Gli alunni della scuola di via Gramsci, nel quartiere storico Capocasale di Nocera Inferiore, potranno tornare tra i banchi non prima di ottobre 2027. L’edificio è parzialmente chiuso dal 2018 e definitivamente evacuato nel 2023, costringendo i bambini della scuola dell’infanzia e delle elementari del Secondo Comprensivo a trasferirsi nei plessi Santa Chiara e De Lorenzo come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La dirigente Teresa Staiano ha cercato di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda: «Siamo uniti per tenere viva questa memoria – ha spiegato –. Alimentiamo ogni giorno la consapevolezza, dialoghiamo con l’amministrazione e non molliamo. La scuola non è solo un edificio: rappresenta identità, appartenenza e un’offerta formativa fondamentale per la città».
I finanziamenti complessivi messi a bilancio superano i 4 milioni di euro, già parzialmente spesi. Secondo alcune valutazioni, si sarebbero potuti risparmiare tempo e risorse demolendo e ricostruendo l’edificio, ma la scelta ormai è vincolata dai lavori avviati. Il sindaco Paolo De Maio, ieri mattina al cantiere, ha ricostruito la cronologia dell’intervento: «Proseguiamo con un’opera fondamentale per l’offerta didattica della città. Concluderemo entro il termine fissato del 30 settembre 2027, grazie al residuo del finanziamento del 2019 e al beneficio ottenuto per l’efficienza energetica».
Il progetto originario, approvato otto anni fa dall’amministrazione comunale dell’epoca, prevedeva interventi di messa in sicurezza sismica, finanziati dal Ministero dell’Istruzione con circa 2,5 milioni di euro. Durante i lavori, nel 2021, emerse la necessità di rifare tutti gli impianti e migliorare le prestazioni energetiche in base alle nuove norme. Nel 2024 furono stanziati ulteriori 600mila euro e, nel frattempo, l’amministrazione De Maio ottenne dal Gestore dei Servizi Energetici un contributo di 1,1 milioni come incentivo per il conto termico.
Scuola di via Gramsci, lavori interminabili a Nocera Inferiore
La vicenda della struttura scolastica si caratterizza per continui rinvii, modifiche ai progetti in corso d’opera, aumento dei costi e fondi insufficienti, fino alla decisione dell’impresa edile di abbandonare il cantiere. La risoluzione del contratto di appalto è ancora in corso, e questi ritardi rischiano di cancellare non solo l’offerta didattica ma anche la memoria storica e identitaria della comunità di Capocasale.La dirigente Teresa Staiano ha cercato di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda: «Siamo uniti per tenere viva questa memoria – ha spiegato –. Alimentiamo ogni giorno la consapevolezza, dialoghiamo con l’amministrazione e non molliamo. La scuola non è solo un edificio: rappresenta identità, appartenenza e un’offerta formativa fondamentale per la città».
I finanziamenti complessivi messi a bilancio superano i 4 milioni di euro, già parzialmente spesi. Secondo alcune valutazioni, si sarebbero potuti risparmiare tempo e risorse demolendo e ricostruendo l’edificio, ma la scelta ormai è vincolata dai lavori avviati. Il sindaco Paolo De Maio, ieri mattina al cantiere, ha ricostruito la cronologia dell’intervento: «Proseguiamo con un’opera fondamentale per l’offerta didattica della città. Concluderemo entro il termine fissato del 30 settembre 2027, grazie al residuo del finanziamento del 2019 e al beneficio ottenuto per l’efficienza energetica».
Il progetto originario, approvato otto anni fa dall’amministrazione comunale dell’epoca, prevedeva interventi di messa in sicurezza sismica, finanziati dal Ministero dell’Istruzione con circa 2,5 milioni di euro. Durante i lavori, nel 2021, emerse la necessità di rifare tutti gli impianti e migliorare le prestazioni energetiche in base alle nuove norme. Nel 2024 furono stanziati ulteriori 600mila euro e, nel frattempo, l’amministrazione De Maio ottenne dal Gestore dei Servizi Energetici un contributo di 1,1 milioni come incentivo per il conto termico.

