente al 28 novembre 2013.
Pagani, giallo negli atti sullo scioglimento del comune
La visione degli atti integralmente Ostensibili è stata autorizzata a seguito dell'ordinanza numero 14160 emessa dal tribunale amministrativo il 6 agosto 2026, con cui si imponeva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'Interno e alla Prefettura di Salerno di produrre tutti gli allegati.Il deposito formale è avvenuto il 2 settembre 2026, consentendo la consultazione difensiva lo scorso 7 ottobre. Secondo la ricostruzione legale, l'assenza del documento ispettivo saliente del 2025, dal quale traeva origine il parere del prefetto Francesco Esposito alla base del decreto ministeriale del 13 aprile 2026, evidenzierebbe anomalie procedurali nell'iter che ha condotto al provvedimento contro l'amministrazione cittadina.
La falla documentale andrà ad integrare i motivi aggiunti del ricorso promosso da Raffaele De Prisco per ottenere l'annullamento dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. La difesa fa inoltre leva sugli esiti dei procedimenti penali correlati, che hanno escluso responsabilità a carico dell'ex primo cittadino e dell'ex assessore Pietro Sessa.




