Madre con due uteri dà alla luce due gemelli diversi: evento raro gestito all'ospedale di Padova

Una condizione medica straordinariamente rara ha visto protagonista la 24enne Manar Ismaili, giunta insieme al marito Abdelrahman presso l'Azienda Ospedale Università di Padova durante le prime fasi della gestazione.
Alla giovane è stata riscontrata una malformazione congenita nota come utero bicorne-bicolle, un'anomalia presente nello 0,4% della popolazione femminile che comporta la presenza di due cavità uterine distinte con altrettanti colli dell'utero.
Il percorso è stato coordinato dalla dottoressa Paola Veronese, direttrice dell'Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia. Alla 30esima settimana di gravidanza, a seguito della rottura delle acque del primo sacco gestazionale, la donna è stata ricoverata per la somministrazione delle terapie di maturazione polmonare. Successivamente l'équipe medica è intervenuta in sala operatoria eseguendo un cesareo doppio tramite un'unica incisione addominale per accedere in sequenza alle due cavità uterine.
I neonati, un maschio di 1 chilo e 930 grammi e una femmina di 1 chilo e 590 grammi, sono venuti alla luce in buone condizioni di salute. Dopo le necessarie cure di supporto presso la struttura di Neonatologia per raggiungere il peso ottimale, i due fratellini si avviano alle dimissioni per far ritorno a casa con la famiglia.
Alla giovane è stata riscontrata una malformazione congenita nota come utero bicorne-bicolle, un'anomalia presente nello 0,4% della popolazione femminile che comporta la presenza di due cavità uterine distinte con altrettanti colli dell'utero.
Madre con due uteri dà alla luce due gemelli a Padova
La peculiarità straordinaria del caso, documentata nella letteratura scientifica mondiale in soli sei precedenti, riguarda l'instaurarsi di una gravidanza spontanea gemellare bizigota con lo sviluppo contemporaneo di un feto per ciascun utero. La presenza dei due organi più piccoli e rigidi del normale, associata al diabete mellito di tipo 1 di cui soffre la giovane, ha reso necessaria una stretta sorveglianza prenatale con controlli ogni due settimane.Il percorso è stato coordinato dalla dottoressa Paola Veronese, direttrice dell'Unità operativa complessa di Ostetricia e Ginecologia. Alla 30esima settimana di gravidanza, a seguito della rottura delle acque del primo sacco gestazionale, la donna è stata ricoverata per la somministrazione delle terapie di maturazione polmonare. Successivamente l'équipe medica è intervenuta in sala operatoria eseguendo un cesareo doppio tramite un'unica incisione addominale per accedere in sequenza alle due cavità uterine.
I neonati, un maschio di 1 chilo e 930 grammi e una femmina di 1 chilo e 590 grammi, sono venuti alla luce in buone condizioni di salute. Dopo le necessarie cure di supporto presso la struttura di Neonatologia per raggiungere il peso ottimale, i due fratellini si avviano alle dimissioni per far ritorno a casa con la famiglia.




