Cronaca

Beyounder fa tappa all’Università di Salerno: gli studenti a confronto per riconoscere le relazioni tossiche e promuovere la libertà

Alessia BenincasaPubblicato il
Beyounder fa tappa all’Università di Salerno: gli studenti a confronto per riconoscere le relazioni tossiche e promuovere la libertà
Beyounder – L’identità oltre il genere, iniziativa sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità, fa tappa all'Università di Salerno: gli studenti a confronto per riconoscere le relazioni tossiche e promuovere la libertà.

Beyounder fa tappa all’Università di Salerno: gli studenti a confronto per riconoscere le relazioni tossiche e promuovere la libertà

Contrastare la violenza di genere significa anche saper individuare atteggiamenti che, pur presentandosi inizialmente come gesti d’affetto o interesse, possono nascondere comportamenti di dominio, limitazione della libertà e prevaricazione. Da questa consapevolezza ha preso le mosse l’incontro dal titolo “L’identità oltre il genere, dentro le relazioni. Riconoscere il controllo, scegliere relazioni libere”, organizzato martedì 3 novembre nella Sala Biagio Agnes dell’Università degli Studi di Salerno, presso il campus di Fisciano.

L’evento è stato realizzato nell’ambito di Beyounder – L’identità oltre il genere, iniziativa sostenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. A occuparsi dell’organizzazione è stata l’Università degli Studi di Salerno, attraverso il Dipartimento di Farmacia (DIFARMA) e il programma Unisa Pari Opportunità, insieme al Consorzio Sociale AGORÀ S10, ente coordinatore e capofila del progetto.

La giornata si è aperta con gli interventi istituzionali del Rettore, professor Virgilio D’Antonio, del direttore del DIFARMA, professor Gianluca Sbardella, del delegato alla Terza Missione, Valorizzazione delle Conoscenze e Trasferimento Tecnologico, professor Orlando Troisi, della delegata rettorale alle Pari Opportunità, professoressa Valeria Giordano, del delegato al Benessere e Counseling psicologico, professor Mauro Cozzolino, della delegata alle Pari Opportunità del DIFARMA, professoressa Patrizia Gazzero, e del direttore del Consorzio Sociale AGORÀ S10, dottor Giovanni Russo.

A condurre l'incontro è stata la professoressa Clara Bassano, componente della Commissione per la Valorizzazione delle Conoscenze del DIFARMA UNISA. Nel suo intervento iniziale, il Rettore D’Antonio ha evidenziato la responsabilità dell’Ateneo nella formazione non soltanto professionale, ma anche civile della comunità, sottolineando la necessità di sviluppare una maggiore attenzione verso questioni fondamentali per la società, tra cui la lotta alla violenza di genere.

La professoressa Bassano ha invece illustrato l'impegno dell'Università nel contribuire allo sviluppo del territorio attraverso la creazione di un “Sistema Locale di Servizio Intelligente”, concepito come un luogo di collaborazione e scambio tra istituzioni e cittadini, basato su principi di sostenibilità etica, sociale ed economica.

Un modello che, in linea con l'indirizzo indicato dal Rettore Virgilio D’Antonio, pone al centro l'individuo e il suo diritto a vivere rapporti liberi, senza dover sacrificare la propria identità e autonomia. Una prospettiva innovativa e inclusiva, orientata al miglioramento della qualità della vita e del benessere secondo l'approccio “one health”.

A illustrare finalità e prospettive di Beyounder è stata Antonella Ianniello, Project Manager dell'iniziativa. Nel suo contributo ha evidenziato come sia necessario intervenire non solo sulle conseguenze della violenza, ma anche sulle convinzioni culturali, sui pregiudizi e sugli schemi comportamentali che possono favorirne l'insorgenza.

Ianniello ha rimarcato che il lavoro di prevenzione deve iniziare prima che si verifichino episodi di violenza, partendo dall'educazione a rapporti equilibrati e consapevoli. Particolare attenzione deve essere riservata ai ragazzi e alle ragazze, affinché imparino a distinguere l'amore da atteggiamenti di controllo e possessività.

L'obiettivo del progetto è favorire una trasformazione culturale che riconosca il valore della persona, della sua individualità e della libertà di autodeterminazione. Un rapporto autentico, ha sottolineato, deve basarsi sulla considerazione reciproca, sul rispetto e sulla possibilità di scegliere liberamente, senza imposizioni o limitazioni.

Il dibattito è continuato con gli interventi della psicologa Federica Mirra, del Centro Antiviolenza No Violence, che ha approfondito i comportamenti di controllo all'interno delle relazioni, soffermandosi su gelosia, isolamento, svalutazione personale e graduale perdita di indipendenza.

Successivamente, Gabriella Marano, psicologa forense e criminologa, ha esaminato i meccanismi attraverso i quali un sentimento affettivo può trasformarsi in possesso, analizzando le tecniche di manipolazione emotiva, gli abusi attraverso gli strumenti digitali e i campanelli d'allarme che possono anticipare un'escalation di violenza.

La partecipazione della dottoressa Marano rientra in un rapporto di collaborazione già avviato con Beyounder e destinato a continuare, con l'intento di consolidare le attività di informazione e approfondimento e moltiplicare le opportunità di dialogo e prevenzione, soprattutto tra i più giovani.

Le conclusioni sono state affidate al Prorettore dell'Università degli Studi di Salerno, professor Pietro Campiglia, che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di creare all'interno degli ambienti universitari ulteriori momenti di confronto dedicati al rispetto delle altre persone. A confermare l'interesse verso queste tematiche è stata anche la significativa presenza di giovani che hanno partecipato all'iniziativa organizzata nell'Ateneo.

L'incontro di Fisciano ribadisce l'impegno di Beyounder nel favorire percorsi di informazione, coinvolgimento e sensibilizzazione, mettendo in relazione istituzioni, esperti e realtà educative. La prevenzione della violenza passa infatti anche dalla capacità di riconoscere comportamenti abusivi che non sempre si manifestano in maniera esplicita e dalla diffusione, soprattutto tra le nuove generazioni, di un modello di relazione fondato sulla consapevolezza, sulla libertà individuale e sul rispetto reciproco.
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