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Papa Leone XIV riceve Bob Dylan in Vaticano: dai Blues Brothers al cantautore pacifista che si esibì per Giovanni Paolo II

Alessia BenincasaPubblicato il
Papa Leone XIV riceve Bob Dylan in Vaticano: dai Blues Brothers al cantautore pacifista che si esibì per Giovanni Paolo II
Dopo l'incontro con i Blues Brothers a Rimini, il Pontefice accoglie un'altra icona della musica statunitense Bob Dylan. Il premio Nobel per la Letteratura ha dedicato numerosi brani alla denuncia della guerra e della violenza, esibendosi nel 1997 anche davanti a Wojtyla.

Papa Leone XIV riceve Bob Dylan in Vaticano: dai Blues Brothers al cantautore pacifista che si esibì per Giovanni Paolo II

Dopo aver incontrato i Blues Brothers a Rimini, Papa Leone XIV ha ricevuto un altro protagonista della scena musicale americana: Bob Dylan, il celebre artista originario di Duluth, insignito del Nobel per la Letteratura e autore di alcune tra le più importanti canzoni contro la guerra.

L'appuntamento tra il Pontefice, che ha posto la pace «disarmata e disarmante» al centro del proprio messaggio, e il cantautore statunitense assume un significato che va oltre il semplice riconoscimento artistico. L'incontro richiama infatti il legame tra espressione musicale, ricerca spirituale e opposizione alla violenza, in un periodo storico caratterizzato da tensioni internazionali e nuovi scenari di riarmo.

Uno scatto pubblicato dai canali ufficiali della Santa Sede mostra Robert Allen Zimmerman, questo il vero nome dell'artista, oggi 85enne, seduto di fronte al Papa. Dylan indossa una felpa scura con il cappuccio sollevato e presenta sul volto i segni del tempo.

Il colloquio si è svolto in maniera informale ed è durato pochi minuti, con saluti e qualche scambio di battute. Leone XIV ha consegnato al musicista un rosario, ricevendo in cambio una copia di Chronicles – Volume 1, il libro autobiografico dell'artista.

La possibilità di incontrare il Pontefice era stata avanzata in Vaticano durante la permanenza italiana del cantautore, impegnato in una tournée che lo porterà giovedì 5 novembre al Palazzo dello Sport di Roma, dopo l'appuntamento milanese e prima della successiva esibizione a Bologna, prevista per il 7 novembre.

Il legame tra il Papa e le canzoni contro la guerra

Il rapporto ideale tra Leone XIV e Bob Dylan aveva già trovato un punto di contatto alcuni mesi prima dell'udienza. Nel luglio scorso, in occasione della prefazione al libro della Libreria Editrice Vaticana Disarmata e disarmante. La pace è un dono, il Pontefice aveva infatti richiamato alcune parole del repertorio del cantautore per mettere in guardia dai rischi legati agli armamenti nucleari.

Il riferimento era al testo: «Ti odio perché ti ha fatto l'uomo e l'uomo ti possiede e l'uomo ti maneggia». Si tratta di versi appartenenti a Go Away You Bomb, composizione antimilitarista risalente al 1963, realizzata durante la Guerra fredda e mai pubblicata ufficialmente su disco. Il manoscritto del brano è tornato alla luce nel 2013.

La scelta di citare proprio Dylan non è stata casuale. Nel corso della sua carriera, l'artista ha utilizzato la musica per affrontare le contraddizioni della società americana e interrogare la coscienza collettiva.

Con Masters of War, pubblicata nel 1963, aveva rivolto una dura critica ai produttori di armi e a coloro che accumulano ricchezze mentre altri vengono mandati a combattere e morire. In Blowin' in the Wind, invece, aveva costruito una riflessione sulla libertà, sulla dignità delle persone e sulla violenza attraverso una serie di domande diventate uno dei più celebri messaggi pacifisti del Novecento. Anche Knockin' on Heaven's Door affronta temi profondi, trasformando il pensiero della morte in una riflessione sulla precarietà della vita umana.

La spiritualità di Bob Dylan e il rapporto con il cristianesimo

Il percorso religioso del musicista presenta una storia articolata. Nato in Minnesota in una famiglia di origine ebraica, Dylan è cresciuto a contatto con la Bibbia e con la tradizione delle Sacre Scritture. Numerosi riferimenti ai testi dell'Antico Testamento e alle figure profetiche sono presenti nelle sue canzoni.

Verso la fine degli anni Settanta attraversò una profonda esperienza di conversione al cristianesimo evangelico, che influenzò in maniera significativa anche la sua attività artistica. Pur non avendo mai aderito al cattolicesimo, il suo cammino personale è rimasto legato a temi e interrogativi della tradizione cristiana, affrontando questioni come la redenzione, il peccato e la salvezza.

Quando Bob Dylan cantò davanti a Giovanni Paolo II

Uno degli episodi più significativi del rapporto tra il cantautore e il mondo religioso risale al 27 settembre 1997. In quella data Dylan partecipò al Congresso Eucaristico Nazionale di Bologna, esibendosi davanti a Giovanni Paolo II e a una platea di circa 300mila giovani.

Dopo aver interpretato alcuni dei suoi pezzi più conosciuti, tra cui Knockin' on Heaven's Door, il musicista si tolse il cappello da cowboy, raggiunse il palco e salutò il Pontefice polacco stringendogli la mano.

In quell'occasione Wojtyla riprese una delle domande contenute in Blowin' in the Wind, relativa al percorso che un uomo deve compiere per essere riconosciuto pienamente come tale. Il Papa rispose richiamando la figura di Gesù Cristo: «Una sola. C'è solo una strada per l'uomo, ed è quella di Gesù Cristo».

Un incontro tra musica, fede e impegno per la pace

A quasi trent'anni da quell'appuntamento con Giovanni Paolo II, Bob Dylan ha avuto nuovamente l'occasione di confrontarsi con un Pontefice. Questa volta davanti a Leone XIV, con il quale condivide l'attenzione verso i temi della pace e della responsabilità individuale di fronte alla guerra.

Sono cambiate le circostanze storiche, ma rimangono centrali gli argomenti che hanno caratterizzato gran parte della produzione musicale dell'artista: il rifiuto della violenza, la libertà di coscienza e il rapporto tra potere e responsabilità morale.

Per Leone XIV, che ha più volte richiamato la necessità del disarmo nei propri interventi, Dylan costituisce una voce proveniente dal mondo culturale laico capace di trasmettere messaggi che incontrano anche la sensibilità religiosa.

L'incontro in Vaticano testimonia così la possibilità di un dialogo tra istituzione ecclesiastica e musica, capace di superare le differenze confessionali e di concentrarsi sulle grandi questioni etiche e umane della contemporaneità.
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