Cronaca

Terrorismo, arresto a Cava de’ Tirreni: Piantedosi parla di un possibile progetto di attentato

Carla Castellano
Terrorismo, arresto a Cava de’ Tirreni: Piantedosi parla di un possibile progetto di attentato

Emergono nuovi elementi sull’indagine che ha portato all’arresto, a Cava de’ Tirreni, di un giovane accusato di terrorismo. A intervenire sul caso è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo il quale l’indagato avrebbe avuto l’intenzione di compiere un attentato.

La vicenda resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, chiamata a verificare nel dettaglio le condotte contestate e l’effettiva consistenza del presunto progetto.

L’indagine partita dall’attività online

Secondo quanto riferito, gli accertamenti sarebbero scattati dopo il monitoraggio di alcune ricerche effettuate sul web.

L’attività investigativa avrebbe fatto emergere una presunta vicinanza dello studente allo Stato Islamico, elemento che avrebbe spinto gli investigatori ad approfondire il suo profilo e le sue attività in rete.

Piantedosi ha richiamato proprio il tema della radicalizzazione e del proselitismo online, sottolineando come internet possa rappresentare uno dei canali attraverso i quali vengono intercettati segnali di possibile estremismo.

Armi e munizioni sequestrate nell’abitazione

Nel corso della perquisizione eseguita nell’abitazione del giovane sono state sequestrate due pistole, 107 munizioni, due coltelli e una katana lunga 50 centimetri.

Il materiale rinvenuto è ora parte degli accertamenti investigativi finalizzati a chiarire il quadro complessivo e verificare eventuali collegamenti con le ipotesi formulate dagli inquirenti.

Piantedosi elogia il lavoro della Polizia

Il ministro dell’Interno ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli investigatori della Polizia di Stato, evidenziando l’importanza dell’attività di prevenzione e monitoraggio.

Secondo Piantedosi, l’intervento avrebbe consentito di individuare il profilo del giovane prima che, stando alla ricostruzione riferita dal ministro, potesse eventualmente passare all’azione.

L’inchiesta prosegue e saranno le successive fasi giudiziarie a stabilire responsabilità, finalità e natura delle condotte contestate.

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