Inchiesta

Consumo di suolo nel Salernitano: la provincia maglia nera in Campania per l'incremento di cemento con 270 ettari in più

Occhio di Salerno
Consumo di suolo nel Salernitano: la provincia maglia nera in Campania per l'incremento di cemento con 270 ettari in più
Un incremento netto e preoccupante della superficie cementificata che posiziona il territorio salernitano ai vertici regionali e nazionali per consumo di suolo. È la fotografia scattata dall'ultimo rapporto Ispra-Snpa, rielaborato da Legambiente Campania, che analizza l'avanzamento dell'impermeabilizzazione territoriale nel corso del 2025.

Se la Città Metropolitana di Napoli detiene la percentuale più alta di superficie ricoperta da asfalto e strutture artificiali, spetta alla provincia di Salerno il primato negativo per la crescita assoluta, con ben 270 ettari di nuovo suolo consumato nell'arco di un solo anno, staccando Caserta che si ferma a 181 ettari.

Consumo di suolo nel Salernitano: la provincia maglia nera in Campania

Il dettaglio sui singoli contesti comunali mostra come le città con la maggiore espansione di aree artificializzate si concentrino proprio nella Piana del Sele e nell'entroterra salernitano. Al netto degli impianti fotovoltaici, la classifica dei maggiori incrementi regionali è guidata dal comune di Campagna con 51 ettari di nuova copertura, seguito a breve distanza da Battipaglia con 44 ettari ed Eboli con 34 ettari. Un fenomeno che tocca da vicino anche le aree sottoposte a tutela ambientale: il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni registra infatti l'incremento di consumo territoriale più elevato d'Italia tra i parchi nazionali, con 8,68 ettari di nuovo suolo artificializzato.

I dati evidenziano la necessità di invertire la rotta per proteggere il patrimonio naturale della provincia di Salerno e mitigare il rischio idrogeologico e climatico. Come sottolineato dalla presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, la priorità deve diventare il recupero del patrimonio immobiliare vuoto o sottoutilizzato e la rigenerazione degli spazi dismessi, abbandonando le politiche di espansione edilizia a favore della tutela dei suoli e della pianificazione urbana sostenibile.
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