Questa mattina a Mondragone i carabinieri del locale Reparto Territoriale hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le misure hanno interessato 21 persone: 13 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 3 sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, incendio, detenzione e porto di armi, associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, ricettazione, minacce e lesioni personali.
Il gruppo criminale si distingueva per la violenza sistematica, finalizzata a controllare le attività economiche locali e ottenere profitti illeciti. Nel corso dell’inchiesta sono stati documentati numerosi episodi di estorsione ai danni di imprenditori e commercianti, inclusi aggressioni fisiche e incendi di autovetture. Parte dei proventi era destinata al sostentamento di detenuti affiliati al clan.
Tra i fatti più gravi rilevati vi è la pianificazione di un tentato atto intimidatorio contro la caserma del Reparto Territoriale dei Carabinieri, programmato da aspiranti affiliati per dimostrare fedeltà e ottenere l’ingresso nel sodalizio. L’attacco non si è concretizzato grazie alle misure di difesa passiva e ai servizi di prevenzione predisposti dalle forze dell’ordine.
L’indagine ha inoltre documentato una rete di spaccio strutturata, con cessioni di cocaina, crack e hashish organizzate anche tramite un sistema di consegne a domicilio con scooter. Complessivamente sono stati sequestrati 1.100 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish, una pistola Beretta calibro 7,65 con serbatoio e 9 cartucce e una pistola Beretta mod. 84 con serbatoio e 36 cartucce.
Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, incendio, detenzione e porto di armi, associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, ricettazione, minacce e lesioni personali.
Caserta, smantellato sodalizio legato al clan Gagliardi
Le indagini, avviate nel settembre 2023 e supportate da attività tecniche, hanno consentito di ricostruire l’operatività di un sodalizio di matrice camorristica collegato al clan Gagliardi, riorganizzatosi dopo lo scioglimento del storico clan La Torre, storicamente attivo a Mondragone e facente parte del più ampio gruppo dei Casalesi. L’organizzazione, secondo gli investigatori, presentava una struttura stabile e gerarchizzata, con un vertice ancora detenuto che impartiva direttive dal carcere a fiancheggiatori rimasti liberi.Il gruppo criminale si distingueva per la violenza sistematica, finalizzata a controllare le attività economiche locali e ottenere profitti illeciti. Nel corso dell’inchiesta sono stati documentati numerosi episodi di estorsione ai danni di imprenditori e commercianti, inclusi aggressioni fisiche e incendi di autovetture. Parte dei proventi era destinata al sostentamento di detenuti affiliati al clan.
Tra i fatti più gravi rilevati vi è la pianificazione di un tentato atto intimidatorio contro la caserma del Reparto Territoriale dei Carabinieri, programmato da aspiranti affiliati per dimostrare fedeltà e ottenere l’ingresso nel sodalizio. L’attacco non si è concretizzato grazie alle misure di difesa passiva e ai servizi di prevenzione predisposti dalle forze dell’ordine.
L’indagine ha inoltre documentato una rete di spaccio strutturata, con cessioni di cocaina, crack e hashish organizzate anche tramite un sistema di consegne a domicilio con scooter. Complessivamente sono stati sequestrati 1.100 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish, una pistola Beretta calibro 7,65 con serbatoio e 9 cartucce e una pistola Beretta mod. 84 con serbatoio e 36 cartucce.

