Cronaca

Pellezzano, anziana morta dopo una caduta dalla casa di riposo: direttrice a processo per omicidio colposo

Carla CastellanoPubblicato il
Pellezzano, anziana morta dopo una caduta dalla casa di riposo: direttrice a processo per omicidio colposo

È iniziato al Tribunale di Salerno il processo a carico di Karolin Cupo, ex direttrice dell'Istituto europeo della terza età di Pellezzano, accusata di omicidio colposo per la morte di un'anziana ospite della struttura, avvenuta l'11 febbraio 2023. Secondo la Procura, la donna sarebbe stata accolta nonostante condizioni di salute che richiedevano un'assistenza specialistica e una vigilanza costante, senza che fossero adottate adeguate misure preventive. Le presunte omissioni, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbero contribuito al verificarsi della tragedia. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino

Il dibattimento si è aperto davanti alla giudice monocratica Santoriello, chiamata a valutare le risultanze investigative e gli elementi che saranno presentati dalla difesa.

Anziana morta a Pellezzano, le accuse nei confronti della direttrice

La vicenda risale all'11 febbraio 2023, quando una donna ospitata nell'istituto per anziani perse la vita dopo essersi lanciata dal primo piano della struttura. La Procura di Salerno contesta a Karolin Cupo di non aver predisposto le precauzioni necessarie per prevenire un episodio del genere. Secondo quanto ricostruito dall'accusa, la paziente soffriva di una grave forma di depressione e aveva già manifestato comportamenti suicidari.

Nonostante questa situazione, l'allora direttrice avrebbe autorizzato il ricovero in una struttura che, sempre secondo gli inquirenti, non disponeva delle condizioni organizzative e delle figure professionali necessarie per garantire una sorveglianza adeguata.

Tra le presunte omissioni contestate figurano la mancata adozione di specifiche misure di sicurezza e l'assenza di indicazioni al personale sanitario per una vigilanza rafforzata. Resta da accertare in sede processuale se tali condotte abbiano effettivamente avuto un ruolo nella morte dell'anziana.

Processo per omicidio colposo, i familiari si costituiscono parte civile

Nel corso della prima udienza, celebrata il 4 novembre, le parti hanno affrontato la fase delle richieste istruttorie. La giudice Santoriello si è riservata di pronunciarsi sull'ammissione delle prove alla prossima udienza.

È inoltre prevista la testimonianza di due appartenenti alla polizia giudiziaria, chiamati a riferire sulle indagini svolte dopo il decesso. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile, assistiti dall'avvocato Natale Staglioli Cerino.

Durante il dibattimento saranno esaminati gli elementi raccolti dalla Procura e dalle forze dell'ordine, insieme alla documentazione e alle argomentazioni che la difesa dell'imputata riterrà di presentare.

L'inchiesta sulla cooperativa Sica e le presunte irregolarità nella struttura

Il procedimento per la morte dell'anziana si collega a una più ampia indagine riguardante la gestione dell'Istituto europeo della terza età. L'inchiesta aveva coinvolto la cooperativa sociale Onlus Sica, responsabile della struttura residenziale, portando alla revoca dell'autorizzazione alla gestione e all'applicazione di diverse misure cautelari.

Tra queste figuravano gli arresti domiciliari nei confronti di Sante Sica e alcuni provvedimenti temporanei di interdizione dall'esercizio professionale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, basata anche sugli accertamenti condotti dai carabinieri del Nas tra il 2022 e il 2023, sarebbero emerse gravi criticità nella gestione degli ospiti.

Le contestazioni riguardavano presunte condizioni assistenziali degradanti, carenze di personale sia numeriche sia professionali e problemi strutturali. Gli inquirenti avevano inoltre ipotizzato un modello organizzativo orientato prevalentemente alla massimizzazione dei profitti, attraverso l'accoglienza di persone con differenti patologie indipendentemente dall'adeguatezza dell'assistenza disponibile.

Anche queste circostanze costituiscono contestazioni oggetto di accertamento giudiziario.

Karolin Cupo coinvolta anche nell'altro procedimento giudiziario

Nell'inchiesta più ampia risultano imputati, oltre a Karolin Cupo, altri operatori della struttura e Sante Sica, indicato dagli investigatori come figura centrale nella gestione dell'attività, pur senza ricoprire formalmente incarichi societari. Cupo, all'epoca dei fatti, ricopriva anche il ruolo di vicepresidente del consiglio di amministrazione della cooperativa.

Il nuovo processo per omicidio colposo riguarda invece specificamente le eventuali responsabilità connesse alla morte dell'anziana. Spetterà al Tribunale di Salerno stabilire se la struttura fosse adeguata alle condizioni della paziente e se le misure di vigilanza adottate fossero sufficienti, valutando la sussistenza delle responsabilità contestate.

Per tutti gli imputati resta ferma la presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.

Condividi

Leggi anche