Cronaca

Il Ruggi di Salerno, apre alla stabilizzazione dei precari, anche con partita Iva: i sindacati all'attacco dell'Asl per i ritardi

Martina Francione
Il Ruggi di Salerno, apre alla stabilizzazione dei precari, anche con partita Iva: i sindacati all'attacco dell'Asl per i ritardi
La decisione dell'ospedale Ruggi di Salerno di avviare le procedure di stabilizzazione del personale riaccende il confronto con l'Asl, alla quale i sindacati chiedono interventi concreti e tempi certi per le assunzioni. Al centro della vertenza ci sono anche i professionisti con contratti flessibili e partita Iva, per i quali le organizzazioni sindacali sollecitano pari opportunità di accesso alle procedure. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Salerno, il Ruggi apre alla stabilizzazione dei precari: i sindacati all'attacco dell'Asl per i ritardi

Il provvedimento adottato dall'Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona rappresenta un passaggio importante per il personale che da tempo lavora nella struttura senza un contratto stabile.

Con la delibera numero 601, la direzione aziendale ha dato il via alle procedure destinate ai lavoratori che abbiano maturato almeno 18 mesi di servizio, ampliando il percorso anche a categorie contrattuali diverse da quelle tradizionalmente assunte a tempo determinato.

La misura riguarda infatti anche i professionisti impiegati attraverso rapporti di lavoro autonomo, contratti flessibili e partita Iva, recependo una delle principali richieste avanzate dalle rappresentanze sindacali.

Un ulteriore elemento riguarda la programmazione delle future stabilizzazioni. Il Ruggi ha previsto di considerare anche le posizioni di coloro che matureranno i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2026, consentendo di pianificare gli interventi in una prospettiva più ampia. L'obiettivo è rafforzare la continuità dei servizi sanitari e contribuire alla tutela dei Livelli essenziali di assistenza, attraverso una maggiore stabilità del personale.

La protesta dei lavoratori e le richieste della Cgil

La situazione appare differente nell'Asl Salerno, dove i sindacati denunciano il protrarsi delle verifiche interne senza che sia stato ancora definito un percorso operativo analogo a quello dell'azienda ospedaliera.

Le tensioni erano già emerse la scorsa settimana, quando i lavoratori avevano partecipato a un presidio di protesta davanti alla sede aziendale per chiedere risposte sul proprio futuro occupazionale. 

L'approvazione della delibera del Ruggi ha ora rafforzato le richieste delle organizzazioni sindacali, che considerano necessario uniformare le procedure sul territorio provinciale. La Fp Cgil Salerno ha trasmesso una comunicazione formale alla direzione strategica dell'Asl, sollecitando l'adozione di provvedimenti che garantiscano condizioni di trattamento omogenee per tutti i lavoratori interessati. In particolare, il sindacato chiede che le stabilizzazioni comprendano anche il personale con partita Iva, evitando differenze tra professionisti che operano nei servizi della sanità pubblica provinciale.

Cisl Fp: «Il Ruggi ha dimostrato che le norme si possono applicare»

Una posizione condivisa dalla Cisl Fp Salerno, che attraverso il segretario provinciale Andrea Pastore richiama l'attenzione sulle conseguenze dei ritardi amministrativi. «Il tempo delle ricognizioni è finito. Il Ruggi ha dimostrato che le norme e le direttive della Regione Campania si possono applicare con trasparenza, mentre l'Asl continua a rinviare le scelte», dichiara Pastore.

Il rappresentante sindacale collega la questione delle stabilizzazioni alle difficoltà organizzative già presenti nelle strutture sanitarie della provincia. La carenza di organico, il ricorso frequente alle prestazioni straordinarie e la prospettiva dell'attivazione delle nuove Case e degli Ospedali di Comunità rendono, secondo la Cisl, indispensabile una programmazione delle assunzioni.

Per Pastore, il funzionamento dei servizi non può essere garantito soltanto attraverso continui spostamenti del personale da una struttura all'altra, senza affrontare il problema del numero di lavoratori effettivamente disponibili.

Possibili nuove manifestazioni dei precari

La vertenza resta aperta soprattutto per i dipendenti e i professionisti dell'Asl Salerno, dove permane lo stato di agitazione. In assenza di risposte, la mobilitazione potrebbe proseguire attraverso assemblee nei presidi sanitari e nuove manifestazioni pubbliche.

Le organizzazioni sindacali chiedono alle istituzioni locali e regionali di intervenire per favorire una soluzione condivisa, partendo dalla definizione di un piano dei fabbisogni del personale che rispecchi le effettive necessità dei servizi.

A questa richiesta si aggiunge quella di un cronoprogramma preciso per le assunzioni, capace di offrire prospettive certe ai lavoratori che da anni contribuiscono al funzionamento della sanità pubblica provinciale.

Condividi

Leggi anche