Truffata dal finto poliziotto e 13 anni per ottenere il divorzio: da Teggiano l'appello di Agnese Di Sarli a Meloni e Nordio per la riforma del Codice Civile

Tredici lunghi anni di battaglie giudiziarie per ottenere il divorzio dopo aver scoperto che il matrimonio era stato costruito su un'imponente truffa. È la drammatica vicenda vissuta da Agnese Di Sarli, infermiera originaria di Teggiano che dopo essersi rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di inviare una lettera accorata alla premier Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio per chiedere interventi urgenti sui tempi della giustizia civile e la riforma del diritto di famiglia.
Nel suo appello ai vertici dell'esecutivo nazionale, la professionista salernitana, autrice anche del libro autobiografico Rosso Amarone, chiede formalmente la modifica dell'articolo 122 del Codice Civile relativo all'annullamento del matrimonio, norma risalente al 1942 e mai adeguata ai tempi odierni. La donna ha chiesto un'udienza alla Presidente del Consiglio con l'auspicio di trasformare la propria dolorosa esperienza personale in una battaglia di civiltà, volta ad abbreviare i tempi dei processi e a tutelare le vittime di raggiri affettivi all'interno delle aule di tribunale.
Truffata e 13 anni per ottenere il divorzio: da Teggiano l'appello di Agnese
La storia prende il via nel 2011 con le nozze tra la donna e un uomo che si spacciava per appartenente alla Polizia di Stato. Successivamente al matrimonio, l'uomo era riuscito a farsi consegnare ingenti somme di denaro e ad appropriarsi di numerosi gioielli di famiglia, fino all'arresto eseguito dalla Squadra Mobile nel 2012 a Roma, dove fu sorpreso con la divisa da primo dirigente. Nonostante la clamorosa scoperta del raggiro, l'iter per lo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale si è concluso soltanto nel 2024, imponendo alla donna un estenuante calvario legale protrattosi per oltre un decennio.Nel suo appello ai vertici dell'esecutivo nazionale, la professionista salernitana, autrice anche del libro autobiografico Rosso Amarone, chiede formalmente la modifica dell'articolo 122 del Codice Civile relativo all'annullamento del matrimonio, norma risalente al 1942 e mai adeguata ai tempi odierni. La donna ha chiesto un'udienza alla Presidente del Consiglio con l'auspicio di trasformare la propria dolorosa esperienza personale in una battaglia di civiltà, volta ad abbreviare i tempi dei processi e a tutelare le vittime di raggiri affettivi all'interno delle aule di tribunale.




