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Terremoti, la tecnologia antisismica conquista la Campania: dagli ospedali alle scuole, il modello Isaac

Alessia BenincasaPubblicato il
Terremoti, la tecnologia antisismica conquista la Campania: dagli ospedali alle scuole, il modello Isaac
All'ospedale San Pio di Benevento installati 50 dispositivi in appena 12 settimane, senza interrompere le attività sanitarie. Altri interventi sono previsti a Marcianise, Grottaminarda e Salerno.

Terremoti, la tecnologia antisismica conquista la Campania: dagli ospedali alle scuole, il modello Isaac

Cinquanta apparecchiature collocate sulla copertura, tre mesi di lavori e nessuna sospensione dei servizi ospedalieri. È il bilancio dell'intervento di adeguamento sismico realizzato presso l'Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento attraverso la tecnologia ISAAC, realtà italiana nata dalla ricerca del Politecnico di Milano, con la collaborazione del Gruppo Acrobatica per le opere sulle facciate, eseguite utilizzando un sistema a doppia fune di sicurezza.

La struttura sanitaria sorge in un territorio caratterizzato da un elevato rischio sismico. La messa in sicurezza è stata portata a termine senza fermare le prestazioni mediche, chiudere reparti o trasferire degenti. La soluzione adottata, basata su una tecnologia di protezione antisismica non invasiva, punta a contenere i danni agli edifici in caso di terremoto, contribuendo così a salvaguardare le persone.

Il dispositivo sviluppato da ISAAC interviene automaticamente quando si verifica una scossa, producendo una forza contraria calibrata sull'intensità del movimento sismico. In questo modo, grazie a un marcato effetto di smorzamento, vengono limitate le oscillazioni della struttura.

Il progetto per l'ospedale di Benevento

Costruito nel 1979 in cemento armato, l'ospedale è composto da due edifici di sette piani fuori terra. La struttura ricade nella zona sismica 1 e rappresenta un presidio sanitario importante: nel 2025 il Pronto Soccorso ha registrato oltre 43mila accessi.

Garantire una maggiore protezione contro i terremoti era quindi una necessità rilevante. Il progetto iniziale prevedeva interventi strutturali tradizionali, estesi a un'ampia parte dell'edificio. Durante la preparazione del cantiere, tuttavia, questa soluzione si è dimostrata particolarmente difficile da attuare, perché lavori così invasivi avrebbero complicato la continuità delle attività nei reparti, la gestione dei percorsi sanitari e l'utilizzo delle apparecchiature.

La soluzione è stata individuata attraverso una modifica progettuale, che ha introdotto un sistema attivo per governare le vibrazioni, fornito da ISAAC e accompagnato da rinforzi strutturali circoscritti alle aree interessate.

L'impianto comprende 50 dispositivi inerziali Electro-Pro 45x, collocati sulla copertura. Una rete di sensori registra in tempo reale i movimenti dell'edificio. I dati vengono elaborati da un algoritmo, che impartisce i comandi alle masse mobili posizionate nella parte superiore della struttura. Queste generano forze contrarie alle oscillazioni causate dal terremoto.

Il principio di funzionamento consiste nel limitare la risposta dinamica dell'edificio agendo dall'alto, senza ricorrere a interventi di irrigidimento diffusi all'interno della costruzione. Attualmente il sistema è operativo e il comportamento strutturale viene controllato in maniera costante.

Il Gruppo Acrobatica ha curato le lavorazioni esterne utilizzando una doppia fune di sicurezza. Le attività hanno compreso il recupero delle porzioni deteriorate, la posa delle piastre di rinforzo sulle facciate e l'installazione delle canaline che collegano la copertura al piano terra, dove transitano i cavi necessari al funzionamento dei dispositivi.

Durata dei lavori e investimenti

La differenza rispetto alle tecniche tradizionali emerge soprattutto dai tempi di esecuzione. Per realizzare gli interventi diffusi previsti inizialmente sarebbero stati necessari dai 19 ai 24 mesi. Con la soluzione alternativa, invece, il cantiere è stato completato in 12 settimane, con una contrazione della durata compresa tra l'85% e l'89%. Nel frattempo, l'ospedale ha continuato a funzionare a pieno regime.

Secondo una valutazione elaborata da ISAAC, considerando lo scenario estremo di una completa interruzione dell'attività produttiva ospedaliera, il mancato sostenimento dei costi indiretti avrebbe un valore stimato di circa 95 milioni di euro.

Per quanto riguarda la spesa direttamente legata ai lavori, la variante progettuale ammonta a circa 7 milioni di euro, mentre il piano tradizionale avrebbe comportato un investimento di circa 5 milioni. L'opera è stata finanziata con risorse del Pnrr.

«Una struttura ospedaliera deve continuare a svolgere la propria funzione proprio durante un terremoto e non può essere costretta a fermarsi per realizzare gli interventi di sicurezza», afferma Alberto Bussini, amministratore delegato e fondatore di ISAAC.

Anna Marras, amministratrice delegata del Gruppo Acrobatica, sottolinea invece l'importanza di svolgere le lavorazioni in un contesto sanitario ancora attivo, con attenzione alla precisione, all'organizzazione e alle esigenze del personale e dei pazienti ricoverati.

Gli altri interventi in Campania

L'esperienza di Benevento si inserisce in un programma più ampio che coinvolge anche altri edifici della regione. A Marcianise, in provincia di Caserta, è previsto l'impiego di sei dispositivi Electro Pro 20x per il plesso D'Annunzio della scuola Calcara. L'obiettivo è contenere le sollecitazioni sismiche senza ricorrere a lavori invasivi e consentire lo svolgimento regolare delle lezioni durante la fase di installazione.

A Grottaminarda, nell'Avellinese, la tecnologia sarà applicata al campanile di San Michele Arcangelo, una torre risalente indicativamente al XII secolo. Secondo quanto previsto dai progettisti, l'intervento ha riguardato soltanto la parte interna realizzata negli anni Novanta, lasciando intatta la muratura storica.

A Salerno, invece, il progetto interessa un complesso residenziale. Sono previsti sei dispositivi, due per ciascun corpo di fabbrica, da collocare nei sottotetti insieme a rinforzi localizzati. Le verifiche effettuate indicano una diminuzione del 20% degli spostamenti strutturali rispetto a quelli previsti nello scenario sismico di progetto.

Quattro interventi differenti per tipologia e destinazione degli edifici, accomunati dall'impiego di sistemi tecnologici per la protezione antisismica e che fanno della Campania un territorio di riferimento per la sperimentazione di queste soluzioni.
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