Economia

Sorpasso delle pensioni sugli stipendi a Salerno: l'allarme Cgia sul crollo demografico e la carenza di lavoro

Occhio di Salerno
Sorpasso delle pensioni sugli stipendi a Salerno: l'allarme Cgia sul crollo demografico e la carenza di lavoro
Una inagine elaborata dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre traccia uno scenario preoccupante per la provincia di Salerno e per l'intera regione Campania come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Nel territorio salernitano si registra infatti un saldo negativo di 9mila 848 unità tra le 379mila 302 pensioni erogate e i 369mila 454 occupati effettivi.

Sorpasso delle pensioni sugli stipendi a Salerno

Il fenomeno coinvolge l'intera Campania, dove a fronte di 1 milione 767mila lavoratori si contano 1 milione 869mila assegni previdenziali, generando un divario negativo di 102mila 812 posizioni. Il deficit tocca tutte le altre realtà campane, registrando un saldo di -8mila 750 a Avellino, -27mila 847 a Benevento, -3mila 942 a Caserta e -52mila 425 a Napoli.

L'analisi dell'associazione mestrina evidenzia come a livello nazionale il rapporto tra lavoratori e pensionati sia ormai giunto a un pareggio quasi perfetto di 1 a 1, a differenza degli anni Ottanta quando la proporzione era di 3 occupati per ogni pensionato. Questo squilibrio è il risultato diretto del calo delle nascite e dell'allungamento della vita media, elementi che alimentano un progressivo calo demografico con ripercussioni dirette sul tessuto produttivo.

A complicare il quadro interviene la stima secondo cui entro il 2029 circa 3 milioni di occupati italiani lasceranno il servizio per andare in quiescenza, con oltre il 74% dei casi concentrato nelle regioni centro-settentrionali.

L'invecchiamento progressivo della popolazione e il mancato ricambio generazionale rappresentano un ostacolo strutturale soprattutto per le piccole e microimprese, che rischiano di contrarre la propria capacità produttiva per la difficoltà di reperire figure specializzate e competenze adeguate nei settori manifatturieri e tecnici. Per contrastare l'esodo dal mercato del lavoro e tutelare la tenuta del sistema economico, la Cgia individua come strada prioritaria l'incremento dell'occupazione femminile e l'inserimento dei giovani.
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