Salernitana, Di Bari verso la sfida contro l'Inter U23: «Dobbiamo alzare l'intensità e ritrovare la scintilla»
Occhio di SalernoPubblicato il

In vista del match di campionato di sabato tra Inter U23 e Salernitana, l'allenatore granata Vito Di Bari ha fatto il punto sulla situazione della squadra in conferenza stampa, affrontando i temi relativi alla preparazione atletica, le scelte sui singoli, l'analisi dell'avversario e le impressioni sul club di Salerno.
Passando all'analisi dei singoli elementi in rosa, l'allenatore si è espresso così: «Contro il Savoia abbiamo ritrovato Heinz che ha fatto una partita importante, poi è andato un po’ in debito nel secondo tempo ma era normale perchè rientrava da un lungo periodo di stop forzato. Credo che Llano sia un ottimo giocatore, capace di fare diversi ruoli sulla fascia. De Boer è rientrato ed è un recupero importante, anche numericamente, in mezzo al campo. Ci tengo a ringraziare anche Gyabuaa per la disponibilità offerta nella scorsa partita pur senza essersi mai allenato. Nella ripresa ci siamo allungati e credo sia stato difficile reggere il centrocampo a due. Ghiglione? Paolo è un ragazzo serio, che lavora tutti i giorni con noi e si impegna. Al momento è fuori lista. Se la società decidesse di fare scelte diverse, non ci sarebbero problemi da parte mia».
Spazio poi alle caratteristiche dell'avversario da affrontare: «Ci sono 4 ragazzi over 30 nell’Inter, ha un organico importante, che corre tanto. Ci sono aspetti positivi dalla partita col Savoia, dobbiamo ripartire da quelli e lavorare per migliorare. Serve ritrovare e riaccendere la scintilla, apprezzo e ringrazio tutti i ragazzi per la loro disponibilità».
Di Bari si è soffermato anche sui primi passi nella piazza salernitana e sull'accoglienza trovata in società: «Sono onorato di essere qui, da me si avrà sempre il giusto rispetto. Mi prenderò le responsabilità del mio lavoro, anche e soprattutto negli errori. Ho trovato un ambiente, per quanto il mio background sia da novizio, davvero incredibile: c’è un ottimo centro sportivo, tanta gente che lavora quotidianamente per il club. Questo ambiente desidero tenermelo stretto. La mia dedizione è totale. Ringrazio Giuseppe Scurto, Valerio Visconti, Sandro Antonini, Marco Celia e Vincenzo Laurino che facevano già parte dello staff e mi hanno accolto benissimo, mi stanno aiutando e supportando. Sono davvero felice di tutto quello che sto vedendo, ringrazio la società tutta pubblicamente, perché c’è grande unione».
In conclusione, l'attenzione si è spostata sui dati tattici e sull'aspetto psicologico del gruppo: «Dobbiamo alzare l’indice di dinamicità, che è un dato importante. Ovviamente le caratteristiche dei calciatori non sono tutte uguali. Il dato in Serie C in media è di 20,8%, noi abbiamo raggiunto il 18% nella scorsa partita. Dobbiamo alzare il livello, provare ad andare in avanti e sfruttare gli spazi. Abbiamo i calciatori per fare ciò. Il peso psicologico del risultato non è semplice da gestire e se consideriamo ciò dobbiamo essere consci che le gambe non vanno mai da sole ma serve anche la testa».
Salernitana, Di Bari verso la sfida contro l'Inter U23
«Nei primi due giorni della settimana abbiamo lavorato molto sull’alta intensità: secondo me questa squadra ne ha bisogno tanto. Solo oggi abbiamo iniziato a preparare nello specifico la partita di sabato e abbiamo ancora un allenamento per lavorare. Ho conosciuto il patron Iervolino, ho potuto apprezzare l’alto spessore della sua persona. È stata una chiacchierata molto piacevole, è dispiaciuto anche lui del momento e ha cercato di motivarci», ha esordito il tecnico.Passando all'analisi dei singoli elementi in rosa, l'allenatore si è espresso così: «Contro il Savoia abbiamo ritrovato Heinz che ha fatto una partita importante, poi è andato un po’ in debito nel secondo tempo ma era normale perchè rientrava da un lungo periodo di stop forzato. Credo che Llano sia un ottimo giocatore, capace di fare diversi ruoli sulla fascia. De Boer è rientrato ed è un recupero importante, anche numericamente, in mezzo al campo. Ci tengo a ringraziare anche Gyabuaa per la disponibilità offerta nella scorsa partita pur senza essersi mai allenato. Nella ripresa ci siamo allungati e credo sia stato difficile reggere il centrocampo a due. Ghiglione? Paolo è un ragazzo serio, che lavora tutti i giorni con noi e si impegna. Al momento è fuori lista. Se la società decidesse di fare scelte diverse, non ci sarebbero problemi da parte mia».
Spazio poi alle caratteristiche dell'avversario da affrontare: «Ci sono 4 ragazzi over 30 nell’Inter, ha un organico importante, che corre tanto. Ci sono aspetti positivi dalla partita col Savoia, dobbiamo ripartire da quelli e lavorare per migliorare. Serve ritrovare e riaccendere la scintilla, apprezzo e ringrazio tutti i ragazzi per la loro disponibilità».
Di Bari si è soffermato anche sui primi passi nella piazza salernitana e sull'accoglienza trovata in società: «Sono onorato di essere qui, da me si avrà sempre il giusto rispetto. Mi prenderò le responsabilità del mio lavoro, anche e soprattutto negli errori. Ho trovato un ambiente, per quanto il mio background sia da novizio, davvero incredibile: c’è un ottimo centro sportivo, tanta gente che lavora quotidianamente per il club. Questo ambiente desidero tenermelo stretto. La mia dedizione è totale. Ringrazio Giuseppe Scurto, Valerio Visconti, Sandro Antonini, Marco Celia e Vincenzo Laurino che facevano già parte dello staff e mi hanno accolto benissimo, mi stanno aiutando e supportando. Sono davvero felice di tutto quello che sto vedendo, ringrazio la società tutta pubblicamente, perché c’è grande unione».
In conclusione, l'attenzione si è spostata sui dati tattici e sull'aspetto psicologico del gruppo: «Dobbiamo alzare l’indice di dinamicità, che è un dato importante. Ovviamente le caratteristiche dei calciatori non sono tutte uguali. Il dato in Serie C in media è di 20,8%, noi abbiamo raggiunto il 18% nella scorsa partita. Dobbiamo alzare il livello, provare ad andare in avanti e sfruttare gli spazi. Abbiamo i calciatori per fare ciò. Il peso psicologico del risultato non è semplice da gestire e se consideriamo ciò dobbiamo essere consci che le gambe non vanno mai da sole ma serve anche la testa».

