Scioglimento dei ghiacci in Antartide: quali zone della provincia di Salerno rischiano di finire sott'acqua

Il riscaldamento globale e il progressivo scioglimento delle calotte polari rischiano di ridisegnare la linea di costa della provincia di Salerno, esponendo ampie porzioni di territorio al pericolo di inondazione.
A spingere verso lo scenario critico sono i dati diffusi da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature e dalle analisi condotte dai ricercatori dell'Università del Nuovo Galles del Sud a Sydney. La perdita di circa 370 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno tra Groenlandia e Antartide rischia infatti di innescare un punto di non ritorno irreversibile: in presenza di un oceano più caldo di 2 °C, il collasso delle piattaforme glaciali potrebbe determinare un innalzamento delle acque fino a 3,8 metri nell'arco dei prossimi secoli.
Sul territorio provinciale, le conseguenze di questa dinamica si concentrerebbero con particolare gravità lungo la piana costiera compresa tra i comuni della Piana del Sele e gli accessi al Cilento, minacciando attività agricole, infrastrutture viarie e insediamenti turistici situati a ridosso della spiaggia.
Un quadro che richiama la necessità di pianificare strategie ambientali a lungo termine e contrastare l'incremento delle emissioni di gas serra per tutelare i litorali salernitani.
Scioglimento ghiacci, quali zone della provincia di Salerno rischiano di finire sott'acqua
Secondo i modelli elaborati dal centro di ricerca Climate Central, un aumento del livello del mare pari a 3 metri finirebbe per sommergere diverse aree strategiche del litorale campano, posizionando la Piana del Sele e la fascia costiera del Cilento tra i punti più vulnerabili dell'intero versante tirrenico.A spingere verso lo scenario critico sono i dati diffusi da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature e dalle analisi condotte dai ricercatori dell'Università del Nuovo Galles del Sud a Sydney. La perdita di circa 370 miliardi di tonnellate di ghiaccio all'anno tra Groenlandia e Antartide rischia infatti di innescare un punto di non ritorno irreversibile: in presenza di un oceano più caldo di 2 °C, il collasso delle piattaforme glaciali potrebbe determinare un innalzamento delle acque fino a 3,8 metri nell'arco dei prossimi secoli.
Sul territorio provinciale, le conseguenze di questa dinamica si concentrerebbero con particolare gravità lungo la piana costiera compresa tra i comuni della Piana del Sele e gli accessi al Cilento, minacciando attività agricole, infrastrutture viarie e insediamenti turistici situati a ridosso della spiaggia.
Un quadro che richiama la necessità di pianificare strategie ambientali a lungo termine e contrastare l'incremento delle emissioni di gas serra per tutelare i litorali salernitani.




