Concorso a Castelnuovo Cilento, il sindaco D’Aiuto replica all’opposizione: «Nessuna ingerenza politica, respingiamo le accuse»
Dopo le polemiche sulla selezione pubblica e le richieste di chiarimento avanzate dalla minoranza, il primo cittadino Gianluca D’Aiuto interviene per difendere l’operato dell’amministrazione. Al centro del confronto il ruolo del responsabile finanziario risultato vincitore, la presenza di candidati legati ad amministratori e le garanzie di imparzialità della commissione

Si accende ulteriormente il confronto politico a Castelnuovo Cilento sul concorso pubblico bandito dal Comune per il reclutamento di quattro figure professionali. Dopo le contestazioni dei consiglieri di opposizione, che hanno chiesto verifiche sulla procedura e le dimissioni del responsabile dei Servizi Finanziari, arriva la replica del sindaco Gianluca D’Aiuto. Il primo cittadino respinge le accuse, rivendica la correttezza dell’azione amministrativa e sottolinea la separazione tra le competenze degli organi politici e quelle dei funzionari comunali.
La presa di posizione, affidata a un lungo intervento pubblicato sui social nella serata di martedì 3 novembre, affronta le questioni sollevate dalla minoranza, dalla programmazione delle assunzioni ai possibili conflitti di interessi, fino alla partecipazione di candidati con rapporti familiari o professionali con esponenti dell’amministrazione.
Il concorso e le polemiche sulle graduatorie
La vicenda riguarda una selezione pubblica per quattro assunzioni a tempo indeterminato e parziale, con un impegno di 12 ore settimanali. Il bando, pubblicato il 24 agosto 2026 con scadenza il 3 settembre, prevedeva due posti nell'area dei funzionari e dell'elevata qualificazione, rispettivamente per un istruttore direttivo amministrativo-contabile e un istruttore direttivo tecnico, oltre a due posti nell'area degli istruttori, uno amministrativo-contabile e uno tecnico.
L'attenzione si è concentrata in particolare sulla graduatoria relativa al profilo di istruttore direttivo amministrativo-contabile, definita dopo la prova orale del 27 ottobre. Al primo posto si è classificato Domenico Di Lorenzo con 60 punti, seguito da Nadia Nisi con 59 e Domenico Gorga con 58.
La presenza di Gorga, presidente di Agropoli Cilento Servizi e CST Sistemi Sud, ha alimentato ulteriori interrogativi sull'opportunità della composizione della commissione esaminatrice, in considerazione dei collegamenti professionali richiamati nel dibattito pubblico.
Il 3 novembre è arrivato l'intervento dei consiglieri comunali di opposizione, che hanno sollevato dubbi sulle garanzie di trasparenza e imparzialità della procedura.
Nel mirino della minoranza è finita soprattutto la posizione di Domenico Di Lorenzo, responsabile dei Servizi Finanziari del Comune e vincitore della selezione. Secondo quanto sostenuto dai consiglieri, il funzionario avrebbe espresso pareri di regolarità contabile e attestato la copertura finanziaria di atti collegati alla programmazione delle assunzioni, partecipando successivamente al concorso.
L'opposizione ha inoltre richiamato la presenza, tra i candidati, della sorella di un consigliere comunale di maggioranza, che avrebbe lavorato nello staff del sindaco fino a gennaio 2026.
Da qui le richieste di dimissioni di Di Lorenzo per ragioni di opportunità istituzionale, di verifica integrale della documentazione e di valutazione di un'eventuale sospensione in autotutela della procedura, qualora ne sussistessero i presupposti di legge.
La risposta del sindaco: «La Giunta programma, gli uffici gestiscono il concorso»
D'Aiuto respinge innanzitutto l'interpretazione secondo cui la Giunta avrebbe avuto un ruolo diretto nella gestione della selezione.
Il sindaco ricorda che la modifica del piano del fabbisogno del personale, deliberata il 18 agosto, rappresenta un atto di programmazione amministrativa finalizzato a rafforzare gli uffici comunali e migliorare i servizi ai cittadini.
Una scelta che, secondo il primo cittadino, si inserisce nel percorso di potenziamento dell'organico già avviato dall'amministrazione, come avvenuto per la Polizia municipale, il cui personale sarebbe passato da due a quattro unità.
Diversa, sostiene D'Aiuto, è la responsabilità della procedura concorsuale, affidata ai dirigenti e ai responsabili dei servizi.
«Il sindaco e gli assessori non hanno né possono avere alcuna ingerenza nella composizione delle commissioni, nelle modalità operative, né sulle valutazioni dei candidati», afferma, richiamando il principio di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa previsto dal Testo unico degli enti locali.
Per il sindaco, quindi, la delibera sul fabbisogno del personale non può essere confusa con gli atti successivi di indizione e svolgimento del concorso, che rientrano nelle competenze degli uffici.
Il caso Di Lorenzo e i possibili conflitti di interessi
Uno dei passaggi centrali della replica riguarda Domenico Di Lorenzo e il suo doppio ruolo di responsabile finanziario dell'ente e partecipante alla selezione.
D'Aiuto sostiene che il parere di regolarità contabile espresso sugli atti di programmazione del personale abbia natura esclusivamente tecnica e sia finalizzato a verificare la disponibilità delle risorse necessarie alle assunzioni.
Secondo questa ricostruzione, il parere non costituirebbe un atto diretto ad attribuire un beneficio personale a uno specifico candidato, ma una verifica della sostenibilità economica complessiva delle decisioni dell'amministrazione.
Il primo cittadino precisa inoltre che la gestione del concorso è stata affidata al segretario comunale, che ha assunto anche la presidenza della commissione.
Una soluzione che, secondo D'Aiuto, avrebbe garantito l'imparzialità della procedura e l'astensione del funzionario partecipante dalle fasi gestionali e valutative.
Si tratta di chiarimenti forniti dal sindaco in risposta alle contestazioni della minoranza. La verifica dell'eventuale sussistenza di situazioni di conflitto di interessi resta una questione da valutare sulla base degli atti e delle circostanze concrete, non potendo essere risolta soltanto attraverso le dichiarazioni delle parti.
La partecipazione di parenti e collaboratori degli amministratori
Un altro punto affrontato da D'Aiuto riguarda la presenza di candidati con legami familiari o precedenti rapporti professionali con componenti dell'amministrazione comunale.
Il sindaco richiama l'articolo 51 della Costituzione, che garantisce ai cittadini l'accesso agli uffici pubblici in condizioni di uguaglianza.
Secondo il primo cittadino, né la parentela con un consigliere comunale né un precedente incarico fiduciario nello staff del sindaco costituiscono automaticamente motivi di esclusione da una selezione pubblica.
Un'eventuale esclusione preventiva fondata esclusivamente su queste circostanze, sostiene D'Aiuto, avrebbe carattere discriminatorio e potrebbe essere contestata davanti alla giustizia amministrativa.
Il sindaco indica inoltre nell'anonimato delle prove scritte e nella regolare composizione della commissione gli strumenti previsti dall'ordinamento per tutelare la parità di trattamento tra i concorrenti.
Resta distinta, anche sotto il profilo giuridico, la questione dell'eventuale incompatibilità di chi partecipa alla gestione o alla valutazione della selezione, da accertare con riferimento alle specifiche situazioni.
Dimissioni e sospensione del concorso: la posizione dell'amministrazione
D'Aiuto risponde anche alle richieste avanzate dai consiglieri di minoranza, contestandone i presupposti.
Quanto alle dimissioni del responsabile finanziario, il sindaco osserva che gli organi politici non possono imporre la cessazione del rapporto di lavoro di un dipendente pubblico per motivazioni di opportunità politica.
Sulla richiesta di sospensione o annullamento in autotutela, il primo cittadino sostiene che, allo stato, non emergano elementi tali da giustificare un intervento sulla procedura conclusa.
L'amministrazione, attraverso le parole del sindaco, esclude quindi l'esistenza di vizi di legittimità che possano motivare l'annullamento del concorso.
In merito all'accesso agli atti, D'Aiuto ribadisce infine che la documentazione pubblica e i verbali della selezione sono consultabili attraverso i canali istituzionali, nel rispetto delle disposizioni che regolano il diritto di accesso.
D'Aiuto attacca la minoranza: «Basta speculazioni politiche»
La replica si conclude con un attacco politico ai consiglieri di opposizione, accusati dal sindaco di alimentare una rappresentazione distorta delle competenze e delle responsabilità amministrative.
D'Aiuto rivendica l'obiettivo di potenziare gli uffici comunali e garantire servizi più efficienti, sostenendo che le decisioni della Giunta siano state adottate nell'interesse della collettività.
«La Giunta e il sindaco hanno operato nell'esclusivo rispetto delle leggi e nell'interesse della comunità per garantire la funzionalità degli uffici comunali», dichiara.
Il primo cittadino invita quindi l'opposizione, qualora ritenga che siano state commesse violazioni, a rivolgersi alle autorità competenti.
«Respingiamo fermamente i tentativi di speculazione politica basati sulla confusione dei ruoli istituzionali e sull'attacco strumentale alla macchina amministrativa dell'ente», conclude.
La vicenda resta così al centro del dibattito politico di Castelnuovo Cilento. Da un lato, la minoranza chiede verifiche documentali sulle garanzie di imparzialità e sull'eventuale presenza di conflitti di interessi; dall'altro, il sindaco difende la procedura e rivendica la legittimità delle scelte amministrative. Al momento, le contestazioni emerse nel confronto politico non equivalgono all'accertamento di irregolarità.




