Cronaca

Rocca Cilento, vende la casa di famiglia per aiutare i bambini di Gaza: il ricavato sarà donato a Medici Senza Frontiere

Martina FrancionePubblicato il
Rocca Cilento, vende la casa di famiglia per aiutare i bambini di Gaza: il ricavato sarà donato a Medici Senza Frontiere
Una dimora storica del Seicento, una cappella settecentesca e un giardino che custodisce i ricordi di un'intera famiglia. A Rocca Cilento, nel Salernitano, una donna anziana ha deciso di mettere in vendita la propria proprietà per una ragione che va oltre qualsiasi interesse economico: destinare l'intero ricavato a Medici Senza Frontiere per aiutare i bambini di Gaza. Una scelta di solidarietà che lega la storia di un antico palazzo del Cilento al dramma umanitario vissuto dalla popolazione palestinese. La sua storia è stata condivisa da Francesco Pio Figliola, agente immobiliare specializzato nella compravendita di immobili di prestigio nel Cilento. 

Rocca Cilento, Eugenia mette in vendita la casa per aiutare i bambini di Gaza

La protagonista di questa storia si chiama Eugenia. La donna ha scelto di rinunciare al valore economico di un immobile profondamente legato alla propria storia familiare, con l'intenzione di trasformarlo in un contributo concreto alle attività umanitarie.

La sua volontà è destinare tutto il denaro che otterrà dalla vendita a Medici Senza Frontiere, organizzazione internazionale impegnata nell'assistenza sanitaria alle popolazioni colpite da guerre, emergenze e crisi umanitarie.

«Tutto quello che ricavo dalla vendita di questa casa andrà a Medici Senza Frontiere per i bambini di Gaza», racconta Eugenia, spiegando di voler conoscere anche la destinazione che sarà data alle risorse. Il desiderio della donna è che il contributo possa essere utilizzato per realizzare un ospedale o un'altra struttura sanitaria, offrendo cure e assistenza ai più piccoli.

La storia raccontata dall'agente immobiliare Francesco Pio Figliola

A rendere pubblica la vicenda è stato Francesco Pio Figliola, agente immobiliare specializzato nella compravendita di immobili di prestigio nel Cilento, al quale è stato affidato l'incarico di seguire la vendita.

L'agente ha condiviso sui propri canali social alcuni video nel quale la proprietaria racconta personalmente le ragioni della sua decisione. Una storia che ha colpito anche il professionista, abituato a occuparsi di immobili di particolare valore storico e architettonico, ma che non aveva mai incontrato una scelta di questo genere.

«Nella mia carriera ho avuto modo di conoscere tante persone e di occuparmi di immobili di grande valore, ma non mi era mai capitato di incontrare un gesto così importante», racconta Figliola. L'agente immobiliare ha spiegato di essere rimasto profondamente colpito dalla volontà della donna di destinare il ricavato di un bene tanto personale a una causa umanitaria.

Per questo ha deciso di raccontarne pubblicamente la storia, con l'obiettivo di far conoscere un gesto che, attraverso la vendita dell'immobile, potrebbe tradursi in un sostegno alle persone in difficoltà.

Un palazzo del Seicento e una cappella del 1751: la storia della proprietà

La casa che Eugenia ha deciso di vendere non è un immobile qualsiasi. Si tratta di una proprietà storica situata a Rocca Cilento, caratterizzata da elementi architettonici e testimonianze che attraversano diversi secoli.

Il complesso comprende un antico palazzo risalente al Seicento e una cappella dedicata a San Giuseppe. La presenza dell'edificio religioso è documentata già nel 1751, quando un vescovo, durante una visita pastorale, registrò l'esistenza della cappella voluta dal marchese Granito.

Un patrimonio che conserva quindi non soltanto il valore materiale di una dimora d'epoca, ma anche una parte della storia del territorio cilentano. Accanto agli ambienti del palazzo e alla cappella, la proprietà comprende uno spazio verde che custodisce ricordi particolarmente significativi per la famiglia.

L'albero piantato dal padre nel giorno del matrimonio

Tra gli elementi più personali della proprietà c'è un orto nel quale crescono un noce, un ciliegio e un albero di loti. Quest'ultimo fu piantato nel 1949 dal padre di Eugenia, in occasione del proprio matrimonio.

Un gesto che, a distanza di decenni, continua a rappresentare un legame con le generazioni precedenti e con la storia familiare della proprietaria. Sono proprio questi ricordi a rendere la decisione ancora più significativa. Eugenia ha scelto di mettere in vendita un luogo che conserva testimonianze della vita dei suoi cari, rinunciando al ricavato per destinarlo a un'iniziativa di solidarietà.

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