Punto nascita di Sapri a rischio chiusura, la Cgil lancia l'ultimatum: «Se il 2 novembre non arrivano risposte, sciopero di tutto l'ospedale»

Punto nascita di Sapri a rischio chiusura, la Cgil pronta allo sciopero: vertice il 2 novembre
La decisione dell'Asl Salerno di disporre la cessazione delle attività del punto nascita dell'ospedale Immacolata continua a suscitare preoccupazione nel Golfo di Policastro. La FP Cgil Salerno interviene sulla vicenda chiedendo che il confronto istituzionale convocato per lunedì possa portare all'individuazione di una soluzione concreta, capace di garantire la continuità del servizio.
Il sindacato concentra la propria attenzione sull'appuntamento del 2 novembre, quando il presidente Roberto Fico incontrerà i sindaci dei Comuni coinvolti dai provvedimenti di chiusura dei punti nascita. Oltre a Sapri, il confronto riguarderà anche Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.
L'organizzazione sindacale sottolinea che al tavolo non è prevista la presenza delle rappresentanze dei lavoratori e dei comitati civici impegnati nella difesa delle strutture sanitarie. Un'assenza che non riduce, tuttavia, le aspettative riposte nell'incontro, considerato un passaggio fondamentale per il futuro dell'assistenza materno-infantile sul territorio.
L'appello a Roberto Fico: «È il momento di dare seguito agli impegni»
La FP Cgil richiama le dichiarazioni con le quali il presidente della Regione aveva indicato la tutela della sanità pubblica e degli ospedali delle aree interne tra le priorità della propria azione politica.
Secondo il sindacato, il caso di Sapri rappresenta un banco di prova per verificare la possibilità di tradurre quegli impegni in provvedimenti amministrativi. «Da quell'incontro ci aspettiamo l'individuazione immediata di una soluzione tecnica e amministrativa che porti al blocco della chiusura e alla piena riapertura del punto nascita di Sapri», dichiara la FP Cgil Salerno.
L'organizzazione ricorda inoltre che Fico avrebbe più volte sottolineato, durante la campagna elettorale e nei successivi interventi pubblici, l'importanza di salvaguardare i servizi sanitari nei territori periferici. «È il momento di dare seguito a quelle dichiarazioni con atti concreti», sottolinea il sindacato.
La difesa dell'ospedale di Sapri e il diritto delle donne a partorire nel proprio territorio
Al centro della posizione della FP Cgil c'è anche la particolare conformazione geografica dell'area servita dall'ospedale Immacolata. Il sindacato ritiene che la programmazione sanitaria debba tenere conto delle difficoltà di collegamento e delle caratteristiche territoriali del Cilento e del Golfo di Policastro, evitando di basare le decisioni esclusivamente su parametri numerici.
Nella nota viene contestata un'applicazione ritenuta troppo rigida degli standard epidemiologici, che secondo l'organizzazione rischierebbe di penalizzare le comunità delle aree interne.
La FP Cgil richiama quindi il diritto costituzionale alla salute, sostenendo che l'accesso all'assistenza sanitaria debba essere garantito anche nei territori caratterizzati da condizioni geografiche più complesse.
«Bisogna restituire immediatamente alle donne del nostro territorio la possibilità e il diritto di poter partorire nella propria terra. Su questo principio la FP CGIL non farà un solo passo indietro», afferma l'organizzazione sindacale.
Sciopero all'ospedale Immacolata
Il sindacato lega l'eventuale avvio della mobilitazione all'esito dell'incontro regionale del 2 novembre. Qualora dal confronto tra il presidente Fico e i sindaci non emergessero soluzioni ritenute decisive per mantenere operativo il punto nascita, la FP Cgil Salerno si dichiara pronta a proclamare uno sciopero di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell'ospedale Immacolata.
«Se dall'incontro del 2 novembre non dovessero emergere novità decisive e risolutive per il futuro del presidio di Sapri, la FP CGIL Salerno è pronta a dichiarare lo sciopero immediato di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell'ospedale «Immacolata»».
L'attenzione resta concentrata sul vertice regionale di lunedì, mentre si avvicina la data del 16 novembre, individuata dall'Asl Salerno per la cessazione delle attività del punto nascita. Per la FP Cgil, l'obiettivo rimane impedire la chiusura del servizio e garantire alle donne del Cilento e del Golfo di Policastro la possibilità di continuare a partorire nell'ospedale del proprio territorio.




