Cronaca

Angri, maxi confisca antimafia da 500mila euro: villa e autorimessa sottratte agli eredi di un pregiudicato

Carla CastellanoPubblicato il
Angri, maxi confisca antimafia da 500mila euro: villa e autorimessa sottratte agli eredi di un pregiudicato

Un patrimonio immobiliare del valore complessivo di circa 500mila euro è stato colpito da un provvedimento di confisca antimafia ad Angri. La Direzione Investigativa Antimafia di Salerno ha eseguito un decreto riguardante una villa e un'autorimessa riconducibili, secondo gli accertamenti patrimoniali, a un uomo con precedenti penali deceduto nel 2021. La misura interessa cinque eredi e un terzo soggetto coinvolto nel procedimento. L'operazione è stata condotta nell'ambito delle attività coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata da Raffaele Cantone. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino

Il provvedimento è stato eseguito mercoledì 4 novembre e rappresenta un ulteriore sviluppo delle indagini sul patrimonio dell'uomo, già destinatario in passato di altre misure di confisca.

Angri, villa e autorimessa confiscate dalla Dia per 500mila euro

L'intervento ha riguardato due immobili situati nel territorio comunale di Angri, individuati attraverso un'attività investigativa della Sezione Operativa della Dia di Salerno. La confisca è stata disposta dalla Sezione Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno, attraverso un decreto emesso sulla base delle disposizioni del Codice antimafia.

Gli investigatori hanno ricostruito la riconducibilità dei beni a F.G., un uomo originario di Angri morto nel 2021, nonostante gli immobili risultassero formalmente intestati ad altri soggetti. L'obiettivo degli accertamenti era individuare ulteriori proprietà rispetto a quelle già interessate da precedenti provvedimenti patrimoniali.

Chi era il pregiudicato deceduto nel 2021

L'uomo era stato ritenuto socialmente pericoloso sulla base di una lunga storia giudiziaria. Secondo quanto riportato negli atti richiamati nell'inchiesta, aveva riportato condanne definitive per furto, usura, ricettazione, sfruttamento della prostituzione ed estorsione.

Le condotte contestate e accertate nei diversi procedimenti si collocavano in un arco temporale compreso tra il 1978 e il 2017. Proprio il suo passato giudiziario e gli approfondimenti sulla provenienza del patrimonio hanno costituito gli elementi alla base delle successive verifiche economiche.

Confisca agli eredi, gli accertamenti sui beni intestati ad altre persone

La morte dell'uomo non ha impedito la prosecuzione delle verifiche patrimoniali. La normativa sulle misure di prevenzione consente infatti, in presenza dei presupposti previsti dalla legge, di intervenire anche sui beni riconducibili a una persona deceduta.

Nel caso di Angri, il decreto riguarda cinque eredi e un ulteriore soggetto interessato, nell'ambito di un procedimento finalizzato ad accertare l'effettiva appartenenza degli immobili.

La Dia ha concentrato l'attenzione anche sull'eventuale utilizzo di intestazioni fittizie, attraverso le quali determinate proprietà potrebbero essere state formalmente attribuite a terzi.

Il coinvolgimento degli eredi nella procedura patrimoniale non implica, di per sé, una loro responsabilità penale per i reati commessi dal defunto.

Come funziona la confisca prevista dal Codice antimafia

La confisca di prevenzione è uno strumento previsto dal decreto legislativo 159 del 2011, utilizzato per sottrarre patrimoni di provenienza illecita o risultati sproporzionati rispetto alle disponibilità economiche lecite, quando ricorrono le condizioni stabilite dalla normativa.

Le indagini possono comprendere l'esame dei redditi dichiarati, dei rapporti bancari, delle attività economiche e delle proprietà immobiliari. Le verifiche possono estendersi anche a familiari e soggetti terzi, per accertare chi abbia avuto l'effettiva disponibilità dei beni.

Il provvedimento eseguito ad Angri non è necessariamente definitivo e potrà essere impugnato attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento. Una volta divenuta definitiva la confisca, i beni vengono acquisiti al patrimonio dello Stato e possono essere destinati, secondo le procedure applicabili, a finalità pubbliche, istituzionali o sociali.

La gestione e la destinazione rientrano nelle competenze dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati.

Operazione antimafia ad Angri, proseguono le attività di contrasto ai patrimoni illeciti

L'intervento della Dia di Salerno conferma l'importanza delle indagini patrimoniali, che possono proseguire anche dopo la morte delle persone alle quali vengono ricondotti i beni.

Nel caso specifico, gli accertamenti hanno permesso di individuare una villa e un'autorimessa per un valore stimato di mezzo milione di euro, aggiungendole al patrimonio già oggetto di precedenti provvedimenti.

Resta ora da seguire l'eventuale evoluzione giudiziaria della misura, dalla quale dipenderà la definitiva acquisizione degli immobili allo Stato.

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