Cronaca

Salerno, studenti occupano il liceo De Sanctis: cancelli sbarrati e lezioni bloccate, poi scatta l'autogestione

Carla CastellanoPubblicato il Aggiornato il
Salerno, studenti occupano il liceo De Sanctis: cancelli sbarrati e lezioni bloccate, poi scatta l'autogestione

Una cinquantina di studenti davanti ai cancelli chiusi del liceo De Sanctis di Salerno, uno striscione con la scritta «De Sanctis occupato» e l'ingresso a scuola temporaneamente impedito a compagni, docenti e personale. È iniziata così la protesta studentesca di mercoledì 4 novembre, durata circa due ore prima che l'intervento della dirigente scolastica Cinzia Lucia Guida e la mediazione con le forze dell'ordine consentissero di riportare la situazione alla normalità. Alle 9:45 gli accessi sono stati riaperti e la mobilitazione è proseguita attraverso l'assemblea permanente e l'autogestione. Lo riporta l'edizione de Il Mattino

Al centro dell'iniziativa non figurano contestazioni contro la gestione dell'istituto, ma questioni sociali ed economiche che riguardano il futuro delle nuove generazioni.

Salerno, tentata occupazione al liceo De Sanctis: cosa è successo

La protesta è cominciata nelle prime ore della mattinata, quando un gruppo di studenti ha raggiunto gli ingressi dell'edificio scolastico, impedendo temporaneamente l'accesso alle aule. Sulla recinzione è stato esposto uno striscione bianco con la scritta rossa «De Sanctis occupato», a testimonianza della volontà dei ragazzi di avviare una mobilitazione.

Secondo quanto riferito dalla dirigente scolastica Cinzia Lucia Guida, all'iniziativa avrebbero partecipato circa 40-50 studenti, forse anche meno. La situazione ha richiesto l'intervento della Polizia di Stato e del personale della Digos, che hanno seguito le operazioni di mediazione.

Carovita, lavoro e riarmo: le ragioni della protesta degli studenti

Le rivendicazioni hanno riguardato soprattutto l'aumento del costo della vita, le difficoltà economiche delle famiglie e le incertezze sulle prospettive lavorative dei giovani. Tra gli argomenti affrontati anche il riarmo italiano e le conseguenze delle tensioni internazionali.

Gli studenti hanno inoltre espresso solidarietà ai lavoratori portuali della Culp Flavio Gioia, impegnati in una vertenza occupazionale. La mobilitazione, dunque, ha assunto un carattere prevalentemente sociale, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulle preoccupazioni di una generazione che guarda al proprio futuro.

La preside Cinzia Lucia Guida media con gli studenti

A ricostruire i momenti della protesta è stata la dirigente scolastica, che ha seguito personalmente il confronto con i manifestanti. «Stamattina alcuni ragazzi della scuola hanno pensato di occupare, di non fare entrare nessuno nell'istituto», ha spiegato Guida.

La preside ha cercato una soluzione che permettesse ai giovani di esprimere le proprie posizioni senza impedire agli altri studenti di seguire le attività didattiche. Durante il confronto è stata richiamata anche la questione dell'interruzione di pubblico servizio, per spiegare le possibili conseguenze di una protesta che impedisce l'accesso a un edificio scolastico. Il dialogo ha consentito di superare il blocco senza ulteriori tensioni.

Cancelli riaperti alle 9:45, proclamata l'autogestione

La situazione si è sbloccata intorno alle 9:45, quando i cancelli sono stati riaperti e gli studenti hanno potuto raggiungere le aule. I promotori della mobilitazione hanno quindi proclamato l'assemblea permanente e l'autogestione, trasformando il tentativo iniziale di occupazione in una forma diversa di protesta.

«Abbiamo fatto la mediazione con la polizia, ora sono rientrati, tutto è a posto», ha dichiarato la dirigente. Guida ha inoltre prospettato la possibilità di organizzare assemblee e momenti di confronto per approfondire le questioni sollevate dai ragazzi.

La mattinata si è così conclusa senza scontri, con il ritorno dell'accessibilità all'istituto e la prosecuzione della protesta attraverso strumenti di partecipazione studentesca.

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