Via libera definitivo alla Camera per la nuova legge elettorale: passa lo "Stabilicum" tra gli applausi della maggioranza e le proteste delle opposizioni

Montecitorio ha approvato in via definitiva la riforma della legge elettorale, nota come "Stabilicum" per la maggioranza o "Melonellum" per le opposizioni. Il via libera giunge con il voto finale a scrutinio segreto, che ha visto 227 voti favorevoli e 164 contrari, sancendo il definitivo superamento del Rosatellum.
Tra le principali novità si registrano il ritorno delle preferenze — attraverso un meccanismo misto con capilista bloccati e parità di genere al 60% —, l'obbligo di indicazione del candidato premier e del programma al deposito delle liste, e l'estensione del diritto di voto per i fuori sede e i caregiver familiari. Salgono inoltre a 6mila le firme necessarie per i nuovi soggetti politici non presenti in Parlamento, mentre restano invariate le soglie di sbarramento (3% per le liste singole, 10% per le coalizioni) e vengono ridotte le circoscrizioni per il voto all'estero.
Soddisfazione è stata espressa dalla premier Giorgia Meloni, che ha rivendicato la stabilità di governo e la compattezza del centrodestra. Di parere opposto le forze di opposizione, che hanno contestato duramente il provvedimento in Aula definendolo penalizzante per la rappresentanza democratica.
Via libera definitivo alla Camera per la nuova legge elettorale
La nuova normativa introduce un impianto proporzionale corretto da un premio di maggioranza di 105 parlamentari complessivi (70 deputati e 35 senatori), assegnato alla coalizione che supera la soglia del 42% dei consensi, con un tetto massimo fissato a 220 deputati e 113 senatori.Tra le principali novità si registrano il ritorno delle preferenze — attraverso un meccanismo misto con capilista bloccati e parità di genere al 60% —, l'obbligo di indicazione del candidato premier e del programma al deposito delle liste, e l'estensione del diritto di voto per i fuori sede e i caregiver familiari. Salgono inoltre a 6mila le firme necessarie per i nuovi soggetti politici non presenti in Parlamento, mentre restano invariate le soglie di sbarramento (3% per le liste singole, 10% per le coalizioni) e vengono ridotte le circoscrizioni per il voto all'estero.
Soddisfazione è stata espressa dalla premier Giorgia Meloni, che ha rivendicato la stabilità di governo e la compattezza del centrodestra. Di parere opposto le forze di opposizione, che hanno contestato duramente il provvedimento in Aula definendolo penalizzante per la rappresentanza democratica.




