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Vittime di reato, la tutela entra nella Costituzione: manca un ultimo voto. Iannone: «Traguardo storico»

Carla Castellano
Vittime di reato, la tutela entra nella Costituzione: manca un ultimo voto. Iannone: «Traguardo storico»

La tutela delle vittime di reato potrebbe presto essere riconosciuta espressamente dalla Costituzione italiana. Dopo il nuovo via libera del Senato, la proposta di modifica dell'articolo 24 attende soltanto l'ultima votazione alla Camera dei Deputati. A sottolineare l'importanza del provvedimento è il senatore di Fratelli d'Italia Antonio Iannone, primo firmatario al Senato di una delle proposte confluite nel testo, che parla di un risultato atteso da anni dalle associazioni impegnate nella difesa dei diritti delle vittime.

Il provvedimento ha ricevuto il sostegno delle diverse forze parlamentari, avvicinandosi alla conclusione dell'iter previsto per le leggi di revisione costituzionale.

Vittime di reato, approvata al Senato la modifica dell'articolo 24 della Costituzione

La riforma punta a introdurre nella Carta costituzionale un riferimento esplicito alla protezione delle persone che hanno subito un reato. Il nuovo testo prevede l'inserimento, nell'articolo 24, della disposizione:

«La Repubblica tutela le vittime di reato».

La modifica intende rafforzare il riconoscimento costituzionale dei diritti delle vittime, senza alterare le garanzie già previste per chi è sottoposto a un procedimento penale. Come evidenziato da Iannone, l'obiettivo è affiancare alla tutela del diritto di difesa un principio dedicato espressamente alle persone danneggiate dalle condotte criminali.

Il 28 ottobre, il Senato ha approvato il disegno di legge costituzionale in seconda deliberazione, raggiungendo la maggioranza qualificata dei due terzi.

Antonio Iannone: «Manca solo l'ultimo passaggio alla Camera»

Il senatore salernitano di Fratelli d'Italia ha accolto con soddisfazione l'esito della votazione, sottolineando il consenso registrato durante il percorso parlamentare. «Manca solo l'ultimo passaggio alla Camera dei Deputati e finalmente la tutela delle vittime di reato sarà recepita nella nostra Carta Costituzionale», ha dichiarato.

Iannone ha richiamato i tre passaggi parlamentari già conclusi, evidenziando come il provvedimento abbia raccolto, secondo la sua ricostruzione, voti unanimi. Un consenso che il parlamentare considera particolarmente significativo per una riforma che interviene su un principio fondamentale dell'ordinamento.

La collaborazione tra le forze politiche e il lavoro delle Commissioni

Nel commentare il risultato, Iannone ha attribuito il merito dell'avanzamento della proposta alla collaborazione tra maggioranza e opposizione. Il senatore ha rivolto un ringraziamento ai relatori Costanzo Della Porta e Riccardo De Corato, oltre che alle Commissioni Affari Costituzionali del Senato e della Camera.

La proposta nasce infatti da un percorso parlamentare che ha riunito diversi disegni di legge presentati da esponenti di differenti schieramenti politici. L'intento condiviso è quello di riconoscere esplicitamente nella Costituzione la tutela delle persone offese dai reati, lasciando inalterate le garanzie fondamentali del processo.

Riforma costituzionale, cosa succede adesso

Il testo dovrà affrontare la seconda e ultima deliberazione della Camera dei Deputati, necessaria per completare il procedimento previsto dall'articolo 138 della Costituzione. Se anche in quest'ultima votazione sarà raggiunta la maggioranza dei due terzi dei componenti, la riforma potrà procedere verso la promulgazione senza referendum costituzionale.

Qualora tale soglia non venisse raggiunta, pur ottenendo la maggioranza assoluta necessaria per l'approvazione, si applicherebbero le disposizioni che consentono la richiesta di un referendum confermativo. Iannone auspica che il passaggio conclusivo possa avvenire rapidamente, sottolineando il significato della modifica per le associazioni che rappresentano le vittime di reato.

«Auspico che l'ultimo voto della Camera possa consumarsi al più presto e raggiungere tutti insieme questo traguardo, che non è simbolico ma è atteso da lungo tempo da tante Associazioni di Vittime», ha concluso.

L'attenzione si sposta ora su Montecitorio, dove il voto definitivo determinerà il completamento dell'iter parlamentare della riforma.

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