Protesta dei tir, rimossi i primi blocchi ma il Sud resta paralizzato tra scaffali vuoti e distributori senza carburante: il Governo prepara un nuovo decreto

Protesta dei tir, rimossi i primi blocchi ma il Sud resta paralizzato: il Governo prepara un nuovo decreto
Dopo giorni di rallentamenti e blocchi lungo le principali arterie della Campania, le forze dell'ordine hanno avviato un'operazione per ripristinare la circolazione dei mezzi pesanti. Gli interventi si sono concentrati inizialmente nel Casertano, lungo l'autostrada A1, per poi interessare anche il Salernitano, in particolare l'area di Mercato San Severino, sull'A30.
Alcuni presidi nei pressi degli svincoli autostradali sono stati liberati, mentre la protesta continua in altre zone, soprattutto nelle aree industriali e nei pressi degli interporti. Le operazioni di sgombero hanno incontrato difficoltà anche per la presenza di numerosi camion con pneumatici danneggiati, impossibilitati a ripartire senza interventi di riparazione.
Secondo quanto riferito da fonti delle forze dell'ordine, in diversi casi sarebbero stati riscontrati pneumatici tagliati per impedire agli autisti di lasciare i presidi. Sono emerse anche testimonianze di camionisti che avrebbero voluto riprendere il lavoro, ma sarebbero stati costretti a rimanere fermi.
Particolarmente complessa resta la situazione lungo l'A30, nell'area compresa tra Nola e Palma Campania, dove nella serata di mercoledì risultavano ancora numerosi mezzi pesanti incolonnati. Il traffico delle automobili, pur non essendo completamente interrotto in tutti i tratti, ha continuato a subire pesanti rallentamenti.
Il Viminale: 1.339 identificati, 71 denunciati e 242 sanzioni
L'intervento delle forze dell'ordine rappresenta un cambio di passo nella gestione della mobilitazione. Il Ministero dell'Interno ha disposto controlli estesi sui presidi che ostacolano la circolazione, soprattutto in Campania.
Il primo bilancio ufficiale, diffuso mercoledì 21 ottobre, comprende: 1.339 persone identificate; 71 persone denunciate e 242 sanzioni amministrative. Il Viminale ha inoltre disposto la scorta di numerosi mezzi commerciali per consentire il trasporto delle merci e garantire il regolare svolgimento delle operazioni di carico e scarico. Secondo i dati comunicati dal Ministero, sono stati interessati da queste misure almeno 500 mezzi nella sola Campania.
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha convocato una riunione con prefetti e questori delle province coinvolte, chiedendo particolare attenzione anche alla possibilità di infiltrazioni criminali nelle proteste.
Distributori senza carburante, code ai benzinai e trasporto pubblico in difficoltà
Tra le conseguenze più immediate dei blocchi c'è la crescente difficoltà nel reperire benzina e gasolio. In diverse zone della Campania numerose stazioni di servizio hanno esaurito le scorte, mentre davanti ai distributori ancora riforniti si sono formate lunghe code di automobilisti.
Il problema è legato alle difficoltà di approvvigionamento delle stazioni di rifornimento, aggravate dai presidi che impediscono la regolare circolazione delle autocisterne. Le ripercussioni hanno raggiunto anche il trasporto pubblico. EAV ha annunciato riduzioni e sospensioni di diverse linee automobilistiche a partire dal 21 ottobre, avvertendo che, in assenza di nuove forniture di carburante, dal 24 ottobre potrebbero essere coinvolti anche alcuni servizi ferroviari.
La crisi non riguarda soltanto la mobilità su strada. Negli aeroporti calabresi di Crotone e Reggio Calabria sono state segnalate indisponibilità di carburante per gli aerei, con specifiche indicazioni ai piloti sulla pianificazione dei rifornimenti.
Scaffali vuoti nei supermercati, problemi per imprese e aziende agricole
Le conseguenze della protesta sono particolarmente evidenti nel settore della distribuzione alimentare. Tra Napoli e Caserta, gli scaffali di alcuni supermercati della grande distribuzione si stanno svuotando, soprattutto nei reparti dei prodotti freschi. Molte catene commerciali dipendono infatti dai depositi situati nelle aree industriali del Casertano, dove i blocchi stanno rallentando o impedendo l'uscita dei camion incaricati delle consegne. Una situazione che coinvolge anche le aziende produttrici, impossibilitate in alcuni casi a spedire le merci o a ricevere materie prime.
Particolarmente preoccupante è la condizione del settore agricolo, dove il problema non riguarda soltanto l'aumento del costo del gasolio, ma anche il rischio di deterioramento dei prodotti rimasti nei magazzini.
Nel Salernitano, gli agricoltori hanno manifestato la propria esasperazione anche attraverso iniziative simboliche. A Battipaglia, nei pressi dell'uscita dell'A2, alcuni produttori hanno distribuito gratuitamente buste di insalata agli automobilisti, denunciando l'impossibilità di commercializzare regolarmente il raccolto.
Emergenza rifiuti in provincia di Salerno: Comuni costretti a sospendere i servizi
I blocchi stanno producendo effetti anche sulla gestione dei rifiuti urbani. L'impossibilità di raggiungere gli impianti di trattamento e smaltimento ha costretto diverse amministrazioni comunali della provincia di Salerno a chiudere temporaneamente le isole ecologiche.
In diversi Comuni ai residenti è stato chiesto di non esporre i rifiuti e di conservarli nelle abitazioni o nelle pertinenze private fino a nuova comunicazione. Il rischio, qualora i trasporti non dovessero riprendere regolarmente, è quello di un progressivo aggravamento delle difficoltà anche nei territori dove i servizi sono ancora attivi.
Università in didattica a distanza e uffici pubblici in smart working
L'emergenza carburante sta modificando anche l'organizzazione di scuole, università e uffici pubblici. A Napoli, gli atenei Federico II, Vanvitelli e Parthenope hanno previsto il ricorso alla didattica a distanza a partire da giovedì 22 ottobre, per limitare le difficoltà negli spostamenti di studenti e personale.
Alla Federico II resteranno garantite in presenza le sedute di laurea già programmate e, compatibilmente con le condizioni organizzative, gli esami calendarizzati. Anche alcune amministrazioni pubbliche hanno adottato o valutato modalità di lavoro da remoto per ridurre gli spostamenti del personale. Le difficoltà negli approvvigionamenti iniziano inoltre a interessare le mense scolastiche, dove si valutano possibili modifiche dei menù in funzione della disponibilità delle derrate alimentari.
Il Governo convoca il Consiglio dei ministri: in arrivo nuove misure per autotrasportatori e agricoltori
Mentre le forze dell'ordine lavorano per liberare le strade, il Governo cerca di rispondere alle ragioni economiche della protesta. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per giovedì 22 ottobre una riunione del Consiglio dei ministri, con l'obiettivo di approvare un nuovo decreto legge contenente interventi per il settore dell'autotrasporto e ulteriori risorse destinate all'agricoltura.
Il pacchetto allo studio comprende misure di ristoro per il caro gasolio, interventi sui costi sostenuti dalle imprese e modifiche ad alcuni meccanismi contrattuali. Tra le ipotesi indicate figurano anche la sospensione dei canoni di leasing, la digitalizzazione della lettera di vettura e strumenti per adeguare i corrispettivi dei trasporti all'andamento del prezzo del carburante.
L'obiettivo dichiarato è arrivare a un sostegno complessivo di circa un miliardo di euro per il settore, considerando gli interventi già annunciati e quelli in preparazione. Le singole misure dovranno tuttavia essere confermate nel testo definitivo del decreto.
Da Palazzo Chigi arriva, intanto, la richiesta di distinguere le rivendicazioni economiche degli operatori dai comportamenti che impediscono la circolazione e danneggiano le attività produttive.
Dalla Regione Campania fino a 20 milioni per gli agricoltori: Coldiretti annulla la protesta
Un primo risultato del confronto istituzionale è arrivato sul fronte agricolo. Al termine dell'incontro tra il presidente della Regione Campania Roberto Fico, l'assessora all'Agricoltura Maria Carmela Serluca e i rappresentanti di Coldiretti, sono state individuate risorse fino a 20 milioni di euro per sostenere le imprese agricole alle prese con il caro carburante. A seguito dell'impegno annunciato dalla Regione, Coldiretti ha deciso di annullare la manifestazione prevista a Napoli per giovedì 22 ottobre.
Quando finiranno i blocchi dei tir in Campania?
La rimozione di alcuni presidi autostradali rappresenta un primo segnale di allentamento della protesta, ma non significa che l'emergenza sia conclusa. Le difficoltà nella distribuzione delle merci potrebbero continuare anche dopo il ripristino della circolazione, a causa delle consegne accumulate, dei mezzi rimasti fermi e della necessità di rifornire nuovamente magazzini e distributori.
Per cittadini e imprese campane, dunque, le prossime ore saranno decisive. Da una parte c'è l'azione delle forze dell'ordine per garantire la circolazione; dall'altra il tentativo del Governo di trovare una soluzione economica alle rivendicazioni degli autotrasportatori.
Il ritorno alla normalità dipenderà dalla ripresa effettiva dei collegamenti logistici, mentre supermercati, distributori di carburante, aziende agricole e servizi pubblici continuano a fare i conti con le conseguenze dei blocchi.




