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Il Governo pronto a rimuovere i blocchi stradali, il ministro Urso alla camera: "Il Viminale sta identificando i camionisti"

Martina Francione
Il Governo pronto a rimuovere i blocchi stradali, il ministro Urso alla camera: "Il Viminale sta identificando i camionisti"
Il Governo interviene sulla protesta degli autotrasportatori che da giorni sta paralizzando la distribuzione delle merci nel Mezzogiorno. Il Ministero dell'Interno ha avviato le procedure di identificazione dei camionisti coinvolti nei blocchi stradali, anche in vista della possibile rimozione dei presidi. A riferirlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time alla Camera dei Deputati di mercoledì 21 ottobre.

Una presa di posizione che arriva mentre continuano le manifestazioni contro il caro carburante e si moltiplicano le richieste di intervento per ripristinare la circolazione dei mezzi pesanti, soprattutto nelle regioni del Sud.

Il Governo pronto a rimuovere i blocchi stradali, il ministro Urso alla camera: "Il Viminale sta identificando i camionisti"

Il punto centrale dell'intervento del ministro riguarda le modalità con cui si stanno svolgendo le manifestazioni. In diversi presidi, infatti, gli autotrasportatori consentono il passaggio delle automobili, impedendo però la circolazione dei camion che trasportano merci.

Una distinzione che, secondo quanto spiegato da Urso, non esclude possibili responsabilità penali. Il ministro ha riferito che il Viminale sta procedendo all'identificazione dei manifestanti anche per consentire la rimozione dei presidi, sottolineando come impedire il transito dei mezzi pesanti possa configurare il reato di blocco stradale.

Urso ha inoltre richiamato le possibili conseguenze penali, comprese quelle detentive, per i responsabili delle condotte contestate. La valutazione delle eventuali responsabilità individuali spetterà comunque alle autorità competenti. 

Anche le associazioni degli autotrasportatori chiedono di liberare le strade

Un elemento sottolineato dal ministro riguarda la posizione di alcune organizzazioni di categoria, che hanno sollecitato direttamente l'intervento del Ministero dell'Interno. Secondo Urso, sono le stesse associazioni rappresentative dell'autotrasporto a chiedere la rimozione dei presidi.

Una posizione confermata da CNA Fita, che insieme ad altre associazioni dell'Albo degli autotrasportatori ha chiesto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi un intervento urgente per superare i blocchi. Le organizzazioni sostengono che la paralisi della circolazione stia danneggiando non soltanto imprese e consumatori, ma lo stesso settore dell'autotrasporto.

Le associazioni ribadiscono quindi la necessità di proseguire il confronto con il Governo, distinguendo le rivendicazioni economiche dalle forme di protesta che impediscono la libera circolazione delle merci.

Tajani contro i blocchi autostradali: «Non si abbassa così il prezzo del gasolio» 

Sulla mobilitazione è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha espresso contrarietà alle forme di protesta che impediscono il transito sulle autostrade. Il leader di Forza Italia ha riconosciuto le ragioni del malcontento degli autotrasportatori, contestando però le conseguenze dei blocchi per le attività economiche e i cittadini.

«Non è che si abbassa il costo del gasolio se si blocca l'autostrada», ha dichiarato. Secondo Tajani, le richieste di intervento sui costi del carburante devono essere affrontate attraverso il dialogo istituzionale, evitando che le manifestazioni provochino ulteriori danni a produttori e consumatori. Il vicepremier ha quindi rivolto un appello alla ripresa del confronto, ribadendo la disponibilità del Governo a nuovi incontri con i rappresentanti del settore.

Confindustria lancia l'allarme: imprese senza rifornimenti e attività produttive in difficoltà

Le dichiarazioni dei ministri arrivano dopo le richieste avanzate dal mondo industriale, sempre più preoccupato per le conseguenze economiche della protesta. Le organizzazioni territoriali di Confindustria della Campania e della Puglia hanno denunciato le difficoltà che stanno interessando il sistema produttivo, con aziende impossibilitate a ricevere materie prime o a spedire i prodotti.

La richiesta degli industriali è quella di ripristinare al più presto la circolazione dei mezzi commerciali, evitando che la paralisi logistica provochi ulteriori ripercussioni sulle imprese e sui servizi essenziali. Tra i problemi segnalati figurano i ritardi negli approvvigionamenti, le difficoltà nella distribuzione alimentare e le conseguenze sul sistema di gestione dei rifiuti.

Protesta dei tir in provincia di Salerno, cresce l'attesa per gli interventi del Viminale

La possibile rimozione dei presidi interessa direttamente anche la provincia di Salerno, dove la mobilitazione degli autotrasportatori ha coinvolto numerosi collegamenti stradali e autostradali. Da Eboli a Battipaglia, dall'Agro Nocerino-Sarnese al Vallo di Diano, i blocchi hanno provocato rallentamenti nella circolazione delle merci, con conseguenze sui rifornimenti dei supermercati e sulle attività produttive.

Le difficoltà hanno interessato anche la gestione dei rifiuti, portando diversi Comuni a sospendere temporaneamente l'accesso ai centri di raccolta. Intanto, sul fronte delle trattative, il Governo ha annunciato lo sblocco di circa 480 milioni di euro in crediti d'imposta per gli autotrasportatori. In Sicilia il Comitato dei trasportatori ha revocato il fermo, mentre in Campania e in altre regioni meridionali le proteste continuano.

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