Vaccino contro il fumo, partono le sperimentazioni: come agisce e cosa sappiamo. Bassetti: «Sigarette a 15 euro per scoraggiarne il consumo»
Alessia BenincasaPubblicato il

Un vaccino per contrastare la dipendenza dal fumo: partono le sperimentazioni. Ecco come agisce e cosa sappiamo. L'intervista a Bassetti: "Sigarette a 15 euro per scoraggiarne il consumo".
Le prime prove condotte sugli animali hanno mostrato che tutti i ratti sottoposti all'immunizzazione, il 100%, hanno prodotto anticorpi diretti contro la nicotina. Il percorso sperimentale ha previsto la somministrazione di tre dosi, ciascuna a un mese di distanza dalla precedente. L'obiettivo dei ricercatori è dare inizio ai test clinici sull'uomo entro i prossimi due anni circa.
Ma questo trattamento potrà rivelarsi realmente utile? E rappresenta l'unica strada per diminuire il numero di fumatori? A rispondere è l'infettivologo Matteo Bassetti.
Il prezzo delle sigarette in Italia è ancora troppo basso? «A mio parere, in Italia il costo delle sigarette è tuttora eccessivamente contenuto. Per attuare una vera strategia contro il fumo, il prezzo dovrebbe arrivare a 15 euro per confezione, così da convincere a smettere anche coloro che continuano a fumare nonostante tutto, una platea molto ampia, soprattutto tra i ragazzi. Probabilmente, un aumento di questo tipo sarebbe uno strumento efficace per scoraggiare tante persone. Si tratterebbe di più del doppio rispetto al prezzo attuale».
Meglio un vaccino oppure un rincaro dei prodotti? «Si potrebbe introdurre una sorta di contributo sanitario. In sostanza, chi sceglie di fumare e di mettere a rischio la propria salute dovrebbe versare una somma destinata a coprire le spese che il Servizio sanitario sosterrà per curarlo, oltre a quanto ha già pagato. Si tratterebbe di un'imposta legata alle cure necessarie per patologie come bronchite cronica, infarto, ictus, ipercolesterolemia, tumore ai polmoni e alla laringe. Tutti questi oneri potrebbero quindi incidere sul prezzo di vendita del pacchetto».
Il vaccino potrebbe funzionare davvero? «Ritengo che una vaccinazione possa certamente dare un contributo. Tuttavia, penso che per liberarsi dal vizio del fumo sia indispensabile soprattutto una forte determinazione personale. Medicinali, vaccini e cerotti rappresentano strumenti di supporto. In concreto, bisogna essere consapevoli che fumare è nocivo, che il tabacco compromette la salute e può provocare la morte. È questo il messaggio che dobbiamo trasmettere alle persone, con chiarezza e senza mezzi termini. Non è sufficiente riportarlo sulle confezioni: dovrebbe essere ricordato quotidianamente e in ogni occasione. Il fumo, infatti, è ormai riconosciuto come uno dei principali elementi che contribuiscono al peggioramento delle condizioni di salute».
Il trattamento potrebbe essere disponibile anche in Italia? «Sarà necessario attendere, perché lo sviluppo è ancora agli inizi e potrebbero occorrere diversi anni. Nel frattempo bisogna individuare altre soluzioni che non dipendano esclusivamente dal vaccino. Quest'ultimo potrebbe certamente rappresentare una possibilità, ma bisognerà capire chi deciderà di sottoporsi alla somministrazione e quale sarà il costo».
Quali effetti indesiderati sono previsti? «Al momento le informazioni disponibili su questo vaccino sono ancora molto limitate. Non siamo quindi in grado di indicare quali possano essere le controindicazioni».
È sufficiente una somministrazione o sono necessari più richiami? «Il protocollo della sperimentazione contempla due dosi di vaccino».
Vaccino contro il fumo, partono le sperimentazioni: come agisce e cosa sappiamo. Bassetti: «Sigarette a 15 euro per scoraggiarne il consumo»
Un vaccino per contrastare la dipendenza dal fumo. In Brasile sono stati illustrati i primi risultati di uno studio condotto dai Laboratori Cristália insieme agli studiosi dell'Università Federale di San Paolo (Unifesp) e dell'Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ). La ricerca riguarda un preparato sperimentale ideato per combattere la dipendenza da nicotina.Il meccanismo d'azione
La ricerca segue una strada innovativa: indurre il sistema immunitario a generare anticorpi in grado di riconoscere e legarsi alla nicotina che circola nel sangue. In questo modo, la sostanza non riuscirebbe a raggiungere il cervello, evitando potenzialmente di innescare il sistema di ricompensa che alimenta la dipendenza dal tabacco.Le prime prove condotte sugli animali hanno mostrato che tutti i ratti sottoposti all'immunizzazione, il 100%, hanno prodotto anticorpi diretti contro la nicotina. Il percorso sperimentale ha previsto la somministrazione di tre dosi, ciascuna a un mese di distanza dalla precedente. L'obiettivo dei ricercatori è dare inizio ai test clinici sull'uomo entro i prossimi due anni circa.
Ma questo trattamento potrà rivelarsi realmente utile? E rappresenta l'unica strada per diminuire il numero di fumatori? A rispondere è l'infettivologo Matteo Bassetti.
Il prezzo delle sigarette in Italia è ancora troppo basso? «A mio parere, in Italia il costo delle sigarette è tuttora eccessivamente contenuto. Per attuare una vera strategia contro il fumo, il prezzo dovrebbe arrivare a 15 euro per confezione, così da convincere a smettere anche coloro che continuano a fumare nonostante tutto, una platea molto ampia, soprattutto tra i ragazzi. Probabilmente, un aumento di questo tipo sarebbe uno strumento efficace per scoraggiare tante persone. Si tratterebbe di più del doppio rispetto al prezzo attuale».
Meglio un vaccino oppure un rincaro dei prodotti? «Si potrebbe introdurre una sorta di contributo sanitario. In sostanza, chi sceglie di fumare e di mettere a rischio la propria salute dovrebbe versare una somma destinata a coprire le spese che il Servizio sanitario sosterrà per curarlo, oltre a quanto ha già pagato. Si tratterebbe di un'imposta legata alle cure necessarie per patologie come bronchite cronica, infarto, ictus, ipercolesterolemia, tumore ai polmoni e alla laringe. Tutti questi oneri potrebbero quindi incidere sul prezzo di vendita del pacchetto».
Il vaccino potrebbe funzionare davvero? «Ritengo che una vaccinazione possa certamente dare un contributo. Tuttavia, penso che per liberarsi dal vizio del fumo sia indispensabile soprattutto una forte determinazione personale. Medicinali, vaccini e cerotti rappresentano strumenti di supporto. In concreto, bisogna essere consapevoli che fumare è nocivo, che il tabacco compromette la salute e può provocare la morte. È questo il messaggio che dobbiamo trasmettere alle persone, con chiarezza e senza mezzi termini. Non è sufficiente riportarlo sulle confezioni: dovrebbe essere ricordato quotidianamente e in ogni occasione. Il fumo, infatti, è ormai riconosciuto come uno dei principali elementi che contribuiscono al peggioramento delle condizioni di salute».
Il trattamento potrebbe essere disponibile anche in Italia? «Sarà necessario attendere, perché lo sviluppo è ancora agli inizi e potrebbero occorrere diversi anni. Nel frattempo bisogna individuare altre soluzioni che non dipendano esclusivamente dal vaccino. Quest'ultimo potrebbe certamente rappresentare una possibilità, ma bisognerà capire chi deciderà di sottoporsi alla somministrazione e quale sarà il costo».
Quali effetti indesiderati sono previsti? «Al momento le informazioni disponibili su questo vaccino sono ancora molto limitate. Non siamo quindi in grado di indicare quali possano essere le controindicazioni».
È sufficiente una somministrazione o sono necessari più richiami? «Il protocollo della sperimentazione contempla due dosi di vaccino».




