Fonderie Pisano, la Fiom Cgil alza la voce: «Le istituzioni assumano una posizione chiara, pronti a nuove proteste»
Alessia BenincasaPubblicato il

Dopo l'esito negativo del confronto tra i vertici delle Fonderie Pisano e gli uffici regionali, il sindacato Fiom Cgil conferma lo stato di agitazione e annuncia la preparazione di un programma di mobilitazioni. Al centro della vertenza il futuro dello stabilimento di Fratte, la salvaguardia dei posti di lavoro e la tutela della salute.
L'appuntamento era stato sollecitato dalla proprietà poche ore dopo il ritorno dall'incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tenutosi a Roma il 21 ottobre. L'obiettivo era avviare una trattativa concreta tra azienda e amministrazione regionale per individuare un progetto capace di conciliare la salvaguardia della salute e la continuità occupazionale, in vista di un possibile trasferimento dello stabilimento in un'altra zona.
Secondo il sindacato, la riunione avrebbe dovuto rappresentare l'inizio di una nuova fase di confronto, finalizzata a dare seguito alla proposta presentata dai Pisano nella capitale. L'ipotesi prevedeva di mantenere all'attenzione della Conferenza dei Servizi, nell'ambito della procedura di revamping dell'AIA, almeno la possibilità di riattivare il forno elettrico già presente, naturalmente nel rispetto delle disposizioni normative.
Una soluzione che, nelle intenzioni, avrebbe potuto evitare la chiusura definitiva dell'attività e soprattutto scongiurare il rischio ormai imminente di licenziamento per l'intero organico. La prospettiva sembrava aver trovato una prima apertura sul piano della fattibilità, da approfondire successivamente sotto il profilo tecnico, da parte degli assessori regionali Pecoraro e Buonavitacola, entrambi presenti al tavolo romano. Anche le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Campania Roberto Fico avevano lasciato intravedere la possibilità di organizzare una serie di incontri.
La proposta dovrà essere valutata complessivamente nel momento in cui sarà eventualmente riattivata la Conferenza dei Servizi, al momento sospesa a tempo indeterminato dalla stessa Regione Campania. La sospensione è legata alla richiesta di avviare preventivamente le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA).
Per il sindacato si configura così una situazione caratterizzata da un complesso intreccio burocratico, nel quale il diritto al lavoro rimane bloccato da procedure dai tempi incerti e senza prospettive immediate di soluzione.
Nella nota, la sigla sindacale denuncia che in diverse occasioni le scelte compiute sarebbero sembrate orientate verso uno scenario che sacrifica le persone e compromette la dignità di chi ha bisogno di un'occupazione per vivere. Una condizione che riguarda lavoratori impegnati da anni in una battaglia per vedere riconosciuti i propri diritti, nel rispetto delle norme, della salute e dell'interesse collettivo.
Per queste ragioni, la FIOM-CGIL annuncia che proseguirà sia l'attività di confronto sia quella di mobilitazione, senza abbandonare il percorso intrapreso. Il sindacato chiede alle forze politiche e alle istituzioni di esprimersi apertamente, dichiarando con chiarezza le proprie posizioni e assumendosi le responsabilità delle decisioni. Viene inoltre sollecitato ogni possibile sforzo per individuare una soluzione che sappia garantire, con equilibrio e impegno, sia la tutela sanitaria sia quella occupazionale.
Fonderie Pisano, la Fiom Cgil alza la voce: «Le istituzioni assumano una posizione chiara, pronti a nuove proteste»
Non ha prodotto i risultati sperati il confronto tra i rappresentanti delle Fonderie Pisano e gli uffici della Regione Campania, svoltosi questa mattina in via Generale Clark a Salerno. La riunione, attesa come un'occasione per riaprire il dialogo sul futuro dello stabilimento di Fratte, si è conclusa con una nuova chiusura rispetto alle possibilità di approfondimento. A renderlo noto è la segreteria provinciale della FIOM-CGIL di Salerno, attraverso una nota diffusa alla stampa.L'appuntamento era stato sollecitato dalla proprietà poche ore dopo il ritorno dall'incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, tenutosi a Roma il 21 ottobre. L'obiettivo era avviare una trattativa concreta tra azienda e amministrazione regionale per individuare un progetto capace di conciliare la salvaguardia della salute e la continuità occupazionale, in vista di un possibile trasferimento dello stabilimento in un'altra zona.
Secondo il sindacato, la riunione avrebbe dovuto rappresentare l'inizio di una nuova fase di confronto, finalizzata a dare seguito alla proposta presentata dai Pisano nella capitale. L'ipotesi prevedeva di mantenere all'attenzione della Conferenza dei Servizi, nell'ambito della procedura di revamping dell'AIA, almeno la possibilità di riattivare il forno elettrico già presente, naturalmente nel rispetto delle disposizioni normative.
Una soluzione che, nelle intenzioni, avrebbe potuto evitare la chiusura definitiva dell'attività e soprattutto scongiurare il rischio ormai imminente di licenziamento per l'intero organico. La prospettiva sembrava aver trovato una prima apertura sul piano della fattibilità, da approfondire successivamente sotto il profilo tecnico, da parte degli assessori regionali Pecoraro e Buonavitacola, entrambi presenti al tavolo romano. Anche le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Campania Roberto Fico avevano lasciato intravedere la possibilità di organizzare una serie di incontri.
La Regione conferma il progetto dei tre forni elettrici
La posizione comunicata dagli uffici regionali durante la riunione odierna sarebbe stata invece differente. Come riferisce la FIOM-CGIL, l'amministrazione ha escluso ulteriori margini di confronto, precisando anche separatamente alle rappresentanze sindacali che l'unico progetto attualmente preso in esame rimane quello relativo alla realizzazione dei tre forni elettrici.La proposta dovrà essere valutata complessivamente nel momento in cui sarà eventualmente riattivata la Conferenza dei Servizi, al momento sospesa a tempo indeterminato dalla stessa Regione Campania. La sospensione è legata alla richiesta di avviare preventivamente le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA).
Per il sindacato si configura così una situazione caratterizzata da un complesso intreccio burocratico, nel quale il diritto al lavoro rimane bloccato da procedure dai tempi incerti e senza prospettive immediate di soluzione.
«I lavoratori non possono restare prigionieri del contenzioso»
La FIOM-CGIL ribadisce di non voler consentire che il destino dei dipendenti venga subordinato prima a una controversia amministrativa e successivamente a un eventuale procedimento giudiziario. Il sindacato contesta inoltre l'atteggiamento di una politica che, a suo giudizio, demanda esclusivamente agli iter burocratici decisioni che richiedono invece precise assunzioni di responsabilità nei confronti sia dei lavoratori sia della popolazione.Nella nota, la sigla sindacale denuncia che in diverse occasioni le scelte compiute sarebbero sembrate orientate verso uno scenario che sacrifica le persone e compromette la dignità di chi ha bisogno di un'occupazione per vivere. Una condizione che riguarda lavoratori impegnati da anni in una battaglia per vedere riconosciuti i propri diritti, nel rispetto delle norme, della salute e dell'interesse collettivo.
Per queste ragioni, la FIOM-CGIL annuncia che proseguirà sia l'attività di confronto sia quella di mobilitazione, senza abbandonare il percorso intrapreso. Il sindacato chiede alle forze politiche e alle istituzioni di esprimersi apertamente, dichiarando con chiarezza le proprie posizioni e assumendosi le responsabilità delle decisioni. Viene inoltre sollecitato ogni possibile sforzo per individuare una soluzione che sappia garantire, con equilibrio e impegno, sia la tutela sanitaria sia quella occupazionale.




