Legge elettorale, Guglielmo Scarlato presenta ricorso contro lo “Stabilicum” al Tribunale di Salerno

Guglielmo Scarlato presenta ricorso contro lo “Stabilicum” al Tribunale di Salerno. Contestati il bonus di seggi alla maggioranza, le liste con candidati predeterminati e il possibile rafforzamento del controllo delle dirigenze dei partiti sulle elezioni. Lo riporta SalernoToday.
Tra gli elementi messi in discussione figurano i candidati collocati in testa alle liste senza possibilità di scelta diretta da parte degli elettori, il premio attribuito alla coalizione vincente, le misure a tutela dell’alternanza tra uomini e donne, i criteri per distribuire i seggi al Senato e la designazione anticipata del candidato alla guida del Governo, che potrebbe incidere sulle competenze del Presidente della Repubblica.
L’attenzione si concentra anche sulle sottoscrizioni richieste per presentare le nuove liste elettorali, ritenute dai promotori un possibile impedimento alla partecipazione. L’auspicio è che il Tribunale consideri le questioni presentate non manifestamente infondate e scelga quindi di trasmetterle alla Corte costituzionale, affinché possano essere valutate prima della prossima consultazione elettorale.
Secondo il promotore, l’azione non è motivata dalla preferenza per una specifica formula elettorale, ma dalla necessità che le norme sulla rappresentanza siano pienamente coerenti con i principi costituzionali.
«Non chiediamo al giudice di scegliere una legge elettorale sulla base di un orientamento politico. Gli chiediamo di accertare se la normativa varata dal Parlamento sia effettivamente conforme alla Costituzione», dichiara Scarlato. E aggiunge che «il diritto di voto non può limitarsi alla possibilità di indicare un simbolo, lasciando ai vertici dei partiti la decisione su chi entrerà in Parlamento».
Il presidente dell’associazione richiama inoltre le attività portate avanti negli ultimi anni, tra iniziative pubbliche, convegni, manifestazioni e occasioni di studio giuridico. Un percorso sviluppato, spiega, disponendo di mezzi economici contenuti, ma con l’intento di mantenere viva la discussione sulle norme che regolano la composizione delle Camere.
Scarlato fa riferimento anche ad azioni giudiziarie simili che, stando a quanto riferisce, sono state avviate in diversi tribunali italiani da professori universitari, giuristi, specialisti e rappresentanti della società civile.
«Ci siamo ritrovati non perché condividessimo ogni opinione, ma perché abbiamo individuato un obiettivo prioritario comune: la democrazia costituzionale deve prevalere sugli interessi delle singole parti», sottolinea.
Scarlato chiarisce che il deposito del ricorso non conclude il percorso e che al momento non è possibile prevedere come si svilupperà la vicenda. L’azione legale, infatti, non equivale a una decisione sulla validità della legge, ma mira a ottenere un esame delle questioni di legittimità costituzionale sollevate.
«Presentare un ricorso non significa aver ottenuto una sentenza: non conosciamo la decisione che prenderà il Tribunale, né l’eventuale esito di un successivo giudizio della Corte costituzionale», osserva l’avvocato salernitano, spiegando di aver ritenuto necessario ricorrere agli strumenti previsti per sottoporre i punti critici alle autorità competenti.
Il suo intervento si conclude con un invito a continuare l’impegno civico per arrivare a una disciplina elettorale che consenta ai cittadini di esercitare un ruolo concreto nella scelta dei propri rappresentanti.
«Il Parlamento deve tornare a rispecchiare realmente la volontà dei cittadini, anziché derivare da decisioni incontestabili prese dalle direzioni dei partiti», afferma Scarlato. Che ribadisce: «Perché votare non significa consegnare ai partiti un mandato senza limiti. Perché la Costituzione non è una norma da eludere, ma il riferimento condiviso da rispettare. Perché una democrazia in cui gli elettori non possono scegliere i propri rappresentanti rischia gradualmente di mantenere l’apparenza, perdendo ciò che la rende sostanziale». L’iniziativa prosegue quindi con il ricorso presentato a Salerno, nuova fase di un percorso che intende riportare nel dibattito pubblico il rapporto tra cittadini, organizzazioni politiche e istituzioni.
Legge elettorale, Guglielmo Scarlato presenta ricorso contro lo “Stabilicum” al Tribunale di Salerno
Un’iniziativa giudiziaria davanti al Tribunale di Salerno punta a ottenere una verifica della compatibilità costituzionale dello Stabilicum, il nuovo sistema elettorale, e a riportare al centro dell’attenzione il diritto degli elettori di individuare direttamente chi li rappresenterà in Parlamento. A promuoverla è Guglielmo Scarlato, presidente e portavoce dell’Associazione Vincenzo Scarlato, impegnato da tre anni, insieme al Comitato per la Riforma della legge elettorale, in un’azione civica inizialmente rivolta contro il Rosatellum e successivamente contro il nuovo meccanismo.Le questioni sottoposte al giudice
Il procedimento intende portare all’esame del magistrato ordinario diversi aspetti riguardanti la conformità alle norme costituzionali dei criteri utilizzati per comporre le assemblee rappresentative. Scarlato parteciperà alla causa anche personalmente, esercitando il patrocinio in proprio, e sarà affiancato dal professor avvocato Sergio Perongini, dal professor avvocato Armando Lamberti e dall’avvocato Marco De Caro. È inoltre previsto il supporto consultivo del professor Giovanni D’Alessandro, esperto e docente di diritto costituzionale.Tra gli elementi messi in discussione figurano i candidati collocati in testa alle liste senza possibilità di scelta diretta da parte degli elettori, il premio attribuito alla coalizione vincente, le misure a tutela dell’alternanza tra uomini e donne, i criteri per distribuire i seggi al Senato e la designazione anticipata del candidato alla guida del Governo, che potrebbe incidere sulle competenze del Presidente della Repubblica.
L’attenzione si concentra anche sulle sottoscrizioni richieste per presentare le nuove liste elettorali, ritenute dai promotori un possibile impedimento alla partecipazione. L’auspicio è che il Tribunale consideri le questioni presentate non manifestamente infondate e scelga quindi di trasmetterle alla Corte costituzionale, affinché possano essere valutate prima della prossima consultazione elettorale.
La difesa del diritto di rappresentanza
Illustrando le ragioni dell’iniziativa, Scarlato evidenzia la natura trasversale del movimento, al quale hanno aderito persone con percorsi e orientamenti politici diversi, accomunate dalla preoccupazione per la crescente distanza tra la cittadinanza e i propri rappresentanti eletti.Secondo il promotore, l’azione non è motivata dalla preferenza per una specifica formula elettorale, ma dalla necessità che le norme sulla rappresentanza siano pienamente coerenti con i principi costituzionali.
«Non chiediamo al giudice di scegliere una legge elettorale sulla base di un orientamento politico. Gli chiediamo di accertare se la normativa varata dal Parlamento sia effettivamente conforme alla Costituzione», dichiara Scarlato. E aggiunge che «il diritto di voto non può limitarsi alla possibilità di indicare un simbolo, lasciando ai vertici dei partiti la decisione su chi entrerà in Parlamento».
Il presidente dell’associazione richiama inoltre le attività portate avanti negli ultimi anni, tra iniziative pubbliche, convegni, manifestazioni e occasioni di studio giuridico. Un percorso sviluppato, spiega, disponendo di mezzi economici contenuti, ma con l’intento di mantenere viva la discussione sulle norme che regolano la composizione delle Camere.
Scarlato fa riferimento anche ad azioni giudiziarie simili che, stando a quanto riferisce, sono state avviate in diversi tribunali italiani da professori universitari, giuristi, specialisti e rappresentanti della società civile.
Il riconoscimento a chi ha sostenuto il percorso e l’invito a continuare
Nel suo intervento, Scarlato riserva particolare attenzione alle persone che hanno accompagnato le iniziative dell’Associazione Vincenzo Scarlato e del Comitato per la Riforma della legge elettorale. Un’esperienza collettiva che, secondo il promotore, ha superato le divisioni politiche per concentrarsi sulla salvaguardia della democrazia costituzionale.«Ci siamo ritrovati non perché condividessimo ogni opinione, ma perché abbiamo individuato un obiettivo prioritario comune: la democrazia costituzionale deve prevalere sugli interessi delle singole parti», sottolinea.
Scarlato chiarisce che il deposito del ricorso non conclude il percorso e che al momento non è possibile prevedere come si svilupperà la vicenda. L’azione legale, infatti, non equivale a una decisione sulla validità della legge, ma mira a ottenere un esame delle questioni di legittimità costituzionale sollevate.
«Presentare un ricorso non significa aver ottenuto una sentenza: non conosciamo la decisione che prenderà il Tribunale, né l’eventuale esito di un successivo giudizio della Corte costituzionale», osserva l’avvocato salernitano, spiegando di aver ritenuto necessario ricorrere agli strumenti previsti per sottoporre i punti critici alle autorità competenti.
Il suo intervento si conclude con un invito a continuare l’impegno civico per arrivare a una disciplina elettorale che consenta ai cittadini di esercitare un ruolo concreto nella scelta dei propri rappresentanti.
«Il Parlamento deve tornare a rispecchiare realmente la volontà dei cittadini, anziché derivare da decisioni incontestabili prese dalle direzioni dei partiti», afferma Scarlato. Che ribadisce: «Perché votare non significa consegnare ai partiti un mandato senza limiti. Perché la Costituzione non è una norma da eludere, ma il riferimento condiviso da rispettare. Perché una democrazia in cui gli elettori non possono scegliere i propri rappresentanti rischia gradualmente di mantenere l’apparenza, perdendo ciò che la rende sostanziale». L’iniziativa prosegue quindi con il ricorso presentato a Salerno, nuova fase di un percorso che intende riportare nel dibattito pubblico il rapporto tra cittadini, organizzazioni politiche e istituzioni.




