Droga, armi, estorsioni e immigrazione clandestina a Salerno: maxi retata dell’Antimafia colpisce il clan La Rocca. I nomi dei 23 indagati. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Coordinata dal sostituto procuratore Federica Fittipaldi, l’operazione ha svelato un’organizzazione criminale che operava a livello internazionale. Traffico di droga, estorsioni, agguati, gestione di armi da guerra e un vasto sistema di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sono al centro delle accuse. In totale, sono stati emessi 19 ordini di carcerazione. Fra i destinatari figura Nicola La Rocca, ritenuto il boss del gruppo e già detenuto, insieme ad altri affiliati tra cui Giovanni Stellato, Antonio D'Angelo e Francesco Trotta. Tra gli indagati c’è anche un cittadino croato, coinvolto nel traffico di armi sequestrate durante le operazioni.
Tra luglio e agosto dello stesso anno, le indagini hanno documentato un episodio inquietante avvenuto nel carcere di Perugia. Un detenuto è stato picchiato per essersi opposto alla sistemazione in cella con Nicola La Rocca. Attraverso un telefono cellulare clandestino, quest’ultimo pianificava e gestiva i traffici illeciti del clan dall’interno della prigione.
Un'ulteriore accusa concerne un tentativo di omicidio avvenuto il 2 luglio 2023 a Sarno. Sei persone, tra cui Alessandro Pignataro (figlio dello scomparso ex boss Antonio Pignataro), sarebbero state coinvolte nell’agguato a colpi di arma da fuoco contro un uomo che è riuscito a sopravvivere reagendo prontamente all’assalto.
Droga, armi ed estorsioni a Salerno: 23 arresti, i nomi
Alle prime luci dell'alba di ieri, lunedì 25 maggio, la Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Salerno ha emesso un'ordinanza che ha portato all’arresto di 23 persone, 4 delle quali poste ai domiciliari. Le indagini hanno coinvolto non solo il territorio dell’Agro nocerino-sarnese, ma si sono estese fino alla Sicilia e alla Croazia, con numerose accuse di reati aggravati dal metodo mafioso.Coordinata dal sostituto procuratore Federica Fittipaldi, l’operazione ha svelato un’organizzazione criminale che operava a livello internazionale. Traffico di droga, estorsioni, agguati, gestione di armi da guerra e un vasto sistema di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sono al centro delle accuse. In totale, sono stati emessi 19 ordini di carcerazione. Fra i destinatari figura Nicola La Rocca, ritenuto il boss del gruppo e già detenuto, insieme ad altri affiliati tra cui Giovanni Stellato, Antonio D'Angelo e Francesco Trotta. Tra gli indagati c’è anche un cittadino croato, coinvolto nel traffico di armi sequestrate durante le operazioni.
Accuse e reati
Le accuse, attribuite in base ai ruoli di ciascun indagato, spaziano dal traffico di stupefacenti al tentato omicidio, dalle estorsioni alla violenza privata, fino al possesso illecito di armi da guerra e cellulari in carcere. Molti dei reati contestati sono aggravati dall’utilizzo del metodo mafioso. Questa complessa indagine, avviata tre anni fa con il contributo del Sisco di Salerno e del Servizio Centrale Operativo, è stata portata avanti grazie a tecniche investigative avanzate, intercettazioni e una collaborazione efficace con le forze dell’ordine croate e il supporto degli organismi europei Eurojust e DNA.Le basi operative
La sede principale del gruppo criminale era individuata a Sarno, con l'attività criminale concentrata principalmente sul traffico di stupefacenti, sia a livello locale che fuori regione. Una prima svolta nelle indagini risale al dicembre 2024, quando un affiliato 51enne è stato arrestato a Palermo con 80 chili di hashish. Da allora, le autorità hanno ricostruito una catena di traffici illeciti ben organizzati. Tra i reati più gravi figura il trasporto dalla Croazia all'Italia di un arsenale composto da kalashnikov, fucili mitragliatori israeliani, pistole e centinaia di munizioni. L’episodio risale all’aprile 2024, quando Antonio Corrado è stato fermato a Gorizia in compagnia dell’uomo che gli aveva fornito le armi.Tra luglio e agosto dello stesso anno, le indagini hanno documentato un episodio inquietante avvenuto nel carcere di Perugia. Un detenuto è stato picchiato per essersi opposto alla sistemazione in cella con Nicola La Rocca. Attraverso un telefono cellulare clandestino, quest’ultimo pianificava e gestiva i traffici illeciti del clan dall’interno della prigione.
Favoreggiamento dell’immigrazione e altre accuse
Un altro grave filone investigativo riguarda un ingegnoso sistema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: erano state inoltrate più di 1000 richieste fittizie al Ministero dell’Interno nell’ambito del «click day», simulando rapporti lavorativi inesistenti per ottenere nulla osta al lavoro e ricongiungimenti familiari per cittadini extracomunitari.Un'ulteriore accusa concerne un tentativo di omicidio avvenuto il 2 luglio 2023 a Sarno. Sei persone, tra cui Alessandro Pignataro (figlio dello scomparso ex boss Antonio Pignataro), sarebbero state coinvolte nell’agguato a colpi di arma da fuoco contro un uomo che è riuscito a sopravvivere reagendo prontamente all’assalto.

