Cronaca

Pronto soccorso in Campania, Fico convoca 39 primari per affrontare il sovraffollamento: al vaglio un piano sulla gestione dei ricoveri

Martina FrancionePubblicato il
Pronto soccorso in Campania, Fico convoca 39 primari per affrontare il sovraffollamento: al vaglio un piano sulla gestione dei ricoveri
La Regione Campania punta a riorganizzare il sistema dell'emergenza sanitaria partendo dal confronto diretto con chi gestisce quotidianamente i pronto soccorso. Il presidente Roberto Fico ha riunito 39 primari per individuare le principali criticità degli ospedali e definire una strategia comune contro il sovraffollamento. Al centro dell'incontro soprattutto le lunghe attese per i ricoveri, un problema che coinvolge l'intera organizzazione ospedaliera e continua a mettere sotto pressione medici, infermieri e pazienti. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Pronto soccorso in Campania: Fico convoca 39 primari per affrontare il problema del sovraffollamento

L'incontro, organizzato nei giorni scorsi, ha riunito i responsabili dei pronto soccorso campani e i vertici degli uffici regionali della Sanità. Al tavolo, insieme al presidente Roberto Fico, che ha mantenuto la delega regionale alla Sanità, erano presenti Ugo Trama, Anna Maria Ferriero e Pietro Buono.

La scelta di convocare direttamente i primari rappresenta un cambiamento nel metodo di confronto con le strutture ospedaliere. In passato, infatti, gli incontri regionali coinvolgevano prevalentemente i direttori generali delle aziende sanitarie, ai quali spettava successivamente trasferire le indicazioni ai responsabili dei reparti.

Questa volta il presidente ha voluto ascoltare direttamente i professionisti impegnati nell'emergenza, raccogliendo informazioni sulle difficoltà comuni e sulle problematiche specifiche dei singoli ospedali. Una modalità di confronto generalmente apprezzata dai medici, che hanno potuto rappresentare le criticità incontrate quotidianamente nell'assistenza ai pazienti.

Pazienti bloccati in pronto soccorso: il problema del boarding

Al centro della riunione è emerso soprattutto il fenomeno del boarding, ovvero la permanenza in pronto soccorso di pazienti per i quali è già stato disposto il ricovero, ma che non possono essere trasferiti nei reparti per mancanza di posti letto disponibili.

Si tratta di una delle principali cause del sovraffollamento ospedaliero. Quando i pazienti restano in attesa di un letto, le aree destinate all'emergenza finiscono per riempirsi, riducendo gli spazi necessari per assistere le persone che arrivano successivamente.

Il personale sanitario si trova così a gestire contemporaneamente nuovi accessi, urgenze, accertamenti diagnostici e pazienti che hanno già concluso la valutazione iniziale. Una situazione che può provocare ritardi, aumentare i carichi di lavoro e rendere più complessa l'organizzazione dell'assistenza.

Durante l'incontro è stato sottolineato che il problema non può essere risolto esclusivamente dai pronto soccorso, perché coinvolge l'intera struttura ospedaliera. La disponibilità dei posti letto, la programmazione delle dimissioni e la gestione dei trasferimenti devono infatti essere coordinate tra i diversi reparti.

La Regione chiede l'applicazione della delibera contro il sovraffollamento

Roberto Fico ha chiesto ai responsabili dell'emergenza quali interventi siano stati effettivamente adottati per applicare la delibera regionale numero 37 del 5 febbraio 2025. Il provvedimento, che recepisce l'accordo Stato-Regioni del 2019, contiene indicazioni per migliorare l'organizzazione del triage, dell'osservazione breve intensiva e dei flussi dei pazienti all'interno degli ospedali. 

Tra le misure previste figurano l'utilizzo di cinque livelli di priorità per il triage e l'adozione di piani aziendali specifici per prevenire e gestire il sovraffollamento. Le strutture devono inoltre individuare funzioni organizzative dedicate alla gestione dei posti letto e delle dimissioni, così da facilitare il trasferimento dei pazienti verso i reparti di destinazione.

La delibera prevedeva l'attuazione delle disposizioni entro sei mesi dalla pubblicazione e un successivo monitoraggio delle prestazioni aziendali da parte della Regione, con il supporto tecnico di Soresa. Il confronto con i primari è servito quindi anche a verificare quali cambiamenti siano stati introdotti e quali ostacoli ne abbiano rallentato l'applicazione.

Tempi di permanenza e osservazione breve intensiva

Tra gli aspetti affrontati figura anche la durata della permanenza dei pazienti nelle strutture di emergenza. Le indicazioni regionali prevedono un limite di otto ore per il percorso ordinario in pronto soccorso e di 44 ore complessive per i pazienti trattenuti in osservazione breve intensiva.

Quest'ultima è destinata a consentire ulteriori accertamenti e trattamenti prima di stabilire se una persona possa essere dimessa oppure debba essere ricoverata. Il suo funzionamento, tuttavia, viene compromesso quando le postazioni restano occupate da pazienti che attendono soltanto il trasferimento in un reparto.

Per garantire un'assistenza adeguata servono quindi spazi disponibili, personale sufficiente e procedure organizzative capaci di assicurare continuità tra pronto soccorso e degenza ospedaliera.

Le altre difficoltà da affrontare

Accanto alle difficoltà nella gestione dei ricoveri, i primari hanno evidenziato anche le problematiche legate agli organici. La carenza di personale, i turni particolarmente impegnativi e l'aumento dei carichi assistenziali rappresentano ulteriori elementi di pressione per i reparti di emergenza.

Tra i temi affrontati figurano anche il burnout degli operatori sanitari e gli episodi di aggressione, che contribuiscono a rendere più complesso il lavoro quotidiano. Il sovraffollamento influisce inoltre sulla possibilità di garantire un'adeguata comunicazione con i familiari dei pazienti. 

Le soluzioni dovranno quindi tenere conto non soltanto dell'organizzazione dei posti letto, ma anche delle risorse effettivamente disponibili e delle esigenze delle diverse strutture, comprese quelle che gestiscono l'emergenza pediatrica.

Verso un tavolo ristretto con i rappresentanti dei primari

Il confronto non si esaurirà con la riunione dei 39 responsabili dell'emergenza. È infatti prevista la costituzione di un tavolo ristretto, al quale parteciperà una delegazione dei primari, per approfondire le criticità emerse e individuare possibili interventi.

L'obiettivo è arrivare a una gestione più coordinata del sistema dell'emergenza-urgenza, verificando l'effettiva applicazione delle disposizioni regionali e le necessità dei singoli ospedali. Resta centrale la richiesta di risorse adeguate, indispensabili per tradurre le indicazioni organizzative in miglioramenti concreti per pazienti e personale sanitario.

Parallelamente, il presidente della Regione ha incontrato a Palazzo Santa Lucia anche i sindaci di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese per affrontare la questione della riorganizzazione dei punti nascita, altro tema particolarmente delicato per la sanità campana.

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