ColtivaItalia, via libera definitivo del Parlamento al piano da oltre 1,1 miliardi: tutti gli interventi previsti per il settore agricolo
Alessia BenincasaPubblicato il

Il Senato della Repubblica ha dato il proprio assenso al disegno di legge ColtivaItalia. Il ministro Lollobrigida: «Più di un miliardo e cento milioni di euro per rendere il comparto agricolo italiano più solido, affrontare le sue fragilità e garantire la qualità delle produzioni nazionali, a disposizione dei cittadini italiani e dei mercati internazionali».
«Il Senato della Repubblica ha approvato oggi ColtivaItalia senza alcun voto contrario, una proposta da me presentata nel 2025. Si tratta di oltre un miliardo e cento milioni di euro per finanziare interventi a favore dell'agricoltura italiana, rafforzarne la struttura, affrontare le problematiche esistenti e assicurare al Paese la possibilità di tutelare le proprie produzioni di eccellenza, rendendole disponibili ai cittadini e al resto del mondo. È un traguardo significativo, che conferma come, anche in una fase di acceso dibattito politico, si possa raggiungere un'intesa su un comparto essenziale per l'economia nazionale, la sicurezza alimentare e la salvaguardia del territorio», ha dichiarato il ministro.
Sono stati messi a disposizione 300 milioni di euro per investimenti finalizzati all'acquisto di prodotti agricoli, al consolidamento delle filiere territoriali e al miglioramento della competitività aziendale. Particolare attenzione sarà riservata alle coltivazioni strategiche e all'allevamento di vitelli appartenenti a razze autoctone.
Il Fondo per la sovranità alimentare riceverà ulteriori 70 milioni di euro, destinati a sostenere comparti in difficoltà come quelli del grano tenero, dell'orzo, del mais e delle proteine vegetali. Per la zootecnia sono previsti altri 300 milioni di euro attraverso il programma Allevamento Italia. I finanziamenti serviranno a contenere il ricorso alle importazioni e a potenziare la produzione italiana di carne bovina e il sistema vacca-vitello. Nel corso dell'iter parlamentare, le misure sono state ampliate anche alle strutture dedicate all'allevamento.
Al settore olivicolo saranno assegnati 300 milioni di euro per sostenere le aziende, contrastare le malattie delle piante e realizzare gli interventi contemplati dal nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030.
Per salvaguardare gli uliveti, viene inoltre stabilito che non sarà possibile estirpare gli alberi destinati alla produzione di olio DOP e IGP per installare impianti fotovoltaici o eolici. Resta consentito il reimpianto degli ulivi nella medesima area oppure in zone limitrofe.
Per la filiera dei cereali sono invece previsti 10 milioni di euro a favore degli accordi di filiera relativi al frumento. Il testo introduce anche un credito d'imposta compreso tra il 20% e il 40% per i contratti con una durata dai tre ai cinque anni, così da assicurare maggiore certezza sui prezzi e stabilità ai guadagni degli agricoltori.
A disposizione ci saranno inoltre 8.417 ettari di terreni individuati da ISMEA. I giovani di età compresa tra 18 e 41 anni potranno usufruirne gratuitamente in comodato per dieci anni e, una volta terminato questo periodo, avranno la facoltà di acquistarli versando la metà del loro valore iniziale.
Tra le novità figura anche la Banca comunale delle terre, attraverso la quale le amministrazioni locali potranno individuare i terreni non utilizzati e renderli disponibili. L'obiettivo è riportare alla produzione le aree abbandonate, frenare il progressivo spopolamento e contribuire a prevenire il dissesto idrogeologico.
Il CREA procederà all'assunzione di 50 nuovi addetti da impiegare nella ricerca. Sono previsti inoltre finanziamenti per le aziende agricole sperimentali dello stesso CREA e degli Istituti agrari, attraverso progetti che riguarderanno l'agromeccanica di precisione, l'intelligenza artificiale, i sensori avanzati e la meccatronica.
È stata introdotta anche una moratoria sui mutui destinata alle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura che nel 2025 hanno subito conseguenze economiche a causa di epizoozie e fitopatie. La misura intende aiutarle a mantenere la propria stabilità finanziaria.
Per contrastare la Peste suina africana sono stati assegnati 1 milione di euro agli interventi di prevenzione, biosicurezza e sostegno alle aziende, ai quali si aggiungono 3 milioni destinati alle attività di macellazione.
Tra le iniziative figurano il rafforzamento della sorveglianza e delle misure di biosicurezza, anche attraverso la costruzione di recinzioni e installazioni provvisorie per impedire gli spostamenti dei cinghiali. Sono previsti inoltre aiuti alle imprese della filiera suinicola per congelare e conservare le carni provenienti dalle zone interessate dalle restrizioni.
In materia di pratiche commerciali scorrette, l'autorità incaricata dei controlli potrà ora inviare una diffida quando vengono riscontrate irregolarità che possono essere corrette. Le imprese avranno 60 giorni per mettersi in regola e concludere la procedura pagando una sanzione ridotta a un terzo dell'importo minimo stabilito dalla normativa.
Per intensificare le verifiche sui prodotti ittici importati sono stati stanziati 1,79 milioni di euro. I fondi serviranno a migliorare i controlli sui certificati di cattura e a rafforzare il Nucleo Centrale Pesca Marittima, formato da 20 militari della Guardia Costiera.
Verrà inoltre realizzato un archivio nazionale dei profili analitici di autenticità, finanziato con 650mila euro. La banca dati consentirà di verificare l'origine geografica, la varietà e la composizione dei prodotti alimentari.
Il provvedimento modifica anche le regole per la raccolta dei tartufi nelle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie. La disciplina viene rafforzata e ai gestori viene riconosciuta la facoltà di stabilire le modalità e le condizioni per la raccolta. Sono previste sanzioni specifiche in caso di inosservanza, con l'intento di rendere più efficaci i controlli e garantire una gestione regolamentata e sostenibile delle risorse tartufigene.
Altre disposizioni riguardano la produzione nazionale di aceto. Non sarà più consentito utilizzare la denominazione «aceto» per prodotti ottenuti attraverso processi di sintesi e non da materie prime agricole. Sull'etichetta dovrà inoltre essere riportata la materia agricola utilizzata, con la dicitura «aceto di...».
In particolare, le istruttorie svolte dai Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) avranno immediata efficacia per tutte le pratiche che non necessitano di valutazioni discrezionali. La disposizione punta a rendere più rapida ed efficiente la realizzazione degli interventi, diminuendo i tempi di attesa per le imprese.
Con il voto definitivo del Senato si chiude quindi l'iter parlamentare di ColtivaItalia, il programma che mette a disposizione dell'agricoltura italiana risorse e misure che riguardano il sostegno alle filiere, il ricambio generazionale, l'innovazione, la gestione delle emergenze, la protezione del Made in Italy e la semplificazione amministrativa.
ColtivaItalia, via libera definitivo del Parlamento al piano da oltre 1,1 miliardi: tutti gli interventi previsti per il settore agricolo
Il Senato della Repubblica ha dato il proprio assenso al disegno di legge ColtivaItalia, con 76 voti favorevoli e nessuna opposizione. Presentato nel 2025 dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, il testo ha così concluso il suo percorso parlamentare, prevedendo uno stanziamento complessivo di 1.184,3 milioni di euro. L'iniziativa mira a consolidare il sistema agricolo nazionale, sostenere le filiere considerate strategiche e favorire la crescita e la capacità competitiva delle aziende.«Il Senato della Repubblica ha approvato oggi ColtivaItalia senza alcun voto contrario, una proposta da me presentata nel 2025. Si tratta di oltre un miliardo e cento milioni di euro per finanziare interventi a favore dell'agricoltura italiana, rafforzarne la struttura, affrontare le problematiche esistenti e assicurare al Paese la possibilità di tutelare le proprie produzioni di eccellenza, rendendole disponibili ai cittadini e al resto del mondo. È un traguardo significativo, che conferma come, anche in una fase di acceso dibattito politico, si possa raggiungere un'intesa su un comparto essenziale per l'economia nazionale, la sicurezza alimentare e la salvaguardia del territorio», ha dichiarato il ministro.
Fondi e interventi a sostegno delle filiere agricole
Una quota rilevante dei finanziamenti sarà impiegata per consolidare le principali filiere produttive e limitare i rischi connessi alla disponibilità di materie prime alimentari. L'intento è assicurare prodotti di qualità a prezzi sostenibili, aiutare i settori maggiormente in difficoltà e incrementare produzione, esportazioni, valore economico e posti di lavoro.Sono stati messi a disposizione 300 milioni di euro per investimenti finalizzati all'acquisto di prodotti agricoli, al consolidamento delle filiere territoriali e al miglioramento della competitività aziendale. Particolare attenzione sarà riservata alle coltivazioni strategiche e all'allevamento di vitelli appartenenti a razze autoctone.
Il Fondo per la sovranità alimentare riceverà ulteriori 70 milioni di euro, destinati a sostenere comparti in difficoltà come quelli del grano tenero, dell'orzo, del mais e delle proteine vegetali. Per la zootecnia sono previsti altri 300 milioni di euro attraverso il programma Allevamento Italia. I finanziamenti serviranno a contenere il ricorso alle importazioni e a potenziare la produzione italiana di carne bovina e il sistema vacca-vitello. Nel corso dell'iter parlamentare, le misure sono state ampliate anche alle strutture dedicate all'allevamento.
Al settore olivicolo saranno assegnati 300 milioni di euro per sostenere le aziende, contrastare le malattie delle piante e realizzare gli interventi contemplati dal nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030.
Per salvaguardare gli uliveti, viene inoltre stabilito che non sarà possibile estirpare gli alberi destinati alla produzione di olio DOP e IGP per installare impianti fotovoltaici o eolici. Resta consentito il reimpianto degli ulivi nella medesima area oppure in zone limitrofe.
Per la filiera dei cereali sono invece previsti 10 milioni di euro a favore degli accordi di filiera relativi al frumento. Il testo introduce anche un credito d'imposta compreso tra il 20% e il 40% per i contratti con una durata dai tre ai cinque anni, così da assicurare maggiore certezza sui prezzi e stabilità ai guadagni degli agricoltori.
Ricambio generazionale, 150 milioni per giovani e imprenditrici
Il programma comprende anche misure per agevolare l'ingresso dei giovani nel settore agricolo e incentivare le attività imprenditoriali gestite da donne. Per favorire l'accesso ai finanziamenti da parte di queste categorie sono stati stanziati 150 milioni di euro. Il 65% della somma sarà utilizzato per concedere mutui, mentre il restante 35% verrà distribuito sotto forma di contributi non soggetti a restituzione.A disposizione ci saranno inoltre 8.417 ettari di terreni individuati da ISMEA. I giovani di età compresa tra 18 e 41 anni potranno usufruirne gratuitamente in comodato per dieci anni e, una volta terminato questo periodo, avranno la facoltà di acquistarli versando la metà del loro valore iniziale.
Tra le novità figura anche la Banca comunale delle terre, attraverso la quale le amministrazioni locali potranno individuare i terreni non utilizzati e renderli disponibili. L'obiettivo è riportare alla produzione le aree abbandonate, frenare il progressivo spopolamento e contribuire a prevenire il dissesto idrogeologico.
Ricerca, digitalizzazione e innovazione tecnologica
ColtivaItalia prevede anche il potenziamento delle attività scientifiche, della trasformazione digitale e dell'impiego di nuove tecnologie. Strumenti ritenuti indispensabili per aggiornare il comparto agricolo e aumentarne la competitività.Il CREA procederà all'assunzione di 50 nuovi addetti da impiegare nella ricerca. Sono previsti inoltre finanziamenti per le aziende agricole sperimentali dello stesso CREA e degli Istituti agrari, attraverso progetti che riguarderanno l'agromeccanica di precisione, l'intelligenza artificiale, i sensori avanzati e la meccatronica.
Xylella, peste suina e sospensione dei mutui: gli interventi per le emergenze
Il disegno di legge comprende diverse iniziative per fronteggiare le criticità che interessano l'agricoltura e il comparto degli allevamenti. Per contenere la Xylella sarà nominato un Commissario straordinario nazionale, con incarico fino al 31 dicembre 2028. Dovrà coordinare le amministrazioni locali, le attività di ricerca e le operazioni urgenti. A supportarlo sarà una struttura formata da cinque unità e tre sub-commissari. Per il funzionamento di questo sistema sono stati previsti 3 milioni di euro.È stata introdotta anche una moratoria sui mutui destinata alle imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura che nel 2025 hanno subito conseguenze economiche a causa di epizoozie e fitopatie. La misura intende aiutarle a mantenere la propria stabilità finanziaria.
Per contrastare la Peste suina africana sono stati assegnati 1 milione di euro agli interventi di prevenzione, biosicurezza e sostegno alle aziende, ai quali si aggiungono 3 milioni destinati alle attività di macellazione.
Tra le iniziative figurano il rafforzamento della sorveglianza e delle misure di biosicurezza, anche attraverso la costruzione di recinzioni e installazioni provvisorie per impedire gli spostamenti dei cinghiali. Sono previsti inoltre aiuti alle imprese della filiera suinicola per congelare e conservare le carni provenienti dalle zone interessate dalle restrizioni.
Controlli rafforzati e difesa delle produzioni Made in Italy
Un'ulteriore area di intervento riguarda la protezione delle produzioni italiane, attraverso verifiche più efficaci, maggiore trasparenza e strumenti in grado di accertare la provenienza e l'autenticità degli alimenti.In materia di pratiche commerciali scorrette, l'autorità incaricata dei controlli potrà ora inviare una diffida quando vengono riscontrate irregolarità che possono essere corrette. Le imprese avranno 60 giorni per mettersi in regola e concludere la procedura pagando una sanzione ridotta a un terzo dell'importo minimo stabilito dalla normativa.
Per intensificare le verifiche sui prodotti ittici importati sono stati stanziati 1,79 milioni di euro. I fondi serviranno a migliorare i controlli sui certificati di cattura e a rafforzare il Nucleo Centrale Pesca Marittima, formato da 20 militari della Guardia Costiera.
Verrà inoltre realizzato un archivio nazionale dei profili analitici di autenticità, finanziato con 650mila euro. La banca dati consentirà di verificare l'origine geografica, la varietà e la composizione dei prodotti alimentari.
Il provvedimento modifica anche le regole per la raccolta dei tartufi nelle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie. La disciplina viene rafforzata e ai gestori viene riconosciuta la facoltà di stabilire le modalità e le condizioni per la raccolta. Sono previste sanzioni specifiche in caso di inosservanza, con l'intento di rendere più efficaci i controlli e garantire una gestione regolamentata e sostenibile delle risorse tartufigene.
Altre disposizioni riguardano la produzione nazionale di aceto. Non sarà più consentito utilizzare la denominazione «aceto» per prodotti ottenuti attraverso processi di sintesi e non da materie prime agricole. Sull'etichetta dovrà inoltre essere riportata la materia agricola utilizzata, con la dicitura «aceto di...».
Enoturismo e oleoturismo, stanziati 9,2 milioni per le aziende
Il piano comprende anche iniziative per promuovere le produzioni locali e il turismo connesso alle eccellenze del settore agricolo. Per le attività di enoturismo e oleoturismo sono stati destinati 9,2 milioni di euro. Tra le nuove disposizioni viene inserita l'ospitalità tra i servizi che le aziende agricole possono proporre nell'ambito delle esperienze turistiche legate al vino e all'olio nelle zone rurali. Una possibilità che amplia le occasioni di crescita e diversificazione delle attività imprenditoriali.Procedure amministrative più semplici e tempi ridotti
L'ultima parte del provvedimento è dedicata alla riduzione degli adempimenti burocratici, con l'obiettivo di velocizzare le procedure, semplificare l'attività delle aziende agricole e rendere più agevole l'accesso ai finanziamenti pubblici.In particolare, le istruttorie svolte dai Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) avranno immediata efficacia per tutte le pratiche che non necessitano di valutazioni discrezionali. La disposizione punta a rendere più rapida ed efficiente la realizzazione degli interventi, diminuendo i tempi di attesa per le imprese.
Con il voto definitivo del Senato si chiude quindi l'iter parlamentare di ColtivaItalia, il programma che mette a disposizione dell'agricoltura italiana risorse e misure che riguardano il sostegno alle filiere, il ricambio generazionale, l'innovazione, la gestione delle emergenze, la protezione del Made in Italy e la semplificazione amministrativa.




