Salerno, calvario di due
fratellini adottati dopo un passato difficile. I piccoli, sin dalla nascita, sono stati costretti ad assistere alle
violenze che la madre subiva dal padre. Ora che avevano trovato una nuova famiglia, il padre naturale ha fatto appello contro la sentenza del tribunale per i
minorenni di
Salerno che ha dichiarato lo stato di adottabilità dei due piccoli.
Fratellini affidati ad una famiglia: il padre fa appello
I protagonisti hanno solo 6 e 7 anni e una drammatica storia familiare: ora che, attraverso un percorso di affido, hanno potuto ricominciare a sorridere, rischiano di dover lasciare la nuova
famiglia e tornare dal
padre con il quale avevano troncato ogni legame dopo la
dichiarazione da parte del tribunale, della
decadenza dalla
responsabilità genitoriale.
L'appello
Nell'appello, presentato dall'uomo al tribunale per i minori che ha seguito l'intera vicenda dal collocamento in comunità dei piccoli all'affido, fino all'adozione si contesta «l'insussistenza dei
presupposti per dichiarare lo stato di
abbandono e per la
dichiarazione di
adottabilità».
Il padre dei bambini chiede inoltre la «nullità della sentenza» perché il tribunale per i minorenni «non ha ricercato né ascoltato i parenti entro al quarto grado per procedere ad un
affidamento intrafamiliare».
Sono stati i vicini di casa a
denunciare il tutto, allarmati dalle continue urla provenienti dall'appartamento. Lui, originario del
Marocco, sottoponeva la moglie ad un regime di vita durissimo impedendole di
ribellarsi. Lei, un passato difficile e vittima da
bambina di
abusi tra le pareti domestiche, subiva in silenzio senza riuscire a reagire alle percosse.
I bambini vivevano uno stato di costante e
grave pericolo perché, come messo nero su bianco dalle relazioni dei servizi sociali, durante i litigi con la moglie l'uomo perdeva la testa scagliando
piatti e
stoviglie contro la donna rischiando così di colpire i figli.
Fonte: Il Mattino