Manovra, eliminata la tassa sui piccoli pacchi: si applicheranno le norme doganali europee
Alessia BenincasaPubblicato il

La nuova legge di bilancio elimina la tassa di 2 euro prevista per le spedizioni di piccoli pacchi provenienti da Paesi esterni all’Unione europea. Il provvedimento, inizialmente programmato per l’avvio del 2026, era stato rinviato per quattro volte e non è mai entrato concretamente in vigore. Al suo posto si farà riferimento al nuovo Codice doganale comunitario.
Sul fronte delle spedizioni acquistate online, dal 1° novembre è invece previsto a livello europeo un nuovo contributo per i pacchi di dimensioni ridotte. L’intervento mira a contrastare l’afflusso di merci, soprattutto quelle provenienti dalla Cina.
L’entrata in vigore era stata fissata inizialmente all’inizio del 2026 e avrebbe interessato soprattutto gli acquisti effettuati attraverso le grandi piattaforme cinesi di commercio elettronico, tra cui Shein e Temu. Tuttavia, dopo quattro rinvii, il contributo di 2 euro previsto dalla normativa italiana è stato definitivamente accantonato.
L’eliminazione della misura ha comportato anche una revisione delle previsioni economiche. In base alle stime aggiornate contenute nella relazione tecnica, la rinuncia al contributo determinerà minori entrate per 91,3 milioni di euro ogni anno.
Di questa cifra, 61,7 milioni sono riconducibili alle spedizioni annuali che avrebbero potuto essere sottoposte al pagamento della tassa italiana. La parte restante, pari al 7,6% della perdita complessiva, è invece collegata all’effetto dell’incremento dei prezzi.
L’iniziativa europea persegue due obiettivi: contenere l’arrivo massiccio di prodotti a basso costo, in particolare dalla Cina, e coprire le spese supplementari sostenute dagli uffici doganali. Questi ultimi devono infatti occuparsi della gestione e delle verifiche su miliardi di pacchi, in un contesto caratterizzato dalla crescita degli acquisti online.
Manovra, eliminata la tassa sui piccoli pacchi: si applicheranno le norme doganali europee
La nuova legge di bilancio elimina il contributo italiano di 2 euro previsto per le spedizioni di piccoli articoli provenienti da Paesi esterni all’Unione europea. Il provvedimento, inizialmente programmato per l’avvio del 2026, era stato rinviato per quattro volte e non è mai entrato concretamente in vigore. Al suo posto si farà riferimento al nuovo Codice doganale comunitario.Sul fronte delle spedizioni acquistate online, dal 1° novembre è invece previsto a livello europeo un nuovo contributo per i pacchi di dimensioni ridotte. L’intervento mira a contrastare l’afflusso di merci, soprattutto quelle provenienti dalla Cina.
La tassa italiana mai entrata in vigore
Con l’articolo 30 della nuova Manovra viene abrogato, per garantire il coordinamento con la normativa europea, il contributo nazionale sulle spedizioni con un valore non superiore a 150 euro. Il prelievo era stato introdotto appena un anno fa, ma non è mai diventato operativo.L’entrata in vigore era stata fissata inizialmente all’inizio del 2026 e avrebbe interessato soprattutto gli acquisti effettuati attraverso le grandi piattaforme cinesi di commercio elettronico, tra cui Shein e Temu. Tuttavia, dopo quattro rinvii, il contributo di 2 euro previsto dalla normativa italiana è stato definitivamente accantonato.
Le conseguenze per le casse dello Stato
La decisione di cancellare il prelievo nazionale deriva dal nuovo assetto europeo in materia doganale. Nella relazione illustrativa della legge finanziaria viene richiamato il Codice doganale dell’Ue, che definisce le regole relative agli oneri per i controlli sulle merci. Alla Commissione europea spetterà invece sostenere le spese amministrative delle dogane.L’eliminazione della misura ha comportato anche una revisione delle previsioni economiche. In base alle stime aggiornate contenute nella relazione tecnica, la rinuncia al contributo determinerà minori entrate per 91,3 milioni di euro ogni anno.
Di questa cifra, 61,7 milioni sono riconducibili alle spedizioni annuali che avrebbero potuto essere sottoposte al pagamento della tassa italiana. La parte restante, pari al 7,6% della perdita complessiva, è invece collegata all’effetto dell’incremento dei prezzi.
Le nuove regole europee e l’attenzione verso la Cina
Mentre viene accantonata la misura nazionale, sul piano comunitario scattano dal 1° novembre nuovi oneri di gestione per i piccoli pacchi acquistati attraverso internet, provenienti in larga parte dalle piattaforme cinesi di e-commerce, come Shein e Temu. Il nuovo contributo ammonta a 2 euro e si aggiunge al dazio forfettario di 3 euro introdotto a luglio per le spedizioni con un valore inferiore a 150 euro.L’iniziativa europea persegue due obiettivi: contenere l’arrivo massiccio di prodotti a basso costo, in particolare dalla Cina, e coprire le spese supplementari sostenute dagli uffici doganali. Questi ultimi devono infatti occuparsi della gestione e delle verifiche su miliardi di pacchi, in un contesto caratterizzato dalla crescita degli acquisti online.

