Nel periodo conclusivo della Seconda Guerra Mondiale, la presenza della famiglia reale italiana in Ravello, presso Palazzo Episcopio, lasciò tracce significative anche nei comuni limitrofi della Costiera Amalfitana, tra cui Minori. La permanenza di Vittorio Emanuele III in Costiera rappresentò un momento storico particolare, che ancora oggi sopravvive attraverso racconti tramandati oralmente e memorie familiari.
Il legame tra Minori e Palazzo Episcopio
Secondo testimonianze locali, alcune figure di Minori ebbero rapporti indiretti con la corte reale durante il soggiorno ravellese. Tra queste, un pescivendolo soprannominato “Cipolla”, che quotidianamente provvedeva alla fornitura di pesce destinato alla famiglia reale. Il prodotto veniva trasportato lungo un percorso caratterizzato da numerosi gradini, in un’epoca in cui la mobilità avveniva prevalentemente con carretti e carrozze.
Questi dettagli restituiscono uno spaccato della vita quotidiana dell’epoca e dell’organizzazione logistica necessaria a garantire i servizi alla corte.
Il “sosia” del re a Minori
Un episodio curioso riguarda un cittadino locale, identificato come Daponte, che per la sua somiglianza con Vittorio Emanuele III attirò l’attenzione di alcuni visitatori stranieri. In un’occasione, la presenza nel paese di auto di lusso e operatori con cineprese e macchine fotografiche destò grande curiosità tra gli abitanti.
Secondo i racconti tramandati, Daponte sarebbe stato oggetto di interviste e riprese proprio per la somiglianza con il sovrano. L’episodio rimase a lungo nella memoria collettiva del quartiere.
Le battute di pesca del sovrano
Alcuni aneddoti riferiscono anche della passione del re per la pesca. Durante il soggiorno a Ravello, Vittorio Emanuele III si sarebbe recato presso la Torre dello Scarpariello, dove veniva accompagnato in mare per brevi battute di pesca lungo la costa.
Tra i racconti più diffusi figura un episodio legato alla cattura di un pesce dai colori vivaci, il cui nome popolare suscitò ilarità tra i presenti. L’episodio, tramandato oralmente, è rimasto nella memoria locale come esempio del clima disteso che talvolta caratterizzava quelle uscite.
Memoria storica e identità locale
Gli episodi legati al soggiorno della famiglia reale in Costiera Amalfitana costituiscono oggi parte della memoria storica del territorio. Al di là degli aspetti folkloristici, questi racconti rappresentano una testimonianza della quotidianità di un’epoca segnata da profondi cambiamenti politici e istituzionali.
La vicinanza tra la dimensione nazionale e quella locale ha lasciato tracce che ancora oggi alimentano l’identità storica delle comunità costiere.

