Salerno, immigrazione clandestina e 'click day': chiusa l'inchiesta su Gerardo Cembalo e altri 21 indagati

A Salerno si sono concluse le indagini preliminari condotte dalla Direzione distrettuale antimafia nell'ambito del nuovo filone dell'operazione "Click day", inerente alla gestione illecita delle procedure dei decreti flussi come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a 22 soggetti, tra i quali figura l'avvocato Gerardo Cembalo insieme alla moglie Maria Chirico, entrambi chiamati a rispondere anche del reato di associazione per delinquere.
L'avvocato Cembalo, già condannato nel mese di aprile a cinque anni e otto mesi di reclusione nell'ambito di un primo filone giudiziario, avrebbe ricoperto il ruolo di promotore e coordinatore del sodalizio, prendendo in carico i contatti con gli intermediari e l'individuazione dei datori di lavoro fittizi, mentre la difesa, sostenuta tra gli altri dai legali Giuseppe Della Monica e Giovanna Eliana Fiore, rigetta le accuse associative. Con la notifica dell'atto, gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di sostenere l'interrogatorio dinanzi ai magistrati della Procura.
L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a 22 soggetti, tra i quali figura l'avvocato Gerardo Cembalo insieme alla moglie Maria Chirico, entrambi chiamati a rispondere anche del reato di associazione per delinquere.
Salerno, immigrazione clandestina e 'click day': chiusa l'inchiesta
La struttura accusatoria, articolata in trentatré capi d'imputazione, ipotizza la creazione di un sistema basato su fittizi rapporti d'impiego e l'ausilio di aziende compiacenti. L'organizzazione, attiva tramite intermediari operanti in Paesi come Marocco, Bangladesh e India, prometteva l'ottenimento dei nulla osta d'ingresso in Italia a fronte di ingenti somme di denaro, che in taluni casi arrivavano a toccare i tredicimila euro per singola pratica.L'avvocato Cembalo, già condannato nel mese di aprile a cinque anni e otto mesi di reclusione nell'ambito di un primo filone giudiziario, avrebbe ricoperto il ruolo di promotore e coordinatore del sodalizio, prendendo in carico i contatti con gli intermediari e l'individuazione dei datori di lavoro fittizi, mentre la difesa, sostenuta tra gli altri dai legali Giuseppe Della Monica e Giovanna Eliana Fiore, rigetta le accuse associative. Con la notifica dell'atto, gli indagati avranno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di sostenere l'interrogatorio dinanzi ai magistrati della Procura.




