Inchiesta sull'immigrazione clandestina nel Salernitano, l'ex poliziotto Francesco Bossone lascia il carcere: torna agli arresti domiciliari

Inchiesta sull'immigrazione clandestina nel Salernitano: l'ex poliziotto Francesco Bossone torna ai domiciliari
La nuova decisione dei giudici modifica la posizione cautelare dell'ex appartenente alla Polizia di Stato, coinvolto nell'indagine condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno e dalla Guardia di Finanza.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Bossone avrebbe fatto parte di un'organizzazione attiva nel territorio sarnese, ritenuta responsabile di un sistema finalizzato a favorire l'immigrazione clandestina.
Al vertice del presunto gruppo criminale, secondo l'accusa, ci sarebbe stato Massimo Graziano. Tra le attività contestate figurava anche la predisposizione di assunzioni fittizie, utilizzate per presentare richieste nell'ambito delle procedure del cosiddetto click day, previste per l'ingresso in Italia di lavoratori stranieri.
La posizione di Bossone è stata esaminata nuovamente dai magistrati della Corte d'Appello, che hanno ritenuto possibile sostituire la custodia cautelare in carcere con una misura meno restrittiva.
Dall'arresto del marzo 2025 al ritorno in carcere
Il percorso giudiziario dell'ex poliziotto è stato caratterizzato da diversi provvedimenti sulle esigenze cautelari. L'arresto risale al marzo 2025. Due mesi dopo, il Tribunale del Riesame di Salerno aveva accolto l'impugnazione presentata dalla difesa contro il precedente rigetto della richiesta di sostituzione della misura, concedendo a Bossone gli arresti domiciliari.
La decisione era stata però contestata dalla Procura antimafia. Su ricorso del pubblico ministero Fittipaldi, la Corte di Cassazione aveva annullato il provvedimento, disponendo un nuovo esame della posizione cautelare.
Nel novembre 2025, il Tribunale del Riesame aveva quindi respinto l'istanza difensiva, ripristinando la custodia in carcere. Bossone era tornato in cella il 26 novembre dello stesso anno, rimanendovi fino alla nuova decisione della Corte d'Appello.
La condanna a sette anni e la multa da quasi 490mila euro
Nel frattempo, il procedimento penale ha raggiunto un primo importante passaggio con la sentenza pronunciata il 13 aprile 2026. In primo grado, Francesco Bossone è stato condannato a sette anni di reclusione e al pagamento di una multa di 489.555 euro.
La decisione del giudice ha tuttavia modificato alcuni aspetti dell'impostazione accusatoria. In particolare, è stata esclusa l'aggravante relativa al ruolo di promotore dell'organizzazione dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Sono state inoltre riconosciute all'imputato le attenuanti generiche. La sentenza è stata impugnata dalla difesa e il procedimento si trova attualmente davanti alla Seconda Sezione Penale della Corte d'Appello di Salerno. La condanna, pertanto, non è definitiva.
Proprio gli elementi emersi dalla sentenza di primo grado hanno assunto un ruolo centrale nella valutazione della nuova richiesta cautelare. La Corte ha considerato innanzitutto l'esclusione dell'aggravante legata alla promozione del gruppo criminale, circostanza che ridimensiona, secondo la valutazione giudiziaria, il ruolo attribuito a Bossone nell'ambito delle condotte contestate.
Un secondo elemento riguarda il riconoscimento delle attenuanti generiche, mentre il terzo è rappresentato dal periodo già trascorso dall'ex poliziotto sottoposto a misure cautelari. Alla luce di queste circostanze, i giudici hanno ritenuto che le attuali esigenze cautelari possano essere soddisfatte attraverso gli arresti domiciliari, senza la necessità di mantenere la custodia in carcere.

