Cronaca

Punto nascita di Sapri a rischio chiusura, la Cgil lancia l'ultimatum: «Se il 2 novembre non arrivano risposte, sciopero di tutto l'ospedale»

Martina Francione
Punto nascita di Sapri a rischio chiusura, la Cgil lancia l'ultimatum: «Se il 2 novembre non arrivano risposte, sciopero di tutto l'ospedale»
La chiusura del punto nascita dell'ospedale Immacolata di Sapri, prevista per il 16 novembre 2026, potrebbe portare alla proclamazione di uno sciopero di tutto il personale sanitario della struttura. A prospettare la mobilitazione è la Funzione Pubblica Cgil Salerno, che chiede alla Regione Campania una soluzione definitiva per scongiurare la cessazione delle attività. Decisivo sarà l'incontro di lunedì 2 novembre a Palazzo Santa Lucia, convocato dal presidente della Regione Roberto Fico con i sindaci dei territori interessati dalla chiusura dei punti nascita.

Punto nascita di Sapri a rischio chiusura, la Cgil pronta allo sciopero: vertice il 2 novembre

La decisione dell'Asl Salerno di disporre la cessazione delle attività del punto nascita dell'ospedale Immacolata continua a suscitare preoccupazione nel Golfo di Policastro. La FP Cgil Salerno interviene sulla vicenda chiedendo che il confronto istituzionale convocato per lunedì possa portare all'individuazione di una soluzione concreta, capace di garantire la continuità del servizio.

Il sindacato concentra la propria attenzione sull'appuntamento del 2 novembre, quando il presidente Roberto Fico incontrerà i sindaci dei Comuni coinvolti dai provvedimenti di chiusura dei punti nascita. Oltre a Sapri, il confronto riguarderà anche Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.

L'organizzazione sindacale sottolinea che al tavolo non è prevista la presenza delle rappresentanze dei lavoratori e dei comitati civici impegnati nella difesa delle strutture sanitarie. Un'assenza che non riduce, tuttavia, le aspettative riposte nell'incontro, considerato un passaggio fondamentale per il futuro dell'assistenza materno-infantile sul territorio.

L'appello a Roberto Fico: «È il momento di dare seguito agli impegni»

La FP Cgil richiama le dichiarazioni con le quali il presidente della Regione aveva indicato la tutela della sanità pubblica e degli ospedali delle aree interne tra le priorità della propria azione politica.

Secondo il sindacato, il caso di Sapri rappresenta un banco di prova per verificare la possibilità di tradurre quegli impegni in provvedimenti amministrativi. «Da quell'incontro ci aspettiamo l'individuazione immediata di una soluzione tecnica e amministrativa che porti al blocco della chiusura e alla piena riapertura del punto nascita di Sapri», dichiara la FP Cgil Salerno.

L'organizzazione ricorda inoltre che Fico avrebbe più volte sottolineato, durante la campagna elettorale e nei successivi interventi pubblici, l'importanza di salvaguardare i servizi sanitari nei territori periferici. «È il momento di dare seguito a quelle dichiarazioni con atti concreti», sottolinea il sindacato.

La difesa dell'ospedale di Sapri e il diritto delle donne a partorire nel proprio territorio 

Al centro della posizione della FP Cgil c'è anche la particolare conformazione geografica dell'area servita dall'ospedale Immacolata. Il sindacato ritiene che la programmazione sanitaria debba tenere conto delle difficoltà di collegamento e delle caratteristiche territoriali del Cilento e del Golfo di Policastro, evitando di basare le decisioni esclusivamente su parametri numerici.

Nella nota viene contestata un'applicazione ritenuta troppo rigida degli standard epidemiologici, che secondo l'organizzazione rischierebbe di penalizzare le comunità delle aree interne.

La FP Cgil richiama quindi il diritto costituzionale alla salute, sostenendo che l'accesso all'assistenza sanitaria debba essere garantito anche nei territori caratterizzati da condizioni geografiche più complesse.

«Bisogna restituire immediatamente alle donne del nostro territorio la possibilità e il diritto di poter partorire nella propria terra. Su questo principio la FP CGIL non farà un solo passo indietro», afferma l'organizzazione sindacale.

Sciopero all'ospedale Immacolata 

Il sindacato lega l'eventuale avvio della mobilitazione all'esito dell'incontro regionale del 2 novembre. Qualora dal confronto tra il presidente Fico e i sindaci non emergessero soluzioni ritenute decisive per mantenere operativo il punto nascita, la FP Cgil Salerno si dichiara pronta a proclamare uno sciopero di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell'ospedale Immacolata.

«Se dall'incontro del 2 novembre non dovessero emergere novità decisive e risolutive per il futuro del presidio di Sapri, la FP CGIL Salerno è pronta a dichiarare lo sciopero immediato di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell'ospedale «Immacolata»».

L'attenzione resta concentrata sul vertice regionale di lunedì, mentre si avvicina la data del 16 novembre, individuata dall'Asl Salerno per la cessazione delle attività del punto nascita. Per la FP Cgil, l'obiettivo rimane impedire la chiusura del servizio e garantire alle donne del Cilento e del Golfo di Policastro la possibilità di continuare a partorire nell'ospedale del proprio territorio.

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